CUB Donne ha avviato una class action di lavoratrici e non, che stanno emettendo fattura allo Stato per il lavoro di cura non retribuito che si sono trovate a dover svolgere in modo straordinario a causa del lockdown.

foto archivio CUB

La struttura patriarcale della nostra società storicamente attribuisce a noi donne il lavoro di accudimento di figli e anziani, la cura della casa e il compito di cucinare; non solo si dà per scontato che siano le donne a farsi carico di questi impegni, a prescindere dal fatto che abbiano o meno un lavoro, ma che lo facciano gratuitamente.

Sulla scia di un’analoga iniziativa di donne tedesche, che in Germania ha dato il via a un acceso dibattito, noi donne della CUB siamo pronte a lottare affinché il lavoro di cura venga riconosciuto come un vero e proprio lavoro e venga conseguentemente retribuito.

Le aderenti alla class action stanno emettendo fattura nei confronti dello Stato per tutti i servizi extra di cui si sono dovute occupare in casa, come insegnante di scuola di vari livelli, cuoca e badante - tutti servizi soppressi, in particolare quello scolastico, per cui erano già state pagate delle tasse e che si è dato per scontato venissero presi gratuitamente a carico dalle donne, nei casi più fortunati aiutate dai mariti.

LA CURA DI FIGLI E GENITORI È UN LAVORO A TUTTI GLI EFFETTI E MERITA DI ESSERE RETRIBUITO!


CUB Donne

Milano 17 giugno 2020

 
 
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