DSR: INACCETTABILI GLI OPEN-SPACE

In merito ai lavori
di ristrutturazione della palazzina della divisione informatica dell'Alitalia, la scorsa settimana il management della DSR ha diramato ben due note.

Con un comunicato
al personale e con una nota della Direzione i responsabili DSR hanno tentato di valorizzare la scelta di strutturare gli attuali uffici in open space.

E' evidente che il totale
malcontento dei lavoratori per l'allestimento degli open space è stato verificato anche da chi ha sponsorizzato tale scelta logistica per la DSR.

Ecco dunque la ragione
alla base delle due affannate comunicazioni con cui l'azienda sottolinea l’intenzione di elevare gli standard di salute e sicurezza, l'ammontare complessivo dell'investimento finanziario, la decisione di tutelare i non fumatori con la creazione delle sale dedicate ai fumatori nonché la volontà di ristrutturare i locali mensa.

A questo punto, però, si rendono necessarie alcune puntualizzazioni.

Nessun dipendente
in DSR ha mai obiettato nulla in merito alla decisione aziendale di investire cospicue risorse finanziarie per il rifacimento della palazzina. Ognuno di noi quando sono stati avviati i lavori di ristrutturazione è stato ben felice di verificare che la direzione si era resa conto della fatiscenza degli ambienti di lavoro.

Ogni lavoratore della DSR che aveva sopportato e tollerato l'inadeguatezza degli standard di salute e sicurezza, da molto tempo era persuaso della necessità di  uniformare anche la divisione informatica alle vigenti disposizioni normative e legislative. Ognuno di noi quando si è manifestata l'intenzione aziendale di "elevare gli standard di salute e sicurezza" è stato ben felice di verificare che la direzione si accingeva a rispettare le leggi per non incorrere in pesanti sanzioni amministrative e penali.

Ogni collega ha accolto con soddisfazione la creazione delle sale fumatori. Nessuno dovrà più elemosinare la tolleranza dei colleghi e nessuno dovrà più affannarsi per difendere la propria salute dal fumo passivo. Ognuno di noi ha apprezzato che presto si risolverà un motivo di tensione tra colleghi ed è stato ben felice di verificare che la direzione anticipa ciò che presto diverrà obbligatorio per legge.

Dunque come è evidente le note aziendali altro non fanno che evidenziare quelle decisioni della direzione  rese obbligate dalle vigenti normative.

Il problema però
è un altro e, come al solito, non viene neppure sfiorato nelle comunicazioni aziendali.

Chi ha deciso l'adozione degli open space? Perché è stata adottata una sistemazione che non è rispondente alle esigenze del lavoro informatico? Perché i lavoratori non sono stati interpellati? Per quale motivo dovrebbe ricadere su tutti noi una soluzione che respingiamo all'unanimità? Come si è pensa di tutelare lo svolgimento delle attività lavorative? E perché chi tenta di imporre  una tale decisione si riserva le stanze per se stesso?

E' invece opportuno e necessario che il progetto di creazione degli open space sia abbandonato al più presto. E' inaccettabile ed indecoroso che l'azienda continui a sostenere una decisione che trova la totale contrarietà dei lavoratori.

Presto la C.U.B.
avvierà un confronto con tutti i colleghi affinché si individuino le eventuali iniziative per respingere una tale decisione aziendale e si ripristini così il rispetto delle esigenze dei lavoratori che protestano non solo per le invivibili condizioni ambientali ma anche per la prevedibile scarsa  funzionalità delle strutture.
4 Novembre 2002                                 C.U.B. TRASPORTI

 

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