NOTA SUL PRECARIATO NEL TRASPORTO AEREO ED IN ALITALIA


Nel Trasporto Aereo le aziende esercitano un vero e proprio abuso di precariato: migliaia di lavoratori sono privati delle più elementari garanzie, sfruttati per anni senza alcuna concreta prospettiva di veder realizzata la propria aspettativa di un lavoro stabile.
Enorme è l’utilizzo di precari sia nelle aziende di gestione aeroportuale, sia in Alitalia, sia negli altri vettori che nell’indotto: un esercito di  lavoratori che prestano servizio soprattutto con contratti subordinati a tempo determinato ma anche come soci-dipendenti di cooperative, come interinali, come co.co.pro. od altro ancora, fino quasi a sconfinare nel lavoro nero!
ALLARMANTE L’ABUSO DEL PRECARIATO IN ALITALIA

In Alitalia lo sfruttamento del lavoro precario ha raggiunto livelli allarmanti: oltre 2.000 sono i precari con contratto subordinato a tempo determinato nella Compagnia. Oltre 1.500 sono utilizzati nel comparto di terra dell’Alitalia.
Un numero enorme ma destinato a crescere visto che, oltre alle precarizzazione dilagante introdotta dalle vecchie (pacchetto Treu) e nuove (legge Biagi) leggi, anche il C.C.N.L. del personale di Alitalia (…come quello delle Gestioni Aeroportuali) permette livelli di utilizzo della forza lavoro precaria oltre il 30% di quella totale.
Nel tempo, in Alitalia, il ricorso al lavoro “stagionale” si è trasformato in sfruttamento costante e continuativo di  migliaia di lavoratori, ricattati dall’incubo della scadenza di un rapporto di lavoro (…fino ad 11 mesi l’anno!)  interrotto, tra un contratto e l’altro, solo il periodo sufficiente per aggirare la legislazione sulla stabilizzazione del lavoro.
Nella (ex) Compagnia di Bandiera la gran parte della forza di lavoro precaria si concentra in determinati settori e non è uniformemente distribuita nelle molteplici attività. 
NELLE ATTIVITÀ DI TERRA DELLA COMPAGNIA IL PRECARIATO DILAGA NEGLI SCALI E NEL CALL-CENTER
In particolare il precariato in AZ è utilizzato sia nel comparto di volo, tra hostess e steward che in quello di terra, in particolare, tra gli addetti di scalo (check-in, carico e scarico bagagli, rampa, ecc.) e al call-center.
Meno dilagante, seppur significativa, la presenza di precari negli altri settori di terra, come tra gli amministrativi e nell’informatica.  Inesistente tra i piloti.
Fino ad oggi, in Alitalia, la quasi totalità dei contratti precari sono a tempo determinato anche se, dopo il rinnovo contrattuale di terra firmato da Cgil-Cisl-Uil-Ugl-Sult il 15-9-04 (…l’intesa sui tagli salariali, sugli esuberi e sull’introduzione della legge 30!), in alcuni settori (amministrativi e informatici) sono comparse le nuove forme di contratto precario: i contratti a progetto. 
Da anni, dunque, nella Compagnia sulle spalle di migliaia di lavoratori continua ad incombere la piaga del precariato: una condizione insostenibile, aggravata dalla mancanza di una prospettiva certa, chiara e trasparente, con cui è definito il percorso (la durata, le modalità, l’iter professionale, ecc.) per accedere alla stabilizzazione del rapporto di lavoro. 
IN ALITALIA NON ESISTE UN CRITERIO GENERALE E OGGETTIVO A CUI L’AZIENDA DEVE ATTENERSI PER STABILIZZARE IL LAVORO PRECARIO
  Una mancanza di regole che offre il più ampio margine di manovra all’esercizio del clientelismo aziendal-sindacale.  
INACCETTABILI LE DIFFERENZE DI TRATTAMENTO DEI LAVORATORI SIA ALL’INTERNO DI UNO STESSO SETTORE CHE TRA SETTORI DIVERSI  
La stabilizzazione dei CTD (Contratti a Tempo Determinato) è sempre stata demandata o all’autonoma iniziativa datoriale o, al più,  ad accordi sindacali settoriali, stipulati nelle singole unità produttive o, addirittura, nei differenti settori di appartenenza.
Tutto ciò ha determinato una profonda sperequazione di trattamento dei precari della Compagnia sia all’interno di uno stesso settore che tra settori diversi.
All’interno del Call Center di Alitalia, ad esempio, molti lavoratori precari assunti con contratti a tempo determinato fin dal 1997 aspettano da 8 anni di essere assunti a tempo indeterminato mentre altri loro colleghi dello stesso settore, con minore anzianità, sono stati stabilizzati già da tempo.
Per avere una dimensione del fenomeno, si consideri che sulla base del ricordo individuale e del riscontro sul foglio di avvicendamento dei turni, alcune lavoratrici nel Call Center AZ, hanno stilato una lista di oltre 120 nominativi di colleghe/i che sono state/i confermate/i a tempo indeterminato ben prima delle più anziane di servizio nel settore.
Infatti nel Call-Center AZ (…ma non solo!), con lo scopo di dar seguito alle solite manovre clientelari e spartitorie (…a cui il sindacato è tutt’altro che estraneo!), il management della Compagnia ha costituito delle vere e proprie corsie preferenziali per la stabilizzazione dei contratti: di volta in volta ha trasferito i lavoratori predestinati in settori ove il contratto a tempo indeterminato rappresentava un beneficio da estendere a tutto il personale in forza.

