L’ALFA ROMEO DI ARESE DEVE VIVERE

Un impegno concreto della regione Lombardia


La situazione dell’Alfa Romeo di Arese sta velocemente peggiorando.

La Fiat ha messo in CIGS 1.200 lavoratori (700 per 6 settimane e altri 500 per 3 settimane al mese) con gravi perdite salariali per i lavoratori coinvolti e con prospettive di lavoro sempre più incerte.

A CHI TROPPO A CHI NIENTE

Per ragioni politiche e certamente non industriali la Fiat ha deciso di saturare oltre misura alcuni stabilimenti e di chiuderne altri.  Così succede che a Cassino e Melfi si fa il turno di notte e ad Arese si fa incetta di CIG:

IL DECLINO DI ARESE TARGATO FIAT

All’atto della cessione dell’Alfa alla Fiat ad Arese c’erano circa 14.800 lavoratori, più altri 2.500 a Desio, poi trasferiti ad Arese.. Oggi ci sono circa 2.500 lavoratori di cui: 700 addetti alla Multipla a metano, 500 addetti al motore 6 cilindri, 1.000 addetti alla progettazione e sperimentazione delle vetture Alfa e Lancia della gamma alta e altri 300 in altri settori terziarizzati (Gesco, Sepin, Satiz che è già stata chiusa, ecc)

TANTI SOLDI RUBATI ALLO STATO E ALLA REGIONE

Per la Fiat l’Alfa Romeo di Arese si è rivelata una miniera d’oro. Prima “l’acquisto” a prezzi stracciati, poi il regalo di 238 miliardi dallo stato per l’auto elettrica, poi il regalo della Regione al consorzio CRAA di 12 miliardi per la ristrutturazione dei capannoni.

Al banchetto in parte hanno beneficiato anche i comuni della Zona con una dotazione di 60 Miliardi per le infrastrutture.

II consorzio CRAA, che doveva rilanciare l’area è fallito, i lavoratori li trasferiti non hanno mai lavorato e 52 di essi sono stati licenziati in questi giorni dalla Rotamfer.

Alla fine di tutto ciò la Fiat ha venduto tutte le aree dello stabilimento di Arese alla Estate Sei di Brescia con un affare di circa 1.000 miliardi.

ADESSO LA FIAT VUOLE CHIUDERE L’ALFA ROMEO DI ARESE PER INSEDIARE IL COSIDETTO TERZIARIO AVANZATO, CIOE’ UN INTERPORTO E AMMENICOLI VARI.

LA REGIONE SI IMPEGNI PER DIFENDERE ARESE

Siamo qui oggi per chiedere alla regione un interventi affinché sia salvaguardata  l’ALFA ROMEO. Arese ha una storia, fa parte integrante del tessuti produttivo della Lombardia, deve perciò vivere ed avere una prospettiva legata al marchio Alfa ed allo sviluppo delle vetture a basso impatto ambientale.
Questo significa salvaguardare migliaia di posti di lavoro qualificati, fondamentali per la nostra regione.
Inoltre che la Regione Lombardia imponga una valutazione preventiva di impatto ambientale per verificare l’insediamento del cosiddetto interporto nei capannoni vuoti che comporta un traffico insostenibile di migliaia di camion al giorno, oltre che mano d’opera di scarso livello.

12 ottobre 2001

                              FLMUniti Arese e SLAI COBAS Alfa Romeo       
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