Vietato presidio organizzato dalla CUB alla Rinascente domenica 8 Marzo dalla ordinanza del Presidente del Consiglio con minacce di denunce e multe.

8 marzo: giornata internazionale delle donne - forse ancora meglio giornata internazionale delle donne e delle donne lavoratrici. Nel 1857 iniziano gli scioperi delle lavoratrici del tessile contro lo stipendio basso e le 16 ore lavorative al giorno. In Europa, la compagna Clara Zetkin è il cuore dell’unione tra il movimento femminista e le lavoratrici. Nel 1917 il movimento popolare in Russia e la lotta delle compagne russe portano al riconoscimento della giornata internazionale delle donne.

Ai giorni nostri, la cultura mainstream del consumismo fisico trasmette un messaggio promozionale: lo sconto del centro estetico, il regalo da parte di un uomo, gli sconti sugli elettrodomestici ma contemporaneamente vieta presidi e manifestazioni con futili motivazioni.
L’8 marzo per noi è il giorno in cui le donne di tutto il mondo scendono in piazza per far sentire la loro voce e gridare contro ogni tipo di discriminazione e violenza.
L'oppressione e le discriminazioni che noi donne subiamo quotidianamente in ogni contesto devono diventare uno stimolo a non gettare la spugna e continuare la battaglia dentro e fuori il sindacato.
Nell’ambito del lavoro le donne sono pagate in media il 30% in meno degli uomini e il superamento di tale differenza salariale è una battaglia ancora non vinta. Inoltre, l’annoso problema della cura domestica ed educativa impedisce alla donna di decidere sulla sua vita lavorativa.
Solo nei primi due mesi del 2020 abbiamo assistito a più di 10 femminicidi e il referto è sempre lo stesso: “gelosia – non in grado di accettare la fine di una relazione – sei mia e di nessun altro”.
Le molestie nei luoghi di lavoro, nel privato e nelle strade sono ancora la quotidianità.
Dobbiamo ESSERE UNA SPINA NEL FIANCO, affinché ci si renda conto che senza le donne e senza solidarietà tra i generi nessuna lotta può avere successo.

SENZA LA LIBERTÀ DELLA DONNA, NON SI PUÒ PENSARE A UNA SOCIETÀ LIBERA.
Come sindacato è nostro dovere tutelare le lavoratrici e i lavoratori che scendono in piazza per dire:

  • SÌ all’autodeterminazione, parità salariale e riduzione dell’orario di lavoro
  • SÌ ad una legge su genitorialità e paternità obbligatoria
  • SÌ alla condivisione del lavoro di cura
  • SÌ ad un’accoglienza e tutela alle donne migranti vittime di violenza
  • NO a precarietà, discriminazioni sul lavoro e violenza di genere
  • NO agli attacchi alla legge 194 e SÌ all’ applicazione della legge e ai centri antiviolenza
  • NO al welfare aziendale e al taglio dei servizi sociali pubblici

Milano 3 marzo 2020


CUB - Confederazione Unitaria di Base

Milano, V.le Lombardia 20 - tel. 02/70631804 e mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Nella foto di CUB Milano alcune militanti iscritte CUB preparano una "comunicazione a gesti"  per il flashmob 8 marzo 2020 - backstage riprese

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