DISASTRO CHIMICO: il rinnovo del contratto nazionale dei chimici, firmato da cgil cisl e uil, è profondamente negativo in particolare per quanto pattuito su salario, mercato del lavoro ed enti bilaterali.

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Un'accordo che definisce un altro sistema contrattuale, quello separato del 22 gennaio 2009 sulla controriforma del cosiddetto “modello contrattuale”, a cui la CGIL era contraria.
Difatti, la premessa sottoscritta nell'accordo, afferma che: “il contratto nazionale serve per la produttività, la competitività e l’occupazione”.
E si capisce che il contratto nazionale cambia natura sindacale: da carta di diritti esigibili, che tutela il salario e regola la condizione di lavoro, diventa sempre più uno strumento in cui si governa flessibilità e competitività.
Si accetta la decorrenza triennale sul rinnovo economico e le nuove regole come quella sulla limitazione al diritto di sciopero.
Difatti all'art.69 si afferma:
“Durante i 6 mesi antecedenti e nel mese successivo alla scadenza del contratto e comunque per un periodo complessivamente pari a 7 mesi dalla data di presentazione delle proposte di rinnovo, le Parti non assumeranno iniziative unilaterali né procederanno ad azioni dirette” (in sostanza 7 mesi in cui non si potrà scioperare in fase di scadenza CCNL).
SALARIO un'aumento di euro 135€ in 3 anni sul livello D1, che diventano 122€ al D3 e 115€ al E1, erogate in 3 trance “a salire” (esempio su un D1: 38 euro gennaio 2010, 48 euro gennaio 2011, 49 euro gennaio 2012).
Aumenti apparentemente superiori rispetto alla proposta iniziale di cisl e uil, quantificata sulla base di un indice di calcolo previsionale (Ipca)
Il costo della vita penserà a mangiarsi il salario giorno dopo giorno, ci vorranno 3 anni, prima di poter recuperare ciò che si perderà rispetto all'inflazione reale.
Pochi euro in più in cambio di molte concessioni  !
Vediamo quali:
Si cancella dalla busta paga un istituto storico dei lavoratori: gli scatti di anzianità, senza rimpiazzarla con nulla e creando una disparità fra vecchi, nuovi e futuri assunti.
Si aumenta il periodo di prova, 4 mesi per l’inquadramento in E, 6 mesi C e D.
Contratti a termine che potranno durare oltre i 36 mesi rispetto alla legge, fino a 54 mesi.
Si specifica che il premio di partecipazione, contrattato a livello aziendale, dovrà essere TOTALMENTE variabile; e possibilmente, laddove è possibile, introdurre un indicatore di presenza individuale e collettivo. In sostanza legato alle assenze sul lavoro.
Viene introdotto il “Fondo Bilaterale Aziendale” (Welfarchim), per il sostegno al reddito, finalizzato ad integrare i salari in caso di cassa-integrazione, con l'effetto che quello che si contratta oggi a carico delle imprese come integrazione, sarà pagato poi con il contributo dei lavoratori. In sostanza si vincola la contrattazione per il sostegno al reddito e si affida ad una componente variabile, una parte degli ammortizzatori sociali.
In caso di crisi aziendale, l'impresa avrà la facoltà di trasformare i contratti a tempo pieno in contratti part time, senza alcuna contrattazione ed eventuale integrazione salariale aziendale.
Chi utilizza i permessi della legge 104 dovrà comunicare all’azienda un CALENDARIO ANNUALE. Inoltre il datore di lavoro, in caso di necessità, potrà DIFFERIRNE la fruizione.
Per tutti i lavoratori viene confermata la flessibilità annuale degli orari di lavoro
Inoltre si impegnano ad istituire la Conciliazione e l’Arbitrato nella contrattazione aziendale, limitando così la libertà sindacale, garantite dalla Costituzione, che la cgil ha sempre considerato inaccettabile.
Viene confermata la Possibilità à della deroga a livello aziendale sulle normative del contratto nazionale, punto centrale dell’accordo separato del 22 gennaio.
Vergognoso aumento dell'indennità a cifra fissa per il turno notturno da 6,5 a 7,5 euro lorde, rapportato ad 8 ore, senza alcuna influenza su altri istituti contrattuali e base di calcolo TFR.
Questo accordo riduce fortemente i diritti, la contrattazione e il ruolo delle RSU
Ma questo rinnovo del contratto nazionale ha degli elementi positivi ?

SI' solo per i sindacati confederali !

Perché si rafforzamento gli enti bilatereli, come FONCHIM, FASCHIM, WELFARCHIM,  OBC (formazione)  che sono alimentati anche dai soldi dei lavoratori e sono pagati in parte dalla differenza di retribuzione.
E sta per nascere un nuovo ente bilaterale sugli Inquadramenti Professionali (vedi CCNL al capitolo classificazione personale)
In sostanza gli enti bilaterali sono il metodo più “economico” con cui i padroni finanziano surrettiziamente i sindacati confederali per rendere la loro subalternità sempre più vincolante.
Un esempio: in questo accordo (art. 51) le multe ed i provvedimenti disciplinari ai lavoratori saranno “devolute” in beneficenza nel buco nero dei fondi pensione di Fonchim ed a Faschim.

Un'accordo da bocciare e restituire al mittente

Febbraio 2010

A.L.L.C.A. (Associazione Lavoratrici e Lavoratori Chimici-Affini) Confederazione Unitaria di Base
20130 Milano - V.le Lombardia, 20
- Tel. 02/70631804 - Fax 02/70602409 -
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Gli stipendi italiani sono i più bassi in Europa.

E' quanto emerge dal Rapporto Italia 2010 presentato dall'Eurispes.
Nell'area Ocse, a parità di potere d'acquisto, il nostro paese occupa il 23° posto sui 30 Stati esaminati, con un salario medio annuo netto tra  i 14.700.

I lavoratori italiani percepiscono uno stipendio annuo inferiore del 32% rispetto alla media europea. E del 17% inferiore rispetto alla media OCSE
Un lavoratore italiano prende<:
il 44% in meno di un collega inglese,
il 32% in meno di un irlandese,
il 28% in meno di un tedesco
il 19% in meno di un greco,
il 18% in meno di un francese e
il 14% in meno di quello spagnolo.

LA CLASSIFICA - Tra i paesi con il maggior salario medio netto annuo per un lavoratore senza carichi familiari si collocano tra i primi dieci:
1)Corea del Sud (39.931 dollari) 28.600 euro,
2)Regno Unito (38.147) 27320 euro,
3)Svizzera (36.063) 25800 euro,
4)Lussemburgo (36.035) 25.800 euro,
5)Giappone (34.445) 24.700 euro,
6)Norvegia (33.413) 23900 euro,
7)Australia (31.762) 22700,
8)Irlanda (31.337) 22400,
9)Paesi Bassi (30.796) 22.000 euro,
10)Usa (30.774) 22.000 euro,
11)Germania (29.570) 21.300 euro,
12)Francia (26.010) 18.600 euro,
13)Spagna (24.632) 17.600 euro.
E superando, invece, solo Portogallo (19.150) 13.700 euro, Repubblica Ceca (14.540) 10.400 euro, Turchia (13.849) 9.900 euro, Polonia (13.010) 9.300 euro, Slovacchia (11.716) 8.400 euro, Ungheria (10.332) 7.400 euro e Messico (9.716) 6.900 euro.

 

 

 

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