VIAREGGIO, BOLOGNA, GENOVA, IL POLLINO, FCA, ILVA, ALITALIA, TELEFONIA, ECC…
solo alcuni nomi più noti e/o recenti per ricordare le innumerevoli stragi e i tanti licenziamenti di massa che il sistema cosiddetto globalizzato e la logica delle privatizzazioni hanno prodotto.

Sorretti dai vari governi che si sono susseguiti (centrodestra-centrosinistra). Decine di vittime per incuria del territorio e delle infrastrutture, per mancanza di interventi e misure a tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori.
Nei primi 6 mesi del 2018 quasi 500 morti denunciati sui luoghi di lavoro.
Lunedì 20 Agosto un altro morto sul lavoro a Bella (Pz), Martedì 21 Agosto, altri 4 morti dal nord al sud Italia, ma non fanno quasi notizia, mentre invece vanno ricordati tutti e non dimenticati.

Perché hanno tutti dei colpevoli che un giorno dovranno pagare.
Il capitalismo, la finanza, hanno preteso, ed il potere politico favorito, la privatizzazione di interi settori: trasporti, sanità, istruzione, ma anche quello della grande manifattura: acciaio, alluminio, beni di produzione per la mobilità; hanno privatizzato i servizi sociali di assistenza ai bambini e agli anziani e perfino i servizi fiscali, i corsi di qualificazione e di collegamento all’occupazione.
In tutto questo, grande è stata la condivisione, la complicità e la collusione del sindacalismo confederale che, tra l’altro, ha inserito nei CCNL i fondi privati previdenziali e sanitari, con effetti di demolizione delle pensioni e della sanità pubbliche e garantite per tutti.
Morti sul lavoro per mancata sicurezza; produzioni che mirano solo al profitto, altamente inquinanti con emissione di veleni (vedi caso ILVA). Prodotti tossici che viaggiano su strade e ferrovie senza adeguate misure di sicurezza (Bologna, Viareggio); il ponte Morandi di Genova, crollato non per caso, e così tante altre tragedie, preannunciate e avvenute nel nostro Paese.
Il passaggio di gestione da vecchi a nuovi padroni (istituzionali o privati), non è la soluzione se tutto questo rimane vincolato al profitto e non al benessere della collettività.
E’ necessario che le infrastrutture, i servizi sociali e le produzioni strategiche siano dello Pubbliche, attraverso il protagonismo dei lavoratori e il controllo popolare in un’ottica non capitalista, ma sociale!
Un piano di messa in sicurezza del territorio, la bonifica e la riconversione di produzioni utili al bene collettivo, quanti posti di lavoro reali si creerebbero?
La salvaguardia del benessere sociale, salute, sicurezza, salario, lavoro, diritti, sono perseguibili ed attuabili! Dobbiamo porre con forza la questione di “ cosa, come, dove, quanto e per chi produrre”.
Per tutto questo, per progettare e costruire un modello diverso di società, facciamo sentire la nostra voce!
26 OTTOBRE 2018
SCIOPERO GENERALE NAZIONALE

CUB Varese
– via Pasubio, 8 - Gallarate

Tel 0331/076413 – Esta dirección de correo electrónico está protegida contra spambots. Necesita activar JavaScript para visualizarla.

Agosto 2018

    CUB-VARESE-privatizzazioni-effetti-collaterali.pdf

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