Antibioticos: per il 2004 difficoltà e problemi. Che fare?

Il piano industriale
si dice non sia molto credibile; il piano produttivo Antibioticos per il 2004 prevede oltre 100 lavoratori in cassa integrazione (a rotazione).

La situazione di crisi generale è ancora fumosa: è di questi giorni la tesi che la recessione era già presente con il presidente Clinton nel 2000. E’ questa la conclusione a cui sarebbe giunto il team di Bush. Mentre Tremonti sostiene che il peggio è passato ed ora andrà meglio.

Per ora sul piano generale restano le guerre (Irak, Afghanistan, ecc.) con i loro investimenti militari e il taglio delle spese sociali e le privatizzazioni.

Come al solito è difficile
trarre indicazioni dallo stato della singola azienda, sta di fatto che molti lavoratori  sono colpiti dalla cassa integrazione già in corso.

E ora si apre un nuovo periodo tormentato con la richiesta di cigo (cassa integrazione ordinaria) anche per Antibioticos.

Ancora una volta le multinazionali finché c’era da incassare hanno incassato e ora scaricano sui lavoratori i costi.

La cigo potrebbe non apparire un dramma ma:

-   non sono chiare le prospettive per tutti;

-   chi viene coinvolto perde una buona parte del suo reddito e subisce un colpo anche sul piano psicologico perché viene “tagliato fuori”.

La risposta sul piano
generale e aziendale rispetto alla mancanza di prospettiva non è semplice ma non è accettabile che loro mettano sempre il vincolo dei profitti e noi non si faccia valere il diritto al posto di lavoro e al reddito.

Il ridimensionamento dello stipendio con la cigo apre un sacco di problemi dopo anni di riduzione del valore degli stipendi. Ecco un esempio:

Corrisponde all'80% della retribuzione globale che sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate.
L'importo del trattamento ordinario non può però superare un limite massimo mensile stabilito di anno in anno (per il 2003 è di € 791,21 ed è elevato a € 950,95 in caso di retribuzione mensile superiore a € 1.711,71).

I periodi di Cassa integrazione guadagni sono utili per il diritto e per la misura della pensione.

A tali cifre lorde vanno tolti il 5,54% per i contributi e la Irpef, la tassa regionale ed eventualmente quella comunale. Ovvio che nel 2004 i conti andranno aggiornati per la inflazione.

Per determinare lo stipendio
annuale si teneva conto anche delle mensilità aggiuntive e il governo con la finanziaria voleva conteggiare le sole 12 mensilità causando un taglio sulle prestazioni per i lavoratori in cig e in mobilità. Vedremo come si conclude la finanziaria. In ogni caso la cigo viene erogata per dodici mesi.

Perciò si dovrebbe chiedere
che la tredicesima, la 14esima, ferie e riduzione di orario vengano pagate integralmente per evitare che chi è in cigo venga colpito doppiamente anche nei momenti particolari come quando c’è da fare i regali di natale e le ferie con la famiglia.

Quanto perde un lavoratore/una lavoratrice??

In pratica se si lavora tutto l’anno si percepiscono 14 stipendi se si lavora 6 mesi e 6 mesi si va in cigo si percepirà (con uno stipendio lordo di 1.700,00 euro mensili):
 

* per completezza si dovrebbero inserire la tassa regionale, comunale e le detrazioni.

Come si può vedere il singolo lavoratore perde oltre 3.500 euro nell’anno perché la cigo non viene più pagata all’80% dello stipendio ma con il massimale. A chi toccasse oltre sei mesi di cigo la perdita proporzionalmente aumenterebbe.

L’unica Possibilità à di limitare i danni è quella di chiedere alle istituzioni di ripristinare l’80% e nel frattempo chiedere alla azienda Antibioticos di integrare gli stipendi e di salvaguardare integralmente 13sima, 14sima e ferie/rol. Nella gestione della cigo va posta molta attenzione alla situazione individuale (posizioni individuali critiche o con disabili a carico o situazioni economiche complicate). Alle istituzioni locali è possibile chiedere di ridurre, dilazionare, sospendere il pagamento delle bollette, dei servizi. Quindi al di là dei tempi per l’accordo e dei motivi reali si dovrebbe continuare con le iniziative per ottenere le modifiche migliorative alle leggi esistenti (è il caso di ricordare che l’anno scorso Formigoni si era impegnato a partire dal caso Alfa a chiedere allo stato di ripristinare la cigo all’80%). Esistono accordi aziendali (ad esempio Alberti di Cernusco s/n e Apierre di Pessano C/B, ecc.) anche realizzati sui tavoli istituzionali che di fronte alla inevitabilità della cassa integrazione hanno portato ai lavoratori una integrazione del reddito.

In alcune realtà si è passati anche attraverso casse di solidarietà di quelli che lavorano (ma ha più senso quando i cassa integrati sono pochi ed in ogni caso può essere utile per i casi disperati)

L’accettazione del piano aziendale comporta danni consistenti ai singoli e forse la messa in discussione della prospettiva del posto di lavoro per tutti. La distribuzione del lavoro fra tutti con la riduzione dell’orario di lavoro dei contratti di solidarietà comporta la scelta di salvaguardare tutta l’occupazione e quindi la necessità di trovare soluzioni e produzioni che diano futuro.

Altrimenti, come si  mormora da più parti, si rischia che con il continuo svuotamento della fabbrica si avvicini la chiusura. E’ ancora possibile dare un segnale di controtendenza.

La Cub è disponibile a sostenere le iniziative per dare forza e credibilità ad un progetto alternativo ma .. le gambe e le lotte dei lavoratori sono quelle che fanno marciare le idee.

Con la CUB si può…..

Lì, dicembre 2003

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