La Cub di Modena al presidio davanti a Confindustria contro l'accordo siglato da Cgil, Cisl e Ui.


 
È cominciata a Modena la mobilitazione contro l'accordo vergogna. La Cub di Modena ha aderito il 23 giugno al presidio con il coordinamento No Austerity davanti a Confindustria per dire no all'accordo vergogna siglato da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil: un accordo un accordo che cancella ogni forma di democrazia sindacale nei luoghi di lavoro, con la forte limitazione del diritto di azione sindacale, l'estromissione dei delegati sindacali contrari all'accordo, sanzioni per le sigle sindacali e i lavoratori che scioperano. Si tratta dell'estensione del modello Marchionne (già in vigore nelle fabbriche del gruppo Fiat) a tutto il mondo del lavoro.

Presenti al presidio i precari della scuola della Cub, i metalmeccanici della Flmu Cub e dell'Allca Cub. Presenti anche gli operai del gruppo Fiat (dalla Fiat Cnh ai delegati Fiom Ferrari), i lavoratori dell'USI AIT di Modena e rappresentanti della Rete 28 aprile (sinistra Cgil).


Analoghe iniziative di protesta sono previste nei prossimi giorni  in molte altre città d'Italia (il 25 in Toscana e il 26 giugno nelle altre regioni). Come recitava lo striscione esposto oggi dai manifestanti, lo slogan della campagna è: "No all'accordo vergogna sulla rappresentanza".

 
Cub Modena
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