TAGLI AI SALARI E CONTRATTI DI SOLIDARIETÀ:
I SINDACATI SOTTOSCRIVONO

 Il 9 Aprile si è definitivamente
conclusa in Alitalia e, più in generale, nel Trasporto aereo italiano la lunga e delicata vertenza iniziata a Settembre dello scorso anno.E' stato siglato a Palazzo Chigi l'accordo, peraltro già definito il 29 Marzo, tra AZ e sindacati.

 
UN OCCHIO DI RIGUARDO PER IL PERSONALE DI TERRA
 
Il taglio delle retribuzioni
di tutto il personale della Compagnia con particolare "riguardo" e "accanimento" per i dipendenti di terra (ma guarda che novità!!) è stato sottoscritto prima dalle otto sigle ricevute dal Governo e poi (come ormai ci hanno abituati) anche dal S.U.L.T.A.

Purtroppo tutto si è concluso, come in un film già visto, con il solito schema, la solita storia: ancora una volta saremo noi lavoratori a dover pagare il prezzo di una crisi ben più vecchia dell'11 Settembre e che affonda le radici sia nella volontà della comunità europea di lasciar sopravvivere solo 3 o 4 compagnie aeree a carattere globale che nella disastrosa gestione aziendale dell'Alitalia e della politica del trasporto aereo in Italia.

Ancora noi lavoratori, dunque, a pagare il prezzo del tradimento dei sindacati che si sono rifiutati di individuare e sostenere una soluzione alternativa ai nostri sacrifici.

 

Ecco quindi che con il solito rabberciato accordo azienda e sindacati consolidano quello scellerato patto concertativo - consociativo, che nulla cambia nella gestione aziendale, salva l'intera dirigenza ma aggrava le condizioni di vita dei lavoratori con il peggioramento dei loro salari e non pone limite alla crescente precarizzazione del lavoro.

 

UN EPILOGO GIÀ PREVISTO

Una soluzione a cui le 9 sigle
hanno unitariamente puntato fin dal 26 Settembre (vedi volantino firmato a 9 sigle) per arrivare a dire oggi che il "sacrificio" è inevitabile e che questo è il minor male. D'altra parte i sindacati hanno mal digerito fin dall'inizio la determinazione e la chiarezza del mandato dei lavoratori. Non a caso le segreterie nazionali di tutti i sindacati hanno sempre evitato di riproporre nella loro interezza le piattaforme di sciopero e di mobilitazione votate all'unanimità nelle assemblee di Alitalia e delle Gestioni Aeroportuali.

I lavoratori, però, si sono espressi con assoluta chiarezza: nessun sacrificio, nessuna trattativa sulla base del bluff degli esuberi, nessuna privatizzazione, terziarizzazione o societàarizzazione, contro il dilagante precariato, contro lo smembramento aziendale, contro il ridimensionamento della compagnia e per un intervento del Governo capace di avviare il rilancio dell'intero settore del Trasporto Aereo italiano.

Questo era il pacchetto di proposte che i lavoratori hanno votato ed hanno sostenuto con una mobilitazione senza precedenti: assemblee, manifestazioni, scioperi e blocchi stradali.

Ma non c'è alcuna traccia di questa piattaforma nell'accordo stipulato. Un bilancio più che disastroso per i lavoratori: nulla per quelli aeroportuali che hanno partecipato e sostenuto le mobilitazioni (anzi, vedi i lavoratori Ligabue: ancora senza lavoro, senza salario, e senza prospettive occupazionali); solo sacrifici e tagli salariali per i lavoratori AZ e, come se non bastasse, vendita delle societàà controllate Eurofly Italiatour, Sigma.

 

E’ bene sottolineare
che per un lavoratore Alitalia non turnista inquadrato al 3° livello la perdita salariale media supera i 6 milioni di lire lordi per il biennio 2002-2003!!! (mancato rinnovo ccnl: 95.000 lire al mese per il 2002 e150.000 lire al mese per il 2003, da calcolarsi per 14 mensilità; giornate di solidarietà: 825.000 lire per il 2002 e 225.000 lire per il 2003, con il contributo del Governo già sottratto; festività soppresse: 800.000 lire per il 2002 e 800.000 lire per il 2003).