Come detto, però, tale sperequazione di trattamento dei lavoratori precari esiste anche tra dipendenti di settori diversi.
Innanzi tutto si consideri che a differenza che nel Call Center AZ, le conferme a tempo indeterminato dei precari Alitalia degli scali (sia al check-in che in pista), avvengono, a meno di alcune eccezioni, sulla base del principio dell’anzianità di servizio.
Nessuna regola codificata, solo un principio di “autoregolamentazione” della Compagnia: una prassi che di fatto l’Alitalia adotta sia a Fiumicino che negli scali periferici.
Tale situazione, pertanto, determina che i lavoratori del check-in Alitalia dello scalo di Fiumicino, la cui prima stagione è iniziata precedentemente al 1999, hanno già avuto il contratto a tempo a tempo indeterminato.
Una condizione ben diversa da quanto accade, sempre a Roma, nel Call-Center AZ dove i precari entrati  nel 1997 e 1998 aspettano ancora un contratto.
Tutto ciò nonostante le attività di impiegato di scalo e quelle del Call-Center possono essere indifferentemente fungibili dai lavoratori dei due settori, avendo maturato notevoli affinità professionali: dimestichezza nel contatto con il passeggero, praticità nell’uso dei sistemi informatici, conoscenza dell’attività di compagnia, conoscenza biglietteria e tariffe, padronanza delle lingue straniere, ecc.
È NECESSARIO DEFINIRE LA LISTA UNICA,

BASATA SULL’ANZIANITÀ DI SERVIZIO, COME CRITERIO GENERALE PER LA STABILIZZAZIONE DEI PRECARI IN AZ

Quanto detto, quindi, evidenzia la necessità che in Alitalia si individui al più presto un criterio generale, equo e trasparente, basato sull’anzianità di servizio per l’assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori precari della Compagnia.  
LA LISTA UNICA: IL MANDATO INEQUIVOCABILE DEI LAVORATORI DEL CALL-CENTER AZ
A tale proposito i lavoratori precari del Call-Center AZ insieme anche ad alcuni loro colleghi di scalo di  Fiumicino hanno articolato una vera e propria piattaforma di lotta per la stabilizzazione del lavoro attraverso l’individuazione di tale criterio generale: una lista unica dei precari Alitalia, basata sull’anzianità di servizio,  da cui Alitalia, Az Airport e Az Express devono attingere per le assunzioni.
  Una lista al massimo articolata per 3 grandi bacini di riferimento professionali: impiegati, operai e AA/VV.  
Tali proposte sono state sostenute dai precari con due scioperi e due manifestazioni, indetti ed organizzati insieme alla CUB Trasporti.
Il 4-3-05 c’è stato il primo sciopero: molto partecipato dai precari del Call-Center, meno da quelli dello Scalo dell’Alitalia di Fiumicino.

