Buongiorno, con la presente la Cub informazione e spettacolo chiede a codesta Direzione e Sovrintendenza di, attivare al più presto la sartoria dell'Ansaldo per la produzione di mascherine e camici per il personale sanitario della Regione Lombardia, attraverso l'impiego di lavoratrici e lavoratori volontari.

Seguendo scrupolosamente i protocolli di sicurezza previsto dal dcpm.
Noi crediamo che l'impatto mediatico della discesa in campo della Scala é importantissima per sconfiggere la pandemia del covid 19. Nel contesto nazionale serve da stimolo e incoraggiamento della collettività.
In ultima analisi, il nostro contributo non potrà essere sottovalutato quando saremo a breve costretti a chiedere contributi statali, per non finire in grosse difficolta'.
Noi crediamo inoltre che il personale scaligero si sia già prodigato, anche grazie al lavoro del comitato ambiente salute Scala con l'Ats Milano, affinché il confinamento in Scala avvenisse in tempi non sospetti. Cosi, nonostante il teatro sia un luogo di lavoro affollato, é risultato esiguo il numero di contagi tra il suo personale.

I responsabili che hanno distrutto in questi trent'anni la sanita' pubblica e le autorita' che han preso superficialmente il problema all'inizio della pandemia, non devono far pagare ai lavoratori il conto di questa crisi globale.
Noi non abbiamo, come lavoratori, intenzione di pagare il conto altrui. IL governo deve aumentare il F.U.S e il finanziamento straordinario per lo spettacolo dal vivo.

Alla Scala il C.D.A. dove sono seduti soci come il Comune, la Regione Lombardia e una serie potenti banchieri, deve approntare un piano per rifinanziare il teatro. Non chiedete ai lavoratori di cedere i propri diritti salariali e normativi .

Il f.i.s. e' un ammortizzatore sociale che aiuta la fondazione a coprire una parte dello stipendio dei lavoratori . L'altra parte la deve integrare il teatro.
Non accetteremo accordi che mettono in discussioni diritti indisponibili dei lavoratori. La Scala non l'han chiusa loro perchè volevano farsi le ferie confinati .
Noi infine non crediamo alle soluzioni fantasiose di diventare un teatro di posa per opere in streaming . Noi siamo lavoratori dello spettacolo dal vivo.

La Fondazione Scala, dal nostro punto di vista, deve battersi affinchè il teatro non venga equiparato dal governo ai campi di calcio di serie A o ai concerti rock . Alla Scala entrano al massimo 2000 persone e non 200.000 come ai concerti di Vasco Rossi. La Scala deve riaprire inizialmente, magari con una capienza massima di 1000 persone. Ripartire con una stagione fatta di titoli popolari e non d'elite, per riportare la cittadinanza a teatro. Ma bisogna rendenderla accessibile a tutti, cioé con prezzi popolari. Con del personale all'ingresso anche disposto a misurare la febbre al pubblico a tutela della salute di tutti. Tenere i primi tempi gli spettatori a un metro di distanza uno dall'altro.
Ma ci si deve auspicare soprattutto, di riprendere a inizio di maggio l'attività. Una parte dei tecnici, se fosse possibile, deve cominciare un po' prima per fare quella manutenzione del palcoscenico che non si fa mai per la troppa produzione che c'è stata in questi anni in cartellone. I ponti, le bilance, i proiettori, i magazzini, c'è un gran da fare prima di far ripartire la macchina.

Non siamo cinecittà ma il teatro più importante del mondo e senza il pubblico non c'è opera e senza l'opera non ci sono emozioni, non c'é arte e dunque l'essenza del nostro lavoro.

Si potrebbe ricominciare con un gran concerto come fece Toscanini alla riapertura nel dopoguerra, oppure dopo un graduale inizio, per una volta e del tutto eccezionalmente il 2 giugno, in occasione della festa della repubblica, un gran concerto alla presenza di Mattarella e di delegazioni di chi sul campo ha combattuto contro il virus. Medici infermieri e soccorritori.
Dalle brigate solidali di cubani russi e albanesi e ucraini, alle o.n.g del volontariato, ai lavoratori che han tenuto in piedi il paese
nell'emergenza: ad esempio a Milano, quelli dell'AMSA dell'ATM dei supermercati e i taxisti. Una delegazione della protezione civile ma nessuna sfilata di politici.

Queste sono le proposte della cub: ripartire con entusiasmo ma vogliamo sia il pane che le rose.
Cordiali saluti ,

Per la segreteria nazionale
Roberto D°Ambrosio, Giuseppe Fiorito

Cub Informazione & Spettacolo Teatro alla Scala di Milano

 Lettera indirizzata a 

Da: cub scala <Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.>
Date: mar 7 apr 2020 alle ore 08:30
Subject: Lettera al Sovrintendente del Teatro alla Scala Meyeru
To: Sovraintendenza <Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.>
Cc: Amoruso Marco <Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.>, Di Freda Dirett. generale <Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.>, <Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.>

 

FaceBook