Comunicato del coordinamento spettacolo della Lombardia

Foto archivio presidio del 16 giugno

Oggi le lavoratrici e lavoratori dello spettacolo dal vivo riuniti nel coordinamento lombardo avrebbero dovuto avere incontro in regione con l' assessore cultura Galli.
Nonostante i gravi tagli alla cultura della regione decisi ad aprile, (dimezzamento), nonostante i presidi dei lavoratori dovuti alla emergenza occupazionale e alla mancanza di sussidi, l'assessore e' sparito per l'ennesima volta e non e'stata intravista, in chi l'ha sostituito, alcuna volontà di sostegno sia ai lavoratori che alle imprese culturali, cioè verso un settore che ha decine di migliaia di addetti.

Da parte di Cub Informazione e Spettacolo vi è intenzione inoltre i chiedere al cda scaligero di estromettere da questo organismo il consigliere in capo alla regione in quanto la stessa per il 2020 ha stanziato 1,5 milioni per il suddetto ente e non 3 ovvero la base minima da statuto per entrare  nell'organismo di governo della scala  come socio fondatore.
La regione in mano a Fontana ha scelto di fatto di divenire semplice socio ordinario della Scala.

Denunciamo la responsabilità politica della regione per l'abbandono al proprio destino dei lavoratori dello spettacolo e degli enti e delle imprese che fanno cultura, cioè del principale traino economico della regione.
I lavoratori dello spettacolo dal vivo riuniti nel coordinamento regionale lombardo hanno inviato un documento chiaro in 4 punti su cui intendono avere risposte e non sono più disposti ad assistere al gioco dello scaricabarile tra assessorati e istituzioni competenti in materia di investimenti, welfare e lavoro.

Milano 31 07 2020
Segr. Naz. Cub-Informazione e Spettacolo

 

 Comunicato del coordinamento spettacolo della Lombardia

Oggi le lavoratrici e i lavoratori del coordinamento spettacolo della Lombardia avrebbero dovuto incontrare l’assessore all'autonomia e alla cultura della regione Lombardia Stefano Bruno Galli dopo aver richiesto un incontro formale, vista la sua precedente assenza nella commissione congiunta cultura e lavoro tenutasi lo scorso 16 luglio.

Dopo pochi minuti dall’inizio dell’incontro il coordinamento ha dovuto constatare l’assenza dell’assessore per altri impegni più urgenti delegando quindi l’incontro alla Dott.ssa Graziella Gattulli dirigente Struttura Spettacolo, Contemporaneità, Fund Raising per la Cultura regione Lombardia.
Questo poco preavviso rispetto all’assenza dell’assessore ha compromesso fortemente la natura dell’audizione lasciando per l’ennesima volta in sospeso le urgenze e le problematiche del comparto spettacolo presentate nel documento depositato in commissione congiunta cultura e lavoro.
Le intenzioni di questo incontro erano incentrate sui punti urgentemente richiesti:
indennità di continuità per tutte le categorie di lavoratori del comparto Arte spettacolo e Cultura che traghetti il settore fino alla ripresa piena dei singoli comparti, come negli altri stati europei fino a giugno 2021;
Un sostegno economico e di defiscalizzazione per una “vera ripartenza” culturale, rivolto a tutte le imprese di spettacolo dal vivo appartenenti al territorio, associazioni culturali, piccole e medie imprese, soggetti indipendenti, che operano in tutta la regione;
Apertura di uno sportello di facilitazione all’interno dei Centri per l’Impiego, per le pratiche di assunzione diretta e relative pratiche fiscali Ex- Enpals delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo e per i loro committenti (nell’ottica del GUSO francese).
Creazione di un “Tavolo sulla Responsabilità Occupazionale”.
Come promesso dalla dott.ssa Gattulli il coordinamento spettacolo Lombardia auspica una nuova audizione con l’assessore alla cultura Galli e l’assessore al lavoro, formazione e istruzione Melania De Nichilo Rizzoli per arrivare al più presto a delle risposte concrete rispetto ai punti richiesti dal coordinamento.
Le lavoratrici e i lavoratori hanno inoltre richiesto la calendarizzazione di incontri a cadenza mensile per iniziare davvero un tavolo di confronto su ogni specifica tematica in quanto si è palesata una poco approfondita conoscenza del reale funzionamento della filiera del settore cultura e di tutte le sue varianti determinata da differenti forme finanziare, economiche e contrattuali dei lavoratori.
Ci troviamo nuovamente di fronte all’ennesimo paradosso istituzionale dove sono i lavoratori a dovere insistere per avere udienza e non siano le istituzioni ad avere a cuore la drammaticità di questa condizione del presente e del futuro.
Auspichiamo che gli assessori sopra citati non vengano ancora una volta meno alle loro responsabilità.

Milano 31 luglio 2020

Coordinamento Spettacolo Lombardia

 

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