L’Alitalia è diventata una pentola a pressione in ebollizione

Con la deregulation sono dieci anni che la compagnia ha iniziato il declino.

Nonostante le iniezioni
di liquidità da parte dello Stato, le alleanze, il nuovo hub, la vendita del patrimonio, le cessioni di pezzi di azienda, il precariato, i tagli al personale e alle buste paga.

E sono dieci anni che i lavoratori lottano,
come possono, per tenere in piedi la compagnia e non farsi massacrare così come vorrebbero i padroni (azionisti e dirigenza) anche autorganizzandosi, contro i cedimenti sindacali.

Anni di lotte dure,
di scioperi, di manifestazioni, di sit-in, di assemblee e di blocchi stradali per non farsi buttar fuori dall'azienda. Per non farsi portar via parte dello stipendio.

Anni in cui man mano
ci hanno tolto lo sciopero come arma di difesa (lo hanno chiesto cgilcisluil  nel ‘90 e poi nel 2000 con leggi liberticide) per lasciare ancor più mano libera ai padroni.

Nonostante ciò però
in dieci anni la volontà di distruggere la compagnia non è venuta meno.

Perché in Europa,
  anche in base agli  accordi di Maastricht, tre vogliono che diventino le compagnie a spartirsi il mercato europeo e globale: Air France, Lufthansa e British.

Quindi tra queste l’Alitalia non c’è!

E così la smantellano
dicendo che lo fanno per renderla più competitiva, per rilanciarla. Ma non è vero, perché vogliono svenderla e liquidarla.

Stanno provando a venderla a pezzi.

E’ toccato via-via al catering
(Sodecaer, Ligabue) agli scali (AZ-Airport) a prenotazioni (Seven-C a Palermo) all’attività di volo (AZ-Express), all’addestramento e alla formazione, alla rete vendita, al servizio di sicurezza, alla manutenzione impianti, all’help-desk, a settori dell’amministrazione (con la societàà Ales e con trasferimenti di attività a Budapest e Manila), all’assicurazione e al Ced (non riuscito nel ’95 perché respinto dai lavoratori) e ancora toccherà al Cargo, di nuovo al CED, alla DMO (ex-DOT)  con il reparto Motori già fuori dal prossimo 1° Luglio e poi al settore della manutenzioni carrelli degli aeromobili, alla componentistica, alle manutenzioni leggere, ecc.

Ma allora che significa rilanciare l’Alitalia?  Alitalia vettore globale?

Chi sostiene
queste bellissime cose (tutti i sindacati/corporazioni) vuole veramente imporre la rinegoziazione nella comunità europea della posizione Alitalia, già uscita dal novero delle maggiori tre?

O si ricorre a parole d’ordine vuote  ma di sicuro effetto in mancanza di una strategia sindacale a difesa degli interessi dei lavoratori, dopo la grande abbuffata al banchetto offerto dall’azienda nei consigli di amministrazione, nei fondi pensione, nel dopolavoro?

E il Governo
(come pure il precedente) intende veramente rimettere in discussione quanto avallato nelle sedi istituzionali europee? Intende impegnarsi fino in fondo sull’Alitalia perché non rimanga di serie B?

La ulteriore deregulation cieli aperti UE-USA che prevede la Possibilità à a qualsiasi compagnia aerea di effettuare voli tra l’Europa e gli Stati Uniti segnerà il destino dell’Alitalia. Secondo la De Palacio, entro pochi anni le più piccole compagnie saranno spazzate via o comprate dalle più forti. Purtroppo negli ultimi anni l’Alitalia è scivolata verso il fondo della classifica, tra le piccole, sempre più lontana da Air France o Lufthansa (Da Repubblica 9-6-2003).

Di tutto questo si parla poco, come se non fossero queste le questioni scottanti.

Per tre o quattro
giorni siamo stati sotto i riflettori dei media: gli AA/VV esasperati, per difendersi, in più di mille, sono ricorsi alla protesta del certificato medico. Quattrocento posti di lavoro in gioco.

Si è scoperchiata finalmente la pentola? Al momento ancora no.

Infatti dalle cronache della vertenza degli AA/VV ancora risalta solo un aspetto della situazione, drammatico e sintomatico certo; ma non è il nocciolo della questione.

Purtroppo la posta in gioco per i lavoratori è molto più alta.

Migliaia di espulsioni sono previste attraverso lo spezzettamento, le esternalizzazioni, gli appalti, new-Company e quant’altro.

Per le burocrazie sindacali non cambia nulla. Loro continuano a cogestire. Alla peggio loro sanno dove riparare.

Ciglcisluil/corporazioni & management
cercano di tener ben premuto il coperchio  col il consociativismo, il corporativismo, il ricatto, il clientelismo.

Questo per impedire che la pentola si scoperchi e esplodano le contraddizioni insieme alla rabbia e alla esasperazione di lavoratori da anni ormai gli unici a pagare la crisi della Compagnia.E’ contro questo che dobbiamo lottare ed organizzarci.

Contro lo spezzettamento,
contro le privatizzazioni si gioca il nostro futuro di lavoratori. E’ su questa partita che si dovrà scoperchiare la pentola

9 Giugno 2003                    C.U.B. TRASPORTI settore aereo

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