Ancora una volta si parla di esuberi: licenziamenti collettivi??

La Bracco s.p.a.
(832 dipendenti) e Bracco Imaging s.p.a. (209 dipendenti) di Lambrate (Mi) vogliono licenziare rispettivamente 97 e 19 lavoratori e lavoratrici.

Il gruppo Bracco ha un fatturato
da capogiro, in Italia ha dichiarato 200 miliardi di utili nell’ultimo anno e ora vorrebbe far migliori performance sulla pelle dei dipendenti.

E’ il caso di ricordare che il peggioramento dei contratti aziendali a scapito dei neoassunti hanno prodotto più utili per gli azionisti ma nessun risultato utile per i lavoratori e le lavoratrici.

Per tenere calme le acque girano voci contrastanti:

1)     continuano a far girare la voce che tra i licenziamenti saranno “coinvolti volontariamente i cosiddetti prepensionabili” perché sono tra quelli che costano di più;

2)     nella procedura sono coinvolti due reparti in modo pesante e la produzione sarà spostata in altra sede?? Ma allora che c’entrano i licenziamenti??

Le RSU si trincerano dietro la posizione in cui si dichiara che gli esuberi riguarderanno solo lavoratori in fase di accompagnamento alla pensione su base volontaria, ma i conti non tornano e non c’è ancora l’accordo scritto che tranquillizzi i lavoratori.


Nel caso peggiore saremmo di fronte a licenziamenti non consensuali. E quindi nella logica della legge Killer del 1991 ai sindacati e ai lavoratori la scelta sarebbe tra un accordo che accompagna ai cancelli una parte della manodopera e il mancato accordo e allora vanno fuori i più giovani, quelli con meno carichi di famiglia.

Contro questa situazione drammatica c’è la Possibilità à e ancora di più la necessità di reagire collettivamente organizzando un’alternativa sindacale con la CUB (Confederazione Unitaria di Base).

L’abbandono dei sindacati confederali Cgil, Cisl, Uil e Confail, la contestazione della loro linea sindacale, il togliergli il mandato non basta per fermare la direzione ma rende più difficile un accordo sulla pelle di lavoratori e lavoratrici.

Contro le scelte aziendali di terziarizzazione, di precarizzazione dobbiamo batterci ed organizzarci per evitare che avvenga passo dopo passo lo smantellamento dello stabilimento di Lambrate.
Milano, 16 aprile 2003   

        x contatti: Uberti Fulvio 3289462408

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Il 13 maggio ‘03 un altro incontro sindacale per ridurre l’occupazione con i licenziamenti collettivi:

da una parte per quelli cosiddetti pensionabili la distanza è tra il salario pieno e la pensione. Nessuno sembra prendere in considerazione la vita di questi lavoratori, donne e uomini, che hanno i loro problemi, il mutuo, i figli in età scolare il rapporto con la societàà da lavoratore con un ruolo o quello da licenziato, pensionabile, peso morto….

Noi sappiamo che dal 1991
centinaia di migliaia di persone sono state “espulse volontariamente” con la mobilità, i licenziamenti collettivi: le aziende hanno evitato lo scontro sociale, hanno ristrutturato, migliorato i profitti, le performances a … spese dell’inps e della collettività.

E anche dello stress per i lavoratori e lavoratrici che vengono colpiti.

A cui in genere si danno delle pacche sulle spalle perché sarebbero fortunati ad andarsene in pensione prima del prossimo taglio …. delle pensioni.

Dovremmo riflettere e pensare che in questo modo ci dividono, di indeboliscono e … quando ci sono i neo assunti, le sostituzioni sono precarie.

Alla Bracco non ci sono nemmeno le riassunzioni e si rischia di rendere precaria la prospettiva del sito di Lambrate.

Un'altra cosa che non va sono i licenziamenti con i trasferimenti coatti a Ceriano Laghetto: qualcuno può pensare che in fondo c’è l’alternativa di un posto di lavoro.

Vero, ma l’azienda fa i suoi interessi con il licenziamento e la riassunzione di conseguenza prende gli sgravi fiscale e contributivi e ottiene a Ceriano Laghetto lavoratori capaci con alta professionalità a prezzi scontati. Ai trasferiti potrebbe toccare una spesa per trasporto di 50 euro al mese e un’ora in più di viaggio; chi e con cosa vengono ripagate le 200 ore annuali (un’ora al giorno per duecento giorni lavorativi) perse in viaggi a scapito della loro vita sociale e affettiva???

Con della riduzione di orario?? Con il pulman gratis che parte da via Folli??

Ancora una volta ci domandiamo
se l’azione collettiva, il cosiddetto mestiere del sindacato sia quello di accompagnare le ristrutturazione progettate dalle direzioni aziendali oppure non sia il caso di smetterla di praticare questa linea di concertazione dove gli interessi sono sempre e solo quelli del padronato.

per contatti: Angelo Pedrini 347 5400864 e Fulvio Uberti 328 9462408
Cassina de’ Pecchi 12 maggio 2003

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