IL CONTRATTO NAZIONALE DEI CHIMICI: UNA INTESA NELL'INTERESSE DEI PADRONI

 

Federchimica e Fulc hanno firmato il contratto di lavoro dei chimici.

Su questa firma
sembra che si sia accesa una polemica all'interno dello schieramento padronale tra Confindustria e Federchimica, ma questa polemica è assolutamente pretestuosa visto che il contratto è totalmente a favore dei padroni e servirà soltanto alla Fulc per cercare di dimostrare che il contratto è buono quando invece è un netto peggioramento delle condizioni di lavoro. Infatti è sui contenuti che bisogna valutare il contratto e non sulle dichiarazioni.

I contenuti sono i seguenti:

Orario di lavoro - Viene stabilito un orario settimanale di 37 ore e 45 minuti assorbendo le precedenti riduzioni di orario ed ex-festività pari a 108 ore annuali.
Quindi neanche un minuto aggiunto di riduzione! Ma la cosa più grave che questo orario di 37,45 settimanali è il risultato di una media annuale tra settimane che si lavora fino a 48 ore e settimane che si lavora 28 ore a secondo dei carichi di lavoro delle aziende.
Se al termine di un anno di lavoro il lavoratore ha lavorato più settimane a 48 ore e non ha compensato questo lavoro in più con settimane a 28 ore, il 50% di questo lavoro aggiuntivo sarà monetizzato e il restante 50% sarà utilizzato per la formazione individuale e/o riposi nell'anno successivo.
Quindi massima flessibilità per le aziende!
Inoltre si instaura
il principio grave dell'orario d'ingresso dove si dice che in particolari aree con forte disoccupazione si può essere assunti con orari da 28 a 32 ore settimanali e pagati per queste ore. Il contratto instaura poi una percentuale  spaventosamente alta pari al 25% della forza lavoro di contratti a termine e di lavoratori in affitto.
Viene così aumentato il lavoro precario in modo pericoloso per tutti!
Formazione - Il 50% è finanziato dall'azienda e il 50% è a carico del lavoratore utilizzando le ore in più lavorate durante l'anno. Anche questo è un peggioramento prima la formazione era a carico solo delle aziende.
Salario - L'aumento e di lire 95.000 medie (livello D1), lire 65.000 entro l'1.6.98 e lire 30.000 entro l'1.1.99. Un aumento ridicolo a fronte degli enormi profitti delle aziende!
Questo dimostra ancora una volta che le politiche concertative sono una camicia di forza per i salari, che unica voce in economia, sono costretti rigidamente dentro i tassi d'inflazione programmati dal governo mentre profitti, rendite, prezzi, tassi bancari e tutte le altre forme di reddito diverse dal lavoro dipendente non hanno alcun vincolo predeterminato.
Questo è un contratto firmato solo nell'interesse dei padroni e non dei lavoratori che hanno solo da perdere in termini di qualità della vita lavorativa e di sicurezza del lavoro per questo va rifiutato con forza togliendo ogni forma di consenso alla Fulc e sostenendo il sindacato di base ALLCA-CUB per riprendere a contrattare a partire dai bisogni dei lavoratori e non, come oggi avviene, dagli interessi dei padroni. 

30 Giugno 98

                                                ALLCA-CUB

 

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