Ieri Mercoledì 17 luglio dalle 9,30 alle 17.30 al Palazzo di Giustizia di Milano si è tenuta l'udienza in cui sono stati sentiti come testimoni i lavoratori della Scala .


Ricordiamo che il processo vuole accertare le responsabilità penali di quei dirigenti che non hanno prevenuto l'esposizione dei lavoratori all'amianto, causando quindi morti e malattie gravi. Ai nostri colleghi colpiti va sempre il nostro pensiero ed è per noi un dovere morale lottare per ottenere giustizia .


I testimoni hanno raccontato i fatti da loro vissuti in prima persona, con particolari che risultano agghiaccianti alla luce delle gravi conseguenze sulla salute di decine di lavoratori. Ci riferiamo al sipario, manufatto di m 17x12, costituito di fibre di amianto friabile e quindi origine di dispersione di fibre ad ogni suo movimento.

Anche gli spettatori, per anni, ne hanno respirato le fibre. I testimoni oggi hanno raccontato come è stato "smontato" nel 1992: con flessibili , senza protezioni, a mani nude. Elettricisti, vigili del fuoco e meccanici hanno usato per anni coperte di amianto friabile per evitare incendi provocati dal surriscaldamento dei proiettori di luce sulle scene.Gli spettatori hanno appoggiato le braccia nei palchi sulle coperte dove a fianco erano sistemati i proiettori roventi durante gli spettacoli.

Dalle testimonianze, è emerso un dato epidemiologico inconfutabile: in nessun teatro italiano si sono verificati tanti decessi e malattie asbestocorrelate come alla Scala di Milano.
In complesso una positiva giornata in cui è stata rafforzata e articolata l'accusa a carico degli imputati. Il processo riprenderà con l'audizione di altre testimonianze di lavoratori il 5 settembre.

Saluti i portavoce del Comitato

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