CGIL, CISL, UIL, UGL e SULTA

SVENDONO I DIRITTI DEI LAVORATORI MA... ESISTONO “FIGLI & FIGLIASTRI” 

Tra i lavoratori
di ogni categoria e comparto è ormai risaputo che i sindacati “tradizionali” in Italia hanno abdicato al loro naturale ruolo.
Non sorprende più nessuno la sottoscrizione, da parte del sindacato, di un accordo a perdere o di un contratto truffa. Tutto ciò non fa più notizia.
Anzi, al contrario. Ogni volta che incombe la ratifica di un accordo da parte dei sindacati confederali e della miriade di sigle e siglette al loro traino, tra i lavoratori serpeggia la disincantata convinzione dell’imminente perdita di diritti, dell’ennesimo sacrificio.
TUTTO CIÒ IN PARTICOLARE LO SANNO BENE i LAVORATORI DEL TRASPORTO AEREO.
Sia nelle Gestioni Aeroportuali
che in Alitalia il sindacato confederale, insieme con la onnipresente scorta del SULTA e di altre sigle autonome, oltre a sottoscrivere l’aumento del precariato a livelli vergognosi, la societàarizzazione e la svendita di aziende o di settori, la ratifica di contratti capestro e altro ancora, con il tempo si è convertito in gestore di fondi pensione e, addirittura, in autorevole rappresentante nei Consigli d’Amministrazione delle Aziende.

Tutto ciò è comunque sempre fatto con la copertura di un’infomazione addomesticata e ben gestita e di un efficiente apparato di propaganda che tenta di nascondere la verità e, allo stesso tempo, si affanna per creare il consenso.

MA QUANTO È ACCADUTO NEGLI ULTIMI MESI SUPERA OGNI LIMITE E NON CONOSCE DECENZA

I sindacati, allarmati da un forte ridimensionamento del consenso, hanno individuato la maniera per continuare a svendere i diritti senza subire le contestazioni almeno di una parte dei dipendenti.

ECCO QUINDI CHE ALLA SEA DI MILANO, nel verbale di accordo del 4 Aprile 2000, oltre alla sottoscrizione dello smembramento della societàà aeroportuale compare la nota dell’azienda con cui SI GARANTISCE LA PRIORITÀ DI SELEZIONE AI FIGLI DEI DIPENDENTI CHE ACCETTERANNO L’ESODO.

E così si sancisce il nepotismo e si “santifica” la creazione di nuove caste come strumento per tacitare il dissenso dei lavoratori colpiti dagli accordi ma ... baciati dalla “fortuna”.
Non importa al sindacato quanto si scarica sulla collettività e come, facendo leva sulle necessità di una occupazione, si sacrificano i diritti collettivi a danno di diverse generazioni,.
Tale vergognosa vicenda, che sembra sia stata riproposta anche in Atitech a Napoli in occasione dell’attivazione dei contratti di solidarietà, ha il consenso di molte sigle sindacali del trasporto aereo (Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Sulta) ... ma sicuramente non il plauso dei disoccupati napoletani…
Di fronte a tale appetitosa “opportunità” si sono schiantate anche le roboanti dichiarazioni di giustizia ed equità con cui il SULTA si è costruito la sua ormai logora immagine: non ha esitato, insieme agli altri, a sottoscrivere oltre alla avversata (...un tempo, forse!) societàarizzazione tale nuova perla della storia del sindacalismo italiano.
E’ necessario che i lavoratori riflettano anche su tale questione ed individuino quale spirito e quali strategie muovono le sigle sindacali oggi presenti nel Trasporto aereo, quali interessi e quali appetiti stanno alla base dell’intervento di lor signori.

TOGLIAMOGLI LA DELEGA...TOGLIAMOGLI LA PENNA!  

14 maggio 2002                         

C.U.B. TRASPORTI settore aereo

 

 

FaceBook