Roche Segrate: 122 lavoratori a casa, tra mobilità e contratti atipici - Aumentano gli utili ma lasciano a casa i lavoratori

 

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Già dagli anni ‘90 anche il settore farmaceutico si è orientata nella gestione finanziaria, disinvestendo sempre di più in attività produttive, stravolgendo il suo ruolo industriale ed evitando la pianificazione di serie politiche aziendali a lungo termine. Il farmaco da “bene salutistico” è passato a bene di consumo, determinando strategie del management industriale che producono tagli solo a danno dei lavoratori.
La riorganizzazione di 122 posti di lavoro del sito di Segrate, di cui 40 a termine, sono legati alla cessione a Bayer dei farmaci da banco e alla genericizzazione di alcuni farmaci etici, alla riduzione globale degli stabilimenti produttivi galenici ridotti da 33 nel 1996 ai 13 attuali, e a una politica italiana del farmaco che penalizza i farmaci di “marca” rispetto a quelli equivalenti, e che pone misure di contenimento della spesa farmaceutica sempre più stringenti.
La scelta di vendere i farmaci da banco alla Bayer, senza prevedere un nuovo piano industriale di investimenti per Segrate, l'ha fatta il management Roche e non i lavoratori. L'industria farmaceutica é il settore che ancora assicura a Roche il maggiore valore aggiunto alla politica industriale e quindi maggiori profitti, senza dimenticare che l'Italia é il quinto mercato farmaceutico al mondo e la rimborsabilità dei farmaci è maggiore rispetto ad altri paesi. Infine, le misure di contenimento dei costi della spesa farmaceutica, a ogni livello, e i “ripetuti tagli dei prezzi dei farmaci” degli ultimi anni, erano prevedibili, in quanto previsti dal novembre 2001.
La verità è che il grande afflusso di denaro pubblico all'industria farmaceutica ha rimpinguato gli utili aziendali, le stock option ai manager, ed è stato utilizzato per gonfiare gli organici ISF (oggi considerati in esubero) e per potenziare politiche di marketing esasperato.
Nel Rapporto di Responsabilità Sociale 2007, Roche afferma che “il valore di Roche è il valore delle sue persone”. Ma a chi si riferisce, ai propri lavoratori o solo agli azionisti?
Rispetto alla previsione di riduzione del volume di lavoro a partire da gennaio, la proposta è di ridurre l'orario lavorativo settimanale, ad esempio, con la settimana da quattro giorni (da 40 ore a 32), distribuendo il lavoro equamente e mantenendo lo stesso stipendio. Allo stesso tempo si potrebbe reinvestire il tempo in attività di riqualificazione professionale e formazione.
Questi costi si recupererebbero con un “accordo di sostenibilità à”, ricavando la differenza dalla rinuncia dei dividendi 2008 con riduzione degli stipendi del 10%  di 51 dirigenti (4 milioni di euro).
Si può anche predisporre una cassa integrazione a rotazione che farebbe risparmiare all'azienda i soldi di incentivo all'esodo (circa 2 milioni di euro), quando invece poter mantenere in forza lavoratori in CIGS, con una integrazione salariale per 2 anni costerebbe poco più di 700mila euro.
Infine, i sindacati Confederali smettano di svolgere il ruolo di “sindacato notaio” chiamato semplicemente a ratificare contratti ed accordi ritagliati sulle esigenze aziendali.

Milano 5 12 2008

ALLCA-CUB
Confederazione Unitaria di Base

Milano: V.le Lombardia 20
- tel. 02/70631804-02/2666289 fax 02/70602409
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NOTE AGIUNTIVE

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Roche ha reso noto che nei primi 9 mesi del 2008 ha registrato un giro d'affari in crescita del 10% a 21,6 miliardi di euro, ma del 2% inferiore al 2007. L'azienda conferma le previsioni relative al risultato annuale, con vendite in crescita tra il 5 e il 9% (fonte AboutPharma.com)
I risultati di Roche Italia nel 2007 hanno visto un fatturato di 928,1 milioni di euro, un utile netto di 15,6 milioni di euro ed un attivo circolante di 663,1 milioni di euro (fonte Bilancio di esercizio 2007, Roche.it)
I dati ufficiali di Federfarma danno il settore della spesa farmaceutica pubblica (farmaci venduti nelle farmacie pubbliche), in calo del 1,3% da gennaio ad agosto 2008.
Mentre la spesa farmaceutica ospedaliera è in fortissimo incremento. Difatti, i recenti tagli del 7% ottenuti attraverso il risparmio dei prezzi sui farmaci generici (circa 200 milioni di euro), saranno usati per incrementare la spesa farmaceutica ospedaliera (dove Roche opera per il 73% del fatturato per tipologie cliente).
Bisogna ricordare che, la decisione sul contenimento della spesa farmaceutica, peraltro in atto anche negli altri paesi europei, è stata adottata perché nei paesi come l'Italia a visto crescere a dismisura i costi pubblici, passando dai 5.000 miliardi di euro del 1995 agli oltre 11.700 miliardi di euro del 2001. Ma anche dopo il 2001, anno in cui si è cominciato a correggere i costi della spesa farmaceutica pubblica, si è continuato ad elargire le stesse somme di denaro pubblico, fino ai circa 11.500 miliardi di euro del 2007.
ANNO 2007 fatturato per tipologia di cliente:
Ospedaliero (pubblici e privati ed enti pubblici) 638 su 874 milioni di euro di fatturato (73%)
Grossisti 227 milioni di euro (26%)
Farmacisti 9 milioni di euro (1%)

Per i 40 lavoratori atipici (determinati e somministrati), c'è la proposta di una buona uscita di 3 mensilità + lo strumento dell'outplacement.

 

 

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