AZIONARIATO ALITALIA:

PEZZI DI CARTA AL POSTO DI SOLDI

Ci sembra quanto
mai doveroso, anche se doloroso, mettere il dito sulla piaga dell’azionariato ai dipendenti, quella fregatura che i sindacati, con la complicità della dirigenza, ci hanno tirato qualche anno fa e che continuano a difendere e rilanciare.

Quella fregatura che causa angosce e nervosismi, stress e delusione, nonché guai anche seri a tanti lavoratori Alitalia, fino a far dire a molti: “ non le avessi mai prese!”

Perché tutto ciò? Facciamo qualche passo indietro…

Nel momento di massima della concertazione sindacale, in cambio della cosiddetta ‘pace sindacale’ cgil cisl uil ugl anpac anpav appl ricevettero dall’azienda (Cempella) due posti in consiglio d’amministrazione più uno nel collegio di garanzia.

Come giustificare queste presenze, dal momento che il consiglio d’amministrazione è l’emanazione rappresentativa degli azionisti?

Semplice, regaliamo una quota di azioni ai dipendenti, riuniamoli in una fantomatica associazione che poi ci nomini suoi rappresentanti nel cda e…il gioco è fatto. Tanto più che, visto che regaliamo loro qualcosa…!

Il gioco fallì grazie all’intervento delle autorità competenti che rilevarono che, guarda un po’, la proposta lanciata dai sindacati e sostenuta (anche fattivamente) dall’azienda era illegale! Ossia una truffa…

L’idea del regalo si fa sempre più controversa.

MA PERCHÉ QUESTO REGALO?

Perché ci siamo sacrificati, noi lavoratori, accettando (subendo) rinnovi contrattuali da farsa, aumento di produttività e di flessibilità, perdita di garanzie e diritti acquisiti.

Dunque regalo in realtà non è stato!

Si trattò invece di una compensazione per coprire parte di quello che ci veniva tolto. Il problema è che, invece di fissare una quota minima, garantita, da percepire magari a scadenza, ci hanno rifilato queste azioni che sembravano valere molto (60 milioni, ricordate?), che facevano sperare in un colpo di fortuna, che in molti casi portarono i lavoratori a pensare che l’azienda non fosse poi così ingrata e che i sindacati confederali fossero dei bravi garanti dei nostri diritti.

NIENTE DI PIÙ FALSO!

A parte il fatto che tutto fu architettato per un loro disegno, regalarci quelle azioni aprì uno dei periodi più difficili per i lavoratori Alitalia.

Infatti, per giocare in borsa occorrono capacità, volontà e tempo che la stragrande maggioranza di noi non ha.

Tant’è vero che moltissimi hanno venduto nel momento sbagliato, perdendo soldi in quantità nel giro di poche ore e vedendo sfumare la promessa di un facile recupero.

Altri non l’hanno nemmeno la Possibilità à di vendere, neppure per un pugno di mosche (siamo ormai a meno di 8 milioni).  Ci hanno pensato i sindacati, tutti i suddetti più il sulta, all’inizio contrario ma poi accodatosi con la nascita di A.L.A.
UNA MELA AVVELENATA

E siamo alla fregatura nella fregatura: i finanziamenti con le azioni come garanzia!

Se non ci fossero colleghi affogati per migliaia di euro ci sarebbe da ridere … pensare di poter garantire prestiti e fidi tramite un titolo che, da quando ci fu consegnato non ha fatto che scendere, è pura follia.

Anche qui però un motivo c’è e molto forte: sfumata la Possibilità à di ingabbiare i lavoratori nella famosa associazione forzosa, si tentò di legarli ad alcuni cartelli di voto… magari per dare una giustificazione della presenza dei sindacalisti concertativi nel cda.

Obiettivo fallito ma nel cda ci stanno comunque: anpac, cisl e uil  (la cgil c’era, sembra che ora sia uscita). Che ci fanno? Votano a favore dei provvedimenti che decidono vendite di pezzi di azienda (colleghi compresi), messa a riposo forzosa di validissimi lavoratori, ingiustificati contratti di solidarietà, abuso di precariato, rinnovi contrattuali azzerati e via di questo passo.

Poi escono di lì, si tolgono il cappello del padrone e si mettono quello del sindacalista e aprono il ‘tavolo delle trattative’, una bella espressione che però mente sulla realtà che vorrebbe rappresentare. Sul quel tavolo non trattano ma banchettano! Nulla di strano perciò che poi si ritrovino a firmare tutto, qualsiasi cosa, pur di continuare a godere delle loro prerogative.

In questi giorni, come un drammatico appuntamento, eccoci di nuovo a combattere con quotazioni, banche, agenti ecc. ecc.

 Ecco sparire sotto i colpi di un gioco da ricchi qualche centinaio, qualche migliaio di euro solo per avere esitato qualche giorno a vendere!

Mentre quei pochi che hanno la Possibilità à di farlo speculano sulle sfortune dei lavoratori, comprando per una miseria l’illusione di poter intascare un piccolo tesoro.

Quei soliti noti
che progettavano, pronti a ghermire la ghiotta occasione, di comprare a mani basse e, proprio per questo, vedevano di buon occhio il crollo del titolo. Anzi, magari lo hanno anche procurato, questo crollo. Perché la borsa funziona così, è un gioco dove trucchi e bluff, voci incontrollate e ondate di panico, false dichiarazioni e falsi bilanci decidono dello spostamento di cifre astronomiche dietro le quali, però, si trovano milioni di esseri umani licenziati, sfruttati e addirittura uccisi!

Abbiamo sentito tutti parlare del crollo in borsa delle potentissime Corporation americane!

Manager, politici e uomini di governo compiacenti e rapaci hanno rapinato milioni di piccoli azionisti, gente come noi, i cui risparmi sono investiti nei fondi pensione privati con cui si finanziano quelle multinazionali.
La grande illusione è finita! Siamo stanchi di promesse, vogliamo subito

 SALARI EUROPEI, LAVORO STABILE E SICURO,

DIRITTI E GARANZIE DA ESTENDERE A TUTTI I LAVORATORI

BASTA CON GLI INCIUCI!

TOGLIAMOGLI LA PENNA, TOGLIAMOGLI LA DELEGA!

 16 Luglio 2002   

                        C.U.B. TASPORTI settore aereo
 

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