DSR e NCD: LE MENSE A PUNTI

 Quanto in programma
a Magliana non è il lancio di un regime dietetico per mantenere giovani e scattanti i lavoratori. Anzi, tutt’altro.

E’ il modo con cui ci contabilizzeranno il pasto e ci fattureranno i consumi.

Infatti presto sia al NCD
che alla mensa della divisione informatica, al momento sospesa per restauri fino a data da destinarsi (…addirittura con la cappella Sistina, da subito era stata stabilita la chiusura dei cantieri), sarà servita una indigesta novità.

Da una parte il solito canale in cui saranno distribuite le “normali” pietanze.

Dall’altro la vera novità: il canale con gli extra, con le prelibatezze dello chef.

Ma per gustare l’estro del cuoco bisognerà pagare.

La verità è che hanno
escogitato un sistema davvero articolato pur di scaricare sui lavoratori l’aumento del servizio mensa, da tempo scaduto e bisognoso di essere riadeguato.

In epoca di contratti
di solidarietà, di mancati adeguamenti all’inflazione, di aumento del lavoro precario sarebbe stato troppo per l’Alitalia rivedere i contratti per le mensa senza  coinvolgere i lavoratori con ulteriori sacrifici.

Allora ecco la trovata a Magliana, che sarà poi estesa in tutta compagnia.

L’idea è quella
di associare un dato punteggio ad ogni pietanza erogata al fine di contabilizzare i consumi a fine mese. Solo nel caso in cui il lavoratore totalizzerà un risultato al di sotto di un certo livello e capitalizzerà un discreto credito punti allora avrà accesso gratis alle leccornie dello chef. E i meno parsimoniosi? Coloro che d’abitudine a tavola non capitalizzano alcun credito? I dannati della gola? Niente paura!

Anche loro potranno dar fondo a tavola alle proprie debolezze: basta che paghino!

Il gioco però
è presto svelato. Infatti dopo i primi mesi, assisteremo ad un veloce degrado della mensa normale, quella che già paghiamo con i nostri sacrifici contrattuali. Presto saremo costretti tutti a ricorrere al portafoglio pur di riuscire a mangiare.

L’esperimento della mensa a punti a Magliana rappresenta l’ennesimo tentativo in atto per continuare a scippare ogni diritto acquisito dei lavoratori. Oggi come in passato, l’azienda avanza proposte mirate a cancellare il diritto alla mensa: UN ISTITUTO CONTRATTUALE CHE NON DEVE ESSERE MESSO IN DISCUSSIONE.

Basta con le svendita
dei nostri diritti. Basta con lo sperpero del patrimonio aziendale. Anche la mensa vogliono dismetterla totalmente all’esterno. Alla Ristochef saranno appaltate non solo il servizio ma addirittura la gestione e la costruzione delle infrastrutture (…compreso il servizio informatico)).

Chi è lautamente
pagato per dirigere quest’azienda è meglio che provi a riordinare i settori e a rilanciare le attività senza riservarci ulteriori sorprese con le solite dismissioni. Al momento si assiste solo alla liquidazione a pezzi dell’azienda.
30 Maggio 2003                                           

                                                            CUB Trasporti 

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