NO ALLA DEPORTAZIONE DEI PROFUGHI ERITREI - Dopo continui abusi, sopprusi e spietate repressioni contro i circa 700 profughi eritrei incarcerati arbitrariamente e senza difesa nelle prigioni libiche, drammatiche notizie fatte pervenire dalla comunità eritrea in Libia, ci obbligano, a denunciare con forza al mondo intero le gravissime azioni intraprese dalle autorità libiche nei confronti delle nostre sorelle e fratelli eritrei. <Associazione di Solidarietà per la Giustizia e la Democrazia in Eritrea>

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Comunicato Stampa

Dopo lunghi mesi di continui abusi, sopprusi e spietate repressioni contro i circa 700 profughi eritrei incarcerati arbitrariamente e senza difesa nelle prigioni libiche, in questi giorni drammatiche notizie fatte pervenire dalla comunità eritrea in Libia, ci obbligano, ancora una volta, a denunciare con forza al mondo intero le gravissime azioni intraprese dalle autorità libiche nei confronti delle nostre sorelle e fratelli eritrei.
La decisione di deportare, dentro dei container completamente sigillati, verso il carcere di Al-Biraq, nella provincia di Sebha, un numero che varia tra i 250 e 300 rifugiati eritrei, in seguito al loro rifiuto di compilare un modulo prestampato di espatrio “volontario” preparato dall’ambasciata del regime eritreo a Tripoli, ha suscitato vasta indignazione e la condanna da parte di diverse organizzazioni internazionali per i diritti umani.
Già lo scorso gennaio, le autorità libiche avevano cercato di imporre ai profughi eritrei, con l’uso della forza e del ricatto, la compilazione del sucitato modulo di identificazione e la loro schedatura fotografica. Al loro rifiuto di compilare il sudetto modulo, la polizia libica, aveva scatenato contro i profughi eritrei pesanti torturare accompagnate perfino da scariche elettriche.
Questa ennesima grave azione intrapresa da parte delle autorità libiche, ha suscitato allarme e ferma condanna degli eritrei residenti all’estero. Un’azione di rimpatrio forzato di questi profughi verso l’Eritrea, oltre a mette in serio pericolo la loro sorte, apre le porte a nuove torture e condanne di persone innocenti, costrette ad emigrare per scampare da una spietata dittattura instaurata nel paese. Di fatti, sono tutt’ora fresche nella memoria della popolazione eritrea, le brutalità che hanno subito i profughi eritrei deportati da Malta nel 2002, dalla Libia nel 2004 ed infine dall’Egitto nel 2008, che una volta scaricati all’aeroporto di Asmara, sono stati direttamente accompagnati dentro i lager del regime e fatti letteralmente scomparire.
L’Italia, ha una sua responsabilità à politica, pertanto occorre che le autorità politiche e diplomatiche italiane, intervengano con la massima urgenza presso le autorità libiche, affinchè gli abusi, le torture ed i massacri indiscriminati contro i profughi eritrei, non si consumino nel silenzio sotto gli occhi del mondo intero ed in particolare sotto quelli dei loro cari genitori, in questo momento in apprensione.

La nostra associazione:
• esprime una ferma condanna delle azioni repressive attuate dalle autorità libiche;
• chiede che i profughi eritrei vengano liberati immediatamente e trovata a loro una soluzione che possa darli l’opportunità al trasferimento verso altri paesi disposti ad accoglierli dignitosamente;
• si appella all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Profughi, affinchè si impegni a trovare un’