E SE SMETTESSIMO DI DELEGARE E INIZIASSIMO A PARTECIPARE?

 Basta poco per riconoscere di quale stoffa sia fatto il capitalismo italiano.

Chiediamoci quindi, il motivo per cui negli ultimi vent' anni i profitti delle imprese in Italia sono mediamente più alti degli altri paesi industrializzati, in contrapposizione ai salari più bassi di noi lavoratori.

 

Questa tendenza rimane invariata anche in questi anni, dove i padroni scaricano i costi della crisi licenziando, delocalizzando la produzione e congelando i salari gi fermi da un ventennio, per mantenere lo status quo.


I sindacati concertativi si sono fatti inghiottire dal sistema economico che devono combattere, si nutrono da esso, le loro strutture sono altresì diventate funzionali al sistema stesso anziché ai lavoratori.
In quale modo?

Stipulando accordi liberticidi finalizzati ad escludere il sindacalismo di base, subordinando le agibilità sindacali alla firma di contratti nazionali e ad accordi interconfederali, richiedendo aumenti salariali insufficienti a coprire almeno l'inflazione reale.

La sinistra parlamentare in tutto questo non è da meno.

Servendosi dello spread come spauracchio e in nome della stabilità istituzionale, avvalla le peggio leggi sostenendo governi di banchieri prima, di larghe intese poi.

Oggi ci ritroviamo con i salari al lumicino e i diritti decimati, perché i lavoratori non sono più abituati a difendere il loro presente e ad occuparsi del loro futuro.
Si crea così la convinzione che possa bastare una tessera o un voto, per tutelare i nostri diritti.

Delegare è molto meglio che partecipare? è forse più comodo?

Non per Noi!

Se purtroppo siamo arrivati a tutto questo, è perché in questi anni ci siamo limitati a leggere la nostra storia scritta da altri.
Abbiamo dato in appalto la gestione dei cazzi nostri.
Ora abbiamo il dovere di invertire questa rotta di involuzione sociale e democratica.
Dobbiamo scrivere noi la nostra storia, perché sar sicuramente migliore.

Sar la storia di persone che lottano per i propri diritti, per quell' "esistenza libera e dignitosa" che la Costituzione riconosce ai lavoratori, per un futuro migliore da regalare ai loro figli.

Un' idea deve essere chiara a tutti noi: sono le classi sociali più deboli ad avere bisogno di un cambiamento. La situazione attuale è un terreno fertile per i poteri forti.

 

Il 18 ottobre tutto il sindacalismo di base converger nello sciopero generale con una manifestazione nazionale.

Andremo in piazza per rivendicare il diritto al lavoro, alla casa, allo studio e a salari e pensioni dignitose; contro inutili e costosissime guerre, contro l' evasione fiscale e contributiva, contro le discriminazioni nella nostra società ; per una reale democrazia sindacale e per l'unica politica occupazionale possibile: la riduzione di quattro ore settimanali a parit di salario.

 

Noi del Coordinamento Cub Pirelli di Bollate, invitiamo vivamente colleghi, lavoratori e pensionati a partecipare – come altre volte hanno fatto, dando un prezioso apporto – alla manifestazione nazionale di venerdì 18 ottobre 2013, con ritrovo in Milano a Largo Cairoli per le ore 09:00.

 Una questione di scelte: occuparci del nostro destino, o essere immobili spettatori del proprio regresso?

Coordinamento Cub Pirelli Bollate

 

 

 

 

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