La recente polemica sugli effetti dell'utilizzo uranio impoverito nei Balcani ha portato l'opinione pubblica a prendere consapevolezza di uno degli aspetti del carattere criminale della guerra.



Riteniamo necessario produrre una documentazione meno legata alla contingenza sulla guerra, sull'esercito professionale, sull'industria militare.

La critica radicale al militarismo è, infatti, uno dei fronti principali di intervento per il sindacalismo di base. La difesa degli interessi dei lavoratori si lega strettamente alla solidarietà internazionale, alla critica alla produzione di morte, allo sviluppo di un punto di vista indipendente sulle questioni sociali e politiche generali.

   In guisa di presentazione

Nel corso degli ultimi anni il movimento dei lavoratori in generale ed il sindacalismo di base in particolare si sono misurati sul terreno dell'opposizione alla politica di guerra dello stato italiano con impegno e determinazione.

In particolare, e per tenersi all'ultimo periodo, la CUB ha organizzato uno sciopero generale il 13 maggio 1999 contro la guerra nei Balcani, la solidarietà ai lavoratori della Zavasta colpiti  dalle distruzioni conseguenti alla guerra, un puntuale lavoro di informazione  critica sulle produzioni di morte.

E' nostra opinione che la lotta antimilitarista sia centrale per lo sviluppo  di un sindacalismo indipendente dallo stato, dai padroni, dai partiti. La lotta sindacale, infatti, nel mentre si sviluppa quotidianamente  a livello aziendale, categoriale, territoriale, si misura necessariamente con le scelte politiche, diplomatiche, militari dello stato.

La scelta di destinare risorse crescenti alla spesa militare e di dar vita ad un esercito professionale esplicitamente attrezzato per guerre di aggressione ci pone innanzi alla necessità di:

·       Denunciare
la sottrazione di risorse necessarie per garantire i servizi sociali, le pensioni, la tutela del territorio. Gli stessi soggetti economici, sociali e politici che affermano la "necessità" di ridurre la spesa sociale in nome dell'"interesse generale"  che unirebbe salariati e padroni non hanno alcun dubbio  nell'accrescere la spesa militare;


·       Opporci
al diffondersi di una cultura della guerra, della distruzione, della sopraffazione che, se colpisce direttamente le popolazioni aggredite, comporta la riduzione delle libertà civili, politiche, sindacali sullo stesso territorio nazionale. In nome dell'"interesse nazionale" vengono ridotte le libertà sindacali  ed il diritto allo sciopero, imposte politiche antipopolari, impedita la libertà di azione contro le scelte del governo;


·       Sviluppare
con sempre maggior forza la solidarietà internazionale fra i lavoratori  mediante campagne di informazione, la puntuale documentazione  della situazione reale, la denuncia delle menzogne correnti sulla politica militare dell'Italia e, in genere, delle potenze che dominano il pianeta, lo sviluppo di concrete iniziative di lotta;


·       Agire
contro lo sviluppo delle produzioni di armi e rivendicare la produzione di beni e servizi necessari a garantire condizioni di vita migliori per i lavoratori;


·       Condurre
quella una lotta intransigente battaglia per una civiltà fondata sulla solidarietà, la difesa dell'ambiente, la comprensione del comune destino dell'umanità.


In particolare, riteniamo che nella scuola sia necessaria un'azione puntuale di informazione critica e di denuncia dei tentativi del blocco industriale militare di presentare una guerra come "umanitaria" e il militarismo come una necessità ineludibile.

Proprio nella scuola, infatti, registriamo un crescente attivismo delle forze legate al blocco industriale militare: iniziative per il reclutamento nell'esercito professionale, pubblicità delle imprese produttrici di armi, tentativi di imporre una cultura della guerra ovviamente "umanitaria".

Come contributo a questo percorso di lavoro, che intendiamo riprendere e sviluppare, pubblichiamo questa breve ma approfondita ricerca, di Pietro Stara, ringraziandolo  per la disponibilità che ha dimostrato. Della sua ricerca apprezziamo la ricchezza dei dati riportati ed il rigore critico. Su questi temi riteniamo necessario sviluppare il confronto, la discussione, l'elaborazione di precise proposte d'azione.

Chiunque sia interessato può prendere copia del testo e porsi in relazione con noi per organizzare presentazioni, dibattiti, iniziative di carattere antimilitarista.

Torino 2 002
Cosimo Scarinzi

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