Il 9-5-05 c’è stato il secondo sciopero: indetto solo al Call-Center (è intervenuta la Commissione di Garanzia ed ha sospeso quello del 22-4-05 indetto per tutta l’Alitalia e le altre aziende di Gestione Aeroportuale di Roma e Milano) ma partecipato dalla totalità dei lavoratori del settore che hanno manifestato sotto la Regione Lazio per sollecitare un suo intervento delle Istituzioni Locali nella vertenza.
Per comprendere fino in fondo la rivendicazione dei precari della Compagnia ed in particolare l’enorme sostegno alla vertenza di quelli del Call-Center AZ è importante riferirsi alle trasformazioni in atto dell’assetto societàario dell’Alitalia.
IL RIASSETTO societàARIO DELL’ALITALIA: SI LIQUIDA IL CALL-CENTER E L’ATTIVITÀ SI TRASFERISCE AL GRUPPO COS
Il trasferimento di attività da Alitalia ad Az Servizi ha conferito alla seconda, presto controllata da Fintecna, quasi tutto il comparto di terra della Compagnia (circa 10.000 lavoratori!) con l’intento di avviare quanto prima alla terziarizzazione le manutenzioni, l’handling aeroportuale (Az Airport), l’informatica, l’amministrazione ed il call-center.
Nello specifico le attività svolte a Roma dal Call Center AZ saranno presto trasferite ad una azienda del Gruppo COS.
D’altra parte gran parte delle attività telefoniche di  prenotazioni e assistenza della Compagnia da tempo sono svolte da Alicos (societàà con sede a Palermo 60% Cos e 40% Alitalia), a cui, per chiudere la partita della completa acquisizione delle attività delle prenotazioni AZ, manca solo di mettere le mani sulla gestione delle chiamate dei passeggeri particolari (Freccia Alata e Club Ulisse), quelle appunto gestite ancora oggi dal Call Center di Roma.
Quindi, a differenza dei pochi colleghi a tempo indeterminato che dal Call-Center AZ saranno trasferiti in Aitalia Fly, ai precari AZ delle prenotazioni, da anni in attesa di essere stabilizzati in Alitalia, si è spalancato il baratro dell’espulsione dalla Compagnia, della mortificazione delle professionalità acquisite in ambito del trasporto aereo e della totale precarizzazione del lavoro, di cui Cos fa un utilizzo assoluto: una prospettiva che ha innescato le loro mobilitazioni a sostegno della piattaforma citata.
Anche i precari Alitalia dello scalo di Fiumicino (sia del check-in che della pista) attendono il trasferimento di Az Airport (conferita momentaneamente ad Az Servizi) ad una societàà terza che, a quanto sembra, garantirà  tutt’altro tipo di solidità e di prospettive future rispetto a quelle che attendono al Call-Center AZ.
Infatti, l’acquisizione ormai scontata da parte di Fraport (societàà pubblica tedesca) di Az Airport consentirà ai precari Alitalia del check-in e di pista dello scalo di Fiumicino di restare nell’ambito delle attività di trasporto aereo e di essere stabilizzati quanto prima: una aspettativa che a quanto pare si concretizzerà presto, stando alle voci sempre più insistenti che circolano tra i lavoratori ed in ambiti sindacali.
Pertanto tali ulteriori considerazioni, chiariscono ancor meglio la ragione della necessità che la lista unica dei precari, basata sull’anzianità di servizio, diventi un criterio generale per regolamentare la stabilizzazione in Alitalia, Az Airport e Az Express.
In tal modo, infatti, si garantisce che le future stabilizzazioni, comprese quelle dei lavoratori del Call-Center Az, minacciati dalla liquidazione del settore, avvengano in aziende di trasporto aereo, dotate di una discreta solidità industriale.  
INACCETTABILE IL COMPORTAMENTO DI CGIL, CISL, UIL, UGL E SULT
Scandaloso e vergognoso è il comportamento dei suddetti sindacati di categoria in questa vertenza.
