Appello alla città e conferenza stampa

Voi cosa fareste? Siamo uomini, donne, qualche bambino.

Abbiamo ottenuto il diritto d’asilo dallo stato italiano perché veniamo da luoghi di guerra, dal Sudan, dall’Eritrea, dall’Etiopia.

Ci illudevamo
che tale diritto significasse qualcosa: la Possibilità à di un percorso per ricominciare qui le nostre vite. Ma non è stato così.

Dopo il permesso di soggiorno non abbiamo avuto nient’altro: non un biglietto per prendere il treno, non l’indicazione di un luogo dove dormire e mangiare, non una scuola in cui imparare l’italiano, non un suggerimento per cercare e trovare un lavoro.

Solo un diritto alla strada e a prendere una multa ogni volta che saliamo su un mezzo pubblico.

Dopo aver conosciuto le strade e qualche cascina abbandonata, da un mese siamo in via Lecco a Milano, in un edificio che era vuoto da moltissimi anni e lì abbiamo cercato di organizzare le nostre vite, aiutati anche dagli abitanti del quartiere e aspettando che il comune trovasse una soluzione degna.

Ora vogliono obbligarci ad andarcene anche da qui. Voi cosa fareste?

Lo chiediamo a tutti: alle istituzioni, non solo al comune, ma anche alla provincia e al prefetto, ad ogni singolo abitante di questa città e allo stato italiano.

Pensavamo che il diritto d’asilo significasse qualcosa. E’ possibile che sia solo una nostra illusione?

Chiediamo:


alla prefettura e alla questura di fermare lo sgombero

al prefetto di Milano un incontro per affrontare insieme a noi la nostra situazione

agli abitanti di Milano di continuare a sostenerci

Martedì 27 dicembre alle ore 11,00 invitiamo tutti i giornalisti a una Conferenza stampa in via Lecco 9 
Milano 26 dic 005

                                                        Unione rifugiati via Lecco

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