TRA DUE LITIGANTI IL TERZO…?

 Gode?
No, paga! Grazie all’abilità dei governi e del top management di Alitalia, saremo costretti a rimettere in discussione finanche l’antica saggezza popolare…
I LITIGANTI

Il nuovo consiglio
d’amministrazione è l’espressione assoluta del caos e delle contraddizioni che si agitano attorno alla nostra azienda. Un nuovo presidente, ex deputato della Lega Nord, che arriva con un preciso mandato: rilanciare lo sciagurato progetto Malpensa 2000. in aperto contrasto con quanto affermato dai fatti e ribadito più volte ufficialmente dallo stesso Mengozzi e cioè che lo scalo varesino non è e non può essere funzionale al rilancio dell’Alitalia.

Giusto? Sbagliato? Intanto sul perdurare della polemica si sperperano miliardi, si destabilizza la struttura aziendale, si disorienta il mercato. Ma l’assurdo sta nel fatto che il signor Bonomi, prima di venire a dirigere l’Alitalia, è stato tra l’altro “assessore leghista al comune di Milano e deputato della Lega nel 1994; come dirigente d’azienda è stato presidente della Sea”, “dove ha pilotato un doppio flop: quello dei disservizi e pesanti ritardi conseguenti al trasloco di voli da Linate e Fiumicino nell’ottobre 1998, quello dell’investimento negli aeroporti in Argentina, che ha lasciato profonde ferite sui conti della societàà controllata dal comune di Milano” fino a culminare con “l’incriminazione di Bonomi per falso in bilancio, archiviata per mancanza di dolo nel 2001”. Quindi “il cda Sea presieduto da Bonomi ha dato le dimissioni nel luglio 1999, circa otto mesi prima della fine del mandato” “per volontà dell’azionista principale”.

Una disastrosa,
per noi tristemente nota, esperienza quella di Malpensa 2000 che ha visto il più moderno aeroporto del mondo travolto dalle inefficienze e dalle improvvisazioni, una disgraziata vicenda in cui l’Alitalia ha perso soldi e credibilità, i lavoratori sono stati sottoposti a mesi di super lavoro e l’intero nostro sistema ne è uscito del tutto scardinato… ne vedremo davvero delle belle!

Del resto ce n’è per tutti
i gusti. In pieno stile antico-romano, l’azienda sarà guidata da un triumvirato! Il terzo uomo, l’altro faccione sorridente che ci scruta dalle pagine di Cronache AZ è quello di Zanichelli, promosso direttore generale, espressione del nazionalismo vecchio stile di AN, che vorrebbe che l’Alitalia continuasse (ritornasse… o diventasse?) la “bandiera dell’Italia nel mondo” e quindi un vettore globale. Anche questo però in contraddizione con la linea espressa dal piano e dalle dichiarazioni ripetute di Mengozzi.

Oggi Mengozzi
viene riconfermato nel suo incarico, segno evidente che il suo piano e il suo agire piacciono al padrone (lo stato attraverso il tesoro) e che tutti i tagli effettuati e previsti sono in linea con l’idea futura che il governo ha della nostra azienda: un vettore regionale, magari low-cost, concentrato comunque sul core business (via a pezzi la DMO, via il CED, via l’amministrazione, lo scalo, le prenotazioni…) con il maggior numero possibile di lavoratori precari.

Ci sono poi le lobby minori: i piloti (anpac in testa con Tarroni) che si sono già impadroniti di Eurofly, di cui si era decisa la vendita e che produce passivi anno dopo anno ma di cui è guarda caso amministratore delegato Angioletti, anche lui anpac; le banche che hanno in mano le obbligazioni rimaste a suo tempo invendute; addirittura il vaticano, con un consigliere, Falez, sponsorizzato da Casini e legato a doppio filo alla santa sede (“ex ambasciatore dell’ordine di Malta presso la santa sede” mentre “il figlio Alessandro vanta la nomina di gentiluomo di sua santità”). Insomma, una classica lottizzazione di poltrone in stile prima repubblica. La seconda, del resto, s’è mai vista?
QUELLI CHE PAGANO

Qualcuno ha detto:
‘i lavoratori’? Risposta ahimè esatta! Invero una risposta facile, facile… se non altro perché è da un decennio che l’incapacità e la non volontà di affrontare seriamente i problemi strutturali e organizzativi, la mancanza di strategie serie e determinate, le inefficienze, le zuffe politiche, la concertazione sindacale, la permanenza di decine di lobby a tutti i livelli sono sempre e solo ricadute sui lavoratori.

Abbiamo denunciato ripetutamente, sino alla nausea, contratti a zero o in perdita, peggioramento delle condizioni di lavoro e delle normative, introduzione massiccia del precariato…

SIAMO ALLE SOLITE

Dubbiosi? Fiduciosi?
Se è vero che il buon giorno si vede dal mattino, sentite questa: il consiglio di amministrazione è stato ridotto da 17 a 11 elementi. Bella cosa, direte voi, con quello che costano! Si potrà risparmiare un bel po’, circa il 40%… errore! Il risparmio sarà solo del 10% perché… si sono aumentati lo stipendio!!!

Se a questo aggiungiamo
il fatto che Mengozzi chiede a tutti maggiore efficienza a parità di retribuzione, il quadro è chiaro. Loro, i responsabili del disastro, si premiano, noi, quelli che producono davvero e che perdono soldi e diritti, dobbiamo pagare.

BASTA CON I SACRIFICI!

 

NO ALLO SPEZZETTAMENTO, NO ALLA PRIVATIZZAZIONE. NO ALLA PRECARIETÀ. È ORA DI MANDARE A CASA QUESTI SINDACATI E QUESTE CORPORAZIONI!


Fiumicino, 26 maggio 2003   

                                                         CUB TRASPORTO AEREO

 N.B. le notizie e i dati sopra riprodotti sono tratti da articoli di stampa contenuti nella Rassegna Stampa Alitalia dal 15 al 19 maggio 2003
 

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