Da quaranta giorni la Francia è scossa da una mobilitazione sindacale di un’ampiezza e di una radicalità quali non si vedevano dal Maggio 1968.


Lo screditato governo Macron, amico dei ricchi e dei grandi proprietari cui ha tagliato le tasse aumentandole ai lavoratori, ha tentato di imporre una controriforma delle pensioni simile a quelle imposte in Italia in questi anni.

La Francia lavoratrice ha risposto con forza e decisione, scioperando, occupando le strade e cancellando ogni ipotesi di “tregua natalizia”. Con intelligenza ed acume lavoratrici e lavoratori hanno immediatamente capito che un minimo cedimento nella battaglia avrebbe voluto dire perdere tutto.

Con i governi europei fautori della filosofia di Superciuk, rubare ai poveri per donare ai ricchi, non si può agire diversamente. La mobilitazione va portata avanti fino alla sconfitta dell’avversario e dei suoi piani.

Tutto questo avviene a cento kilometri da Torino, appena oltre il confine. In Italia analoghi provvedimenti sono passati senza colpo ferire. Da Dini a Fornero, dal 1995 ad oggi gli interventi sempre più devastanti che hanno ridotto al lumicino la possibilità per lavoratrici e lavoratori italiani di accedere ad una pensione dignitosa ad un’età accettabile, sono passati senza un’ora di sciopero.

Colpa delle lavoratrici e dei lavoratori italiani? O piuttosto conseguenza degli accordi corporativi tra governi, padronato e le direzioni di Cgil-Cisl e Uil. La fin troppo nota concertazione vuole dire questo: in cambio di concreti vantaggi sul terreno della rappresentanza e su quello del finanziamento, i sindacati istituzionali hanno permesso il passaggio di ben quattro controriforme pensionistiche senza nemmeno un’ora di sciopero.

Bisogna ribaltare questa situazione. Organizzarci a partire dai nostri bisogni,
non solo in solidarietà con i lavoratori e le lavoratrici francesi, ma per i nostri stessi interessi, dobbiamo riprendere la mobilitazione sui temi del salario e delle pensioni.
La ricchezza di questo paese la produciamo noi; è ora di riprendersela!




FACCIAMO COME IN FRANCIA! PRESIDIO SABATO 18 GENNAIO ORE 15.30 VIA PO ANGOLO VIA ROSSINI

PROMOSSO DA CUB PIEMONTE.  ADERISCONO Fronte Popolare, PRC, Sinistra Anticapitalista, PCL, No Tav Torino e cintura

14 gennaio 2020

 

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Le Partigiane aprono il corteo  NoTav dell'11 gennaio 2020 - Foto CUB 

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