Lettera al presidente G.Sala e al sovrintendente D.Meyer

 

 

La scrivente O.S. C.U.B. Informazione  e Spettacolo intende sostenere che:
Dal 24 agosto seppur riprenda lentamente la stagione Scaligera di cui siamo lieti, rimaniamo estremamente critici per la scelta di vivacchiare fino alla ripresa autunnale in attesa della Boheme.
Ci aspettavamo più coraggio da parte del nuovo sovrintendente sulle proposte da offrire al pubblico milanese rimasto in città questa estate, invece 240 lavoratori circa, dal 31 luglio, e molti di questi anche prima, sono rimasti a casa in disoccupazione.

Senza alcun preavviso e soprattutto senza alcuna certezza per il futuro, inoltre senza nessuna comunicazione da parte della direzione del personale in spregio a qualsiasi decenza di rapporti civili tra datore di lavoro e personale che da anni é fedele alla Scala.
Solo per quanto riguarda una parte di lavoratori aggiunti turnisti è arrivata la "promessa" di svolgere i concorsi per ottemperare il numero di organico approvato dal 2016, e finora mai messo in pratica, ovvero tra il 15 settembre e il 31 ottobre. Nel frattempo  in palcoscenico le squadre vengono ridotte all'osso dal 24 agosto in poi. Ad esempio negli elettricisti si passa da turni di 15 /16 persone addirittura a sette.
Per poi addirittura costringere una squadra a fare il settimo giorno di lavoro per metterne altre due contemporaneamente in f.I.S.
Siamo al paradosso. Tutto questo viene messo in pratica senza calcolare i rischi per la sicurezza del lavoro. Il lavoro in teatro vorremmo ricordare non é cambiato. Si tratta di montare scene, luci, proiettori, avere a che fare con carichi sospesi e ponti mobili. Rimane un cantiere come più volte affermato dall'Ats la quale per ogni allestimento obbliga la Scala a fornirgli il Documento di Valutazione dei Rischi.
La riduzione delle squadre addirittura in alcuni casi al dimezzamento lo consideriamo pericoloso e un precedente mai visto a carico dei rischi della salute e della sicurezza dei lavoratori in palcoscenico.
Per questo consideriamo questa missiva al pari di una diffida.
Il numero degli elettricisti ad esempio per l'organico é di 56 e quello deve rimanere. Se mancano dei lavoratori bisogna assumerli a tempo determinato in attesa del concorso per il tempo indeterminato.
Molti lavoratori, tra l'altro, in questo periodo sono andati in pensione. I recenti decreti governativi offrono enormi agevolazioni, mai viste nella storia della repubblica, per facilitare, stimolare l'assunzione sia a tempo indeterminato che determinato. Cioé enormi sgravi fiscali.
Dunque riteniamo scellerata la decisione di lasciare a casa un numero incredibile di lavoratori e contestualmente mettere a repentaglio la sicurezza dei lavoratori che riprendono in mano la macchina teatrale lasciata ferma per cosi' tanto tempo. Lasciandoli isolati in squadre  minuscole.

Crediamo sia venuto il momento di cambiare rotta da parte di questa direzione che sembra  pensare solo ed esclusivamente al pareggio di bilancio in un'ottica difensiva e di ripiego invece che di rilancio come tutto il mondo richiede alla Scala con forza dai quattro angoli del pianeta. Infischiandosene soprattutto dei rischi della salute e della sicurezza per i lavoratori che riprendono l'attività.
Milano 25 agosto 2020
Distinti saluti
Per la segreteria nazionale  cub informazione e spettacolo
Giuseppe Fiorito , Roberto D'Ambrosio

il cartellone
La Scala riapre il sipario: al via tamponi per coro e orchestra
Venerdì il concerto in Duomo presente il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. I sindacati: noi invisibili. Il caso dei contratti a termine
di Pierluigi Panza
 Il sovrintendente Dominique Meyer, 65 anni, in platea tra le poltroncine rosse del Teatro alla Scala
shadow
La Scala ha riaperto ieri i battenti. Per i molti lavoratori usciti da cassa integrazione o smart working è stata, per lo più, una giornata dedicata a fare i tamponi o a prendere parte a corsi sulla sicurezza. Ieri sono stati «tamponati» orchestra e coro; oggi si prosegue con gli altri (i tamponi non sono obbligatori). «Aspettiamo anche un incontro con il sovrintendente per chiarire il destino di tutti i contratti», afferma Pippo Veneziano della Uil, poiché ci sarebbe qualche problema con i contratti a termine.
L’attività concertistica riparte il 4 alle 20,30 con il «Requiem» di Verdi diretto da Chailly in Duomo davanti al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. La disponibilità sarà di 400 posti (più 200 per varie rappresentanze). I biglietti sono gratuiti, ma bisogna assicurarseli dalle ore 15 di oggi sul sito www.duomodimilano.it.

Sempre il 4 la Cub alle ore 18,00 saranno in via Mercanti (angolo piazza Duomo) per esprimere solidarietà ai familiari delle vittime del Covid. Hanno diramato una nota sul loro stato: «Siamo invisibili per le istituzioni. Dal governo, chi ha avuto fortuna attraverso le maglie dell’Inps, ha ricevuto un’elemosina indegna di un Paese civile. Delle nostre richieste alla Regione ne è stata accolta neanche una. Dal Comune abbiamo sentito parole di solidarietà ma non abbiamo visto nulla se non impegni insufficienti e quello, inevaso, dal sindaco Beppe Sala di farsi da tramite per un incontro con il ministro Franceschini».


Il rientro concertistico in Scala avverrà la sera del 12 con Chailly che dirigerà l’orchestra nella Nona di Beethoven. Qui i posti sono 740: biglietti a disposizione sul sito del teatro (con qualche lamentela per i prezzi a 50 euro per posti laterali in seconda Galleria). Il 14 si tornerà di nuovo in Duomo, questa volta in piazza, per il tradizionale Concerto alla città della Filarmonica della Scala, anche qui le norme Covid consentiranno a un pubblico molto più ridotto rispetto agli scorsi anni di assistere al concerto.
Infine, il ritorno dell’opera, seppur in forma di concerto. Dal 15 settembre, 740 spettatori ammessi a ciascuna delle cinque recite della prima delle tre opere in cartellone della stagione autunnale post lockdown, la «Traviata» diretta da Zubin Mehta. Dopo «Traviata», in programma «Aida» (in forma di concerto) e «La Bohème», questa presentata nel classico allestimento di Franco Zeffirelli del 1963. Mehta avrà a disposizione un cast capitanato da Marina Rebeka, Atalla Ayan e Leo Nucci nei ruoli di Violetta, Alfredo e Giorgio Germont


https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/20_settembre_01/scala-riapre-sipario-via-tamponi-coro-orchestra-e14fe9e2-ec24-11ea-a43c-ac43602f1ffa.shtml

FaceBook