Dalla Prefettura di Milano 11 dicembre 2020 L.go 11 settembre 2001 (video 5 min con sintesi  incontro)

Rajaa  di CUB Immigrazione  10 dicembre 2020

Da oggi gli invisibili saranno meno invisibili. Da oggi vince lo Stato perché è più forte della criminalità e del caporalato“. A dirlo, trattenendo a stento le lacrime, è la ministra all’Agricoltura Teresa Bellanova in conferenza stampa a Maggio a Palazzo Chigi per la presentazione del decreto Rilancio insieme al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. 

A distanza di sette mesi possiamo dire che il fallimento preventivato di questa Sanatoria per regolarizzare i lavoratori e le lavoratici migranti nel territorio, è sotto gli occhi di tutti:
solo 207.542 domande presentate sulle 600mila stimate dal Governo,
solo tre settori lavorativi coinvolti con una grossa discriminazione per coloro che non operano nel campo dell’agricoltura, dell’assistenza alla persona e del lavoro domestico, e un ampio margine di lavoro invece per i caporali, gli usurai e, in generale, gli sfruttatori che trovano un grosso guadagno dagli ultimi, dagli “invisibili” citati dalla Ministra.

Dal primo giugno al 15 luglio abbiamo dovuto contrastare tutte le situazioni di prevaricazioni e di violenza da parte dei datori, con minacce e ricatti ai lavoratori e alle lavoratrici migranti messi volutamente nella condizione di inferiorità.
Infatti, per accedere alla Sanatoria i requisiti sia del datore che del/la lavoratore/lavoratrice erano difficilmente raggiungibili, e ne elenchiamo alcune:
- il datore di lavoro avrebbe dovuto avere un reddito che spaziava dai 20.000 ai 30.000 euro, a seconda del contratto e della composizione della famiglia;
- il datore di lavoro avrebbe dovuto pagare un contributo al Governo di 500 euro a fondo perduto, solo per accedere alla Sanatoria e senza garanzia di ottenere il Nulla Osta dalla Prefettura. Questo contributo è stato quasi sempre pagato dal lavoratore, sotto il ricatto di sospendere la pratica;
- Il lavoratore o la lavoratrice si sono a comprare contratti di lavoro a cifre pari anche a 8.000 euro, solo con la speranza di avviare questo rapporto che li permettesse di regolarizzare i propri documenti una volta rilasciato il Nulla Osta.
Questi solo alcuni degli esempi, e vogliamo anche evidenziare il ricatto a cui sono costrette oggi tutte queste persone che hanno creduto nella Sanatoria: minacce sulla sospensione della pratica in caso non continuino a pagare loro i contributi che continuano ad essere inseriti a posteriori, minacce di denunce perché clandestini (in Italia esiste il reato di clandestinità) in caso chiedano lo stipendio completo, violenze verbali e psicologiche nei confronti delle lavoratrici domestiche che hanno avviato il contratto e chiedono di rispettarne i permessi, sottomissione dei richiedenti asilo a cui viene fatto credere di aver regalato loro un diritto concedendo un nuovo contratto e sospendendo quello precedente per poter accedere alla Sanatoria riservata solo a braccianti, colf e badanti…
A tutto questo aggiungiamo anche il fatto che, passati 7 mesi dall’inizio di questa ridicola Sanatoria a cui però più di 200.000 persone stanno facendo affidamento, la Prefettura ancora non ha rilasciato i Nulla Osta necessari per iniziare le pratiche per i permessi di soggiorno.
Siamo fermamente convinte che – in questi tempi di pandemia e crisi sociale ed economica mondiale - la Sanatoria debba rappresentare solo il primo passo di una serie di misure volte al contrasto della piaga dello sfruttamento, e che debba essere accompagnata da misure strutturali e di lungo termine. Non solo per alcune categorie di lavoro – come se le persone straniere non fossero in grado di operare in campo medico o nell’edilizia, nella logistica o nella ristorazione.
Se è vero che si intende preservare la vita e la salute di tutti e tutte, è necessaria una regolarizzazione di tutte le persone sul territorio in questo momento di crisi, con permessi per motivi umanitari e di salute generale rinnovabili in futuro in permessi di lavoro. Questo permetterebbe di ampliare il quadro parziale che oggi ha il Governo sulle persone migranti sul territorio, e limiterebbe davvero il rafforzamento di chi sfrutta, schiaccia, perseguita e uccide la dignità di noi persone migranti.
ADESSO BASTA!
Vogliamo che la Prefettura inizi a rilasciare i Nulla Osta di coloro che si sono affidati alla Sanatoria, e un tavolo con il Governo per parlare realmente della situazione di precarietà a cui le persone migranti (regolari e non) continuano ad essere messe.
Non vanno regolarizzate le braccia, ma le persone!

PRESIDIO
venerdì 11 dicembre
2020 H: 10:00
Prefettura di Milano 


Milano 27 11 2020

CUB Immigrazione

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
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