 

Ricordiamo inoltre che i colleghi di Sigma hanno avviato la lotta contro la vendita a CENDANT, contro il precariato, in difesa del posto di lavoro e della sede (che forse si trasferisce a Verona) nonché per il mantenimento di una quota AZ nel pacchetto azionario.

 

REFERENDUM FARSA

 

Sembra che questa
nuova perla per la storia del movimento dei lavoratori dei trasporti sarà addirittura oggetto di un referendum. Nessuna assemblea, nessun confronto preliminare sull'esito delle trattative ma solo la patetica farsa di una verifica che non avrà il potere di rimettere in discussione un accordo ormai addirittura sottoscritto con il Governo.

 

Un ulteriore insulto alla dignità dei lavoratori il cui consenso verrà estorto con il ricatto dei licenziamenti e ben oltre il tempo massimo per discutere una concreta alternativa.

Ancora una volta ci racconteranno che il mercato ha le sue regole da rispettare e che i sindacati hanno sacrificato le nostre retribuzioni  per attrarre i salvifici capitali privati.

In altre parole ci diranno pure che questa volta ci toccherà la parte dell'esca per far abboccare il mitico investitore privato, per creare l'illusione che sia in atto la ricostruzione, per far credere che il risanamento proceda e che la crisi verrà presto superata.

Intanto però nessuna vera riorganizzazione, nemmeno il più pallido tentativo di invertire il processo di disgregazione, abbandono dei mercati, crescita dei costi, perdita di professionalità.
 
LA PRESA IN GIRO DELLA COMPENSAZIONE

 Peggio ancora.
Ci tocca pura la presa in giro della compensazione ai sacrifici. Una nuova parola entra nel vocabolario del lavoratore Alitalia: warrant. Convinti che 4 anni di attività borsistica abbiano trasformato tutti noi in brokers purosangue, ci "regalano" un altro po' di pezzi di carta.

Ma cosa sono questi warrant? Opzioni di acquisto di azioni Alitalia a prezzo bloccato utilizzabili forzosamente solo a ridosso della loro naturale scadenza (3 anni) dopo la quale non varranno più nulla. In pratica dei buoni sconto che potremo usare per acquistare (sborsando denaro contante forse prestato addirittura dall’Alitalia stessa a tassi agevolatissimi||) azioni al prezzo prefissato (0,37 Euro) o potremo vendere, se qualcuno vorrà comprare e se varranno qualcosa.... Comunque un altro tentativo di rafforzare la presenza del sindacato nel consiglio di amministrazione e quindi di modificare il loro ruolo da rappresentanti dei lavoratori  a quello…di soci dell’azienda.
L'ASSUNZIONE DEI GIOVANI COLLEGHI

L'unica nota positiva è rappresentata dalla assunzione definitiva dei contratti di formazione lavoro ancora in forza o espulsi dopo l'inizio della vertenza. Un evento che ci trova insieme a tutta la categoria completamente d’accordo: era uno dei punti qualificanti della mozione presentata e sostenuta dai lavoratori nelle assemblee.

Una contraddizione emerge però evidente: mentre ci taglieggiano la busta paga a sentir loro per evitare di licenziare il personale in eccesso si avviano le assunzioni (anche dei contratti a tempo determinato!) dato che l'organico oggi in forza è insufficiente. La definitiva dimostrazione, qualora ce ne fosse ancora bisogno, della pretestuosità degli esuberi come si è evidenziato durante i 4 incontri che la C.U.B.- TRASPORTI insieme al SANGA hanno avuto con l'azienda sulla procedura 223/91.

Riteniamo a questo punto evidente quale sia stato il ruolo svolto dalle 9 sigle durante l'intera vertenza il cui esito non è stato possibile ribaltare nonostante gli interventi e gli sforzi sia del SANGA che della C.U.B.-TRASPORTI a sostegno della piattaforma dei lavoratori.

A parte le posizioni di circostanza sostenute in allegra compagnia ora da una sigla ora dall'altra il risultato è stato da parte delle 9 “autorevoli” sigle la condivisione generalizzata di un pesante arretramento delle condizioni dei lavoratori e la completa normalizzazione dell'intero fronte sindacale attento al mantenimento dei propri privilegi.

Aprile 2002

E' ora di dire basta a tutto questo, è ora di dire no:
TOGLIAMOGLI LA PENNA, TOGLIAMOGLI LA DELEGA
                              SANGA   -   C.U.B. TRASPORTI
 

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