Fin dall’inizio Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Sult non hanno mai accolto la richiesta dei lavoratori precari di Alitalia di sostenere l’adozione di un criterio generale, oggettivo e trasparente, basato sull’anzianità di servizio, per la stabilizzazione del lavoro in Alitalia, Az Airport e Az Express.
Quei sindacati hanno costantemente tentato di sabotare la ricerca di unità dei lavoratori precari dell’Alitalia: una novità che si è andata costituendo trasversalmente ai settori di appartenenza.
I rappresentanti di quelle 5 sigle sindacali hanno esplicitamente rifiutato di sostenere la lista unica dei precari, accampando pretestuose e false motivazioni gestionali. Tant’è che tali motivazioni sono state puntualmente smascherate dai lavoratori che hanno dovuto rintuzzare l’impegno militante dei delegati di Cgil, Cisl, Uil e Sult nel boicottare e disinnescare le rivendicazioni dei precari.
Il Sult, in particolare, si è distinto sia nel tentativo di dissuadere i precari del Call Center Az a rinunciare a rivendicare la lista unica e nel confondere istituzioni e azienda di quali fossero le alle reali rivendicazioni dei lavoratori. 
INEQUIVOCABILE IL MANDATO DELLE MOBILITAZIONI E DELLE FIRME DEI PRECARI
Nonostante le richieste dei lavoratori fossero state ribadite sia nella piattaforma delle mobilitazioni che nel testo della raccolta di firme avviata per sgomberare il campo da ogni possibile difetto interpretativo sull’effettivo mandato dei dipendenti a tempo determinato.
Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Sult, invece, senza il mandato, continuano a sostenere la stabilizzazione in AZ Servizi dei precari del Call-Center AZ, pur sapendo quale destino aspetti al settore: i lavoratori una volta trasferiti in Cos dovranno comunque confrontarsi con i livelli del costo del lavoro dei loro nuovi colleghi, a cui il miraggio della stabilizzazione costituisce tuttora una chimera irraggiungibile. 
NON È LA STABILIZZAZIONE IN AZ SERVIZI CHE GARANTISCE I LAVORATORI PRECARI DELL’ALITALIA
D’altra parte neppure la preventiva stabilizzazione dei precari del Call-Center Az Servizi garantirebbe il loro futuro, vista l’enorme differenza di trattamento salariale e normativo rispetto ai colleghi in Cos. Sarebbe una soluzione che, stante la cessione del settore a Cos,  esporrebbe i lavoratori provenienti da Az Servizi al licenziamento collettivo o al ricatto del taglio salariale e del peggioramento della normativa
La Cub Trasporti, al contrario, ha accolto le rivendicazioni dei lavoratori, sostenendole con la necessaria iniziativa sindacale ed elaborando insieme ai precari una piattaforma che ha sottoposto da oltre un anno alle istituzioni locali e nazionali.
La precedente giunta della Regione Lazio, infatti, aveva avviato una trattativa con il management della Compagnia sulla questione della determinazione di un criterio per la stabilizzazione dei lavoratori precari in Alitalia: un negoziato che non è stato finalizzato prima che la vecchia giunta regionale venisse destituita.
Attualmente gli Assessori del Lavoro della nuova giunta della Regione Lazio e gli Assessori del Lavoro della Provincia e del Comune di Roma hanno incontrato la Cub Trasporti e una delegazione di lavoratori precari del Call Center AZ accogliendo la richiesta di far partire un tavolo di confronto con le Istituzioni Locali per affrontare e risolvere tale delicata vertenza dei lavoratori. 
Nel frattempo proseguiranno le mobilitazioni a sostegno delle richieste dei lavoratori precari del Call-Center e dell’Alitalia più in generale: una vertenza rimasta inascoltata da gran parte delle istituzioni nazionali e delle forze politiche della maggioranza di Governo del Paese ma anche di quelle di opposizione.   
 
Roma 22 maggio 2005      
                                                                C.U.B. TRASPORTI
 

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