27 gennaio 2003…RIAPRE IL PROCESSO A MANFREDONIA contro l’ENICHEM

..ma come si fa a parlare dei morti ,a essere parte civile in questo processo legato al passato,mentre il presente appare ancora più devastante???…

..mentre litigano Comune, Regione,gli “imprenditori” della reindustrializzazione, Ministeri, tutti        contro tutti (??)….poi tutti insieme per rivendicare procedure più snelle, limiti inferiori per la Bonifica, per eliminare i vincoli derivanti da siti di importanza comunitaria, zone di protezione spe-ciale, che impediscono di costruire industrie….mentre Manfredonia Vetro, industria ad alto rischio, insediatasi senza neanche la valutazione di impatto ambientale, con il beneplacito di un fronte “trasversale”, sta già facendo sentire la sua tossicità, essendo a poche centinaia di metri dal centro abitato..

Chi ha inquinato sta pagando?..tutt’altro!

Addirittura la bonifica e i miliardi relativi sono stati appaltati a chi ha inquinato, ovvero  alla societàà Agricoltura S.P.A. ora incorporata in EniChem.


Insieme al Coordinamento per la valorizzazione e salvaguardia del territorio di Manfredonia ho partecipato ad alcune Conferenze di servizio a Roma presso il Ministero dell’Ambiente sulla questione della Bonifica dei siti di Manfredonia ex Enichem e in quella sede, allibiti, abbiamo potuto ascoltarea anche da parte di chi oggi scende in piazza per la legalità (penso ad alcuni esponenti sindacali e politici), dure critiche alla Magistratura Foggiana, rea di essersi “arrogata” funzioni non proprie, di fatto impartendo disposizioni tecniche e di pertinenza di soggetti istituzionali preposti, avendo provveduto a sequestrare alcune aree, come era d’obbligo a tutela degli interessi della collettività, così ”rallentando” (questa è la colpa dei magistrati) il processo di industrializzazione (selvaggia) del territorio.

Il blocco consociativo ha detto NO alle nostre richieste, con la conseguenza che è stato come AFFIDARE ALL’ASSASSINO LE INDAGINI, LA BONIFICA DEL LUOGO DEL DELITTO, PERALTRO PAGANDOLE COI SOLDI DEI PARENTI DELLE VITTIME.., in quanto l’Enichem prende i miliardi della bonifica dopo aver inquinato e seminato morte a Manfredonia - contravvenendo al principio europeo di “chi inquina paghi”…e LA VICENDA PRIOLO LA DICE LUNGA SULLA FIDUCIA DA RIPORRE VERSO L’ENICHEM.

Che dire del Contratto d’Area, uno “strumento” di politica economica, voluto dal governo di centro sinistra, che ha portato a Manfredonia oltre 1500 miliardi (soldi dei cittadini), invero regalati a imprenditori senza scrupoli, ”asservendo” in modo oltremodo precario lavoratori in attività, alcune delle quali rischiose per gli stessi come per i cittadini, a cui invece del risarcimento, si “donano” impianti come quello della vetreria Sangalli, della Centrale-inceneritore a biomasse dell’Eta-Marcegaglia?

Il mondo politico e sindacale  non si è mai preoccupato seriamente di chiedere la V.I.A. (valutazione di impatto ambientale) per la Sangalli e la valutazione di impatto strategico-complessivo per le industrie insediatesi, né che si sfruttino i lavoratori con contratti agevolati per gli imprenditori (salario flessibile e contratti a termine).

 Il Comune di Manfredonia aderisce all’Agenda 21, che ha come presupposto la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali, in primo luogo su scelte  di tutela ambientale e sullo sviluppo “sostenibile”….e cosa fa?  Sulla testa dei cittadini da via ad un processo di industrializzazione rispetto al quale la vicenda del Petrolchimico impallidisce per la gravità del futuro che si prospetta.

… Contratto d’Area:

 

a fronte delle centinaia di miliardi investiti ( 2/3 REGALATI DALLO STATO - ovvero soldi nostri – a “imprenditori-padroni”) il risultato è che qualche decina di disoccupati ha trovato lavoro, molti non sono neanche di Manfredonia, addirittura di fuori Regione e “paradossalmente” dal Nord, tutti in modo prevalentemente precario, ovvero con la cosiddetta “flessibilità”- premio dei governi passati e presenti ad una popolazione che si è già tante volte dovuta piegare a piangere i suoi morti e che “merita” di dover rendersi ancora “flessibile” agli interessi dei nuovi padroni e potentati politici e economici - vero Sindaco Campo ?.

 

ANCORA SULLA QUESTIONE “BONIFICA”

 

il Coordinamento ha fatto notare agli organi competenti,ma sempre inascoltato,quanto segue:


a) che si è provveduto, all’insaputa dei cittadini, alle operazioni di trasporto di terreno inquinato rimosso dalle isole 5 e 16 utilizzando i camion e non la ferrovia, come richiesto dal Coordinamento a tutela dei cittadini, ovvero per evitare i rischi sempre più frequenti legati al trasporto su camions, ancor più in assenza di un piano di sicurezza e di informazione alla popolazione, altro “supplemento” di rischio oltre ai drammi già vissuti a seguito dello scoppio della colonna di arsenico nel 1976.

Il Coordinamento ha pertanto ribadito il proprio NO al trasporto di arsenico tramite camion:

b) Gravissima risulta anche la mancanza di informazione sulla tutela dei lavoratori impegnati nelle attività di bonifica e l’affidamento ad un istituto privato delle attività di monitoraggio, senza alcun controllo pubblico (i CTU dell’autorità giudiziaria certamente non sostituiscono l’ARPA e i competenti servizi della ASL).

c) l’area ENEL-SEI è stata acquistata dall’Enichem e FATTO ANCOR PIU’ GRAVE ,si è deciso, con la sola opposizione del Coordinamento, di ELIMINARE, su richiesta della Ditta, LE PRESCRIZIONI date precedentemente dal Ministero dell’Ambiente circa i PRELIEVI connessi alla “caratterizzazione” da farsi sino allo strato di roccia, che vengono così invece LIMITATI AI PRIMI STRATI MOLLI del suolo e tutto ciò per “risparmiare soldi (che invero deve sborsare chi ha inquinato..) e tempo…” al fine di una industrializzazione selvaggia legata al contratto d’area, passando sulla testa dei cittadini e dei lavoratori in ordine alle garanzie di effettiva bonifica dei suoli inquinati

Il Coordinamento ha altresì ribadito quanto già segnalato nella precedente Conferenza del 19-2, ovvero:

1     mancata attivazione del “CANALE DI INFORMAZIONE CON I CITTADINI”, rimarcando anche  la particolare gravità del comportamento del Comune di Manfredonia peraltro aderente ad Agenda 21;

2    Esigenza di acquisire un PIANO DI BONIFICA COMPLESSIVO, NECESSARIO E PROPEDEUTICO A QUALSIASI ALTRA AZIONE, sia sul piano tecnico che su quello della tutela complessiva del territorio, della salute di cittadini e lavoratori e dell’ambiente. LA BONIFICA A STRALCI, NON RISPONDE NE’ AL DM 471/99, NE’ ALL’ESIGENZA DI EVITARE INTERVENTI CHE RISULTANO POTENZIALMENTE IN CONTRADDIZIONE CON I TEMPI E I MODI DELLA BONIFICA COMPLESSIVA, pregiudica ulteriormente il territorio. La falsa bonifica a stralci significa solo voler accelerare i tempi per un’industrializzazione selvaggia su siti già inquinati. Peraltro gli impegni assunti nel 2000 dalla societàà Enichem sulle attività in corso sono stati quasi tutti disattesi, sia per i tempi che per i modi, e ciò non per “colpa” della Magistratura.

3    SI CHIEDE IL BLOCCO DI MANFREDONIA VETRO FINO ALL’ESPLETAMENTO DELLA V.A.S., (valutazione ambientale strategica) per tutte  le attività del Contratto d’Area e le stesse attività di bonifica, che consentano di avere un quadro complessivo ambientale e dello scenario riveniente da decine di nuovi insediamenti, il cui impatto non può vedere valutazione a stralci, per ovvie ragioni scientifiche e di tutela dei cittadini e dei lavoratori, della salute, dell’ambiente e delle prospettive di sviluppo del territorio.

4    Necessità di CONTROLLI INDIPENDENTI sulle attività di messa in sicurezza svolte dall’Enichem, informando costantemente i cittadini sui risultati; ad oggi, infatti, le attività di “bonifica” vengono svolte dall’Enichem senza alcun controllo reale né nella fase di prelievo né a valle, poiché la Provincia e la Asl dichiarano di non avere i mezzi e la Regione non ha attivato l’ARPA: è come affidare all’assassino le indagini sul delitto.

Sogno, insieme a Nicola Lovecchio, operaio deceduto a causa dell’Enichem e a tanti altri amici, un grande movimento di persone impegnate a restituire ai disoccupati, ai lavoratori, ai giovani di Mandredonia il “tesoro” di oltre 1500 mld di lire del Contratto d’Area che, se si fanno bene i conti, rappresenterebbe una “dote” per ognuno dei 10.000 disoccupati inventariati, di oltre 150 milioni l’uno, mentre col Contratto d’Area si darà lavoro precario solo per mille..forse e per qualche stagione..il resto nelle tasche degli avventurieri.

E’ ora che la città si riappropri del “risarcimento”, imponendo un uso autogestito del territorio e non delegato a “imprenditori” e multinazionali, che vengono e compromettono ambiente, salute e prospettive.

CERTAMENTE AVREBBE IRRITATO NICOLA Lovecchio LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO, IN QUALITÀ DI PARTI LESE, NELLA VESTE cioè di soggetti che chiedono di essere risarciti, DI QUEGLI ENTI ED ORGANISMI PUBBLICI (Regione Puglia, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Provincia di Foggia, Comune di Manfredonia etc.), che negli anni avevano assunto posizioni deboli e rinunciatarie rispetto alla continua aggressione all’ecosistema e alle condizioni di lavoro in fabbrica”.

 

Diceva nel 1997 Nicola Lovecchio:”
..Il senso della mia vita è quello di continuare a lottare: voglio vivere , non voglio andarmene così. Non posso stare seduto ad aspettare la fine che questa malattia mi consuma del tutto e senza aver fatto nulla per riacquistare la mia dignità di uomo. Dirò ai miei tre figli: vedete nella mia sfortuna lotto perché ho un debito nei vostri e nei miei confronti. Se sentite di stare nel giusto andate avanti senza alcun timore”.

Caro Nicola, ci sentiamo tutti figli e fratelli tuoi e siamo convinti che la tua era ed è una lotta giusta e che bisogna portarla avanti, PERCHE’ NON ACCADA PIU’ che i mercanti del tempio del profitto devastino, con il contratto d’Area, come a tutt’oggi portato avanti, ulteriormente la tua e nostra città, il nostro ambiente, le prospettive di lavoro e il futuro delle nuove generazioni.
Gennaio 2003   

Medicina Democratica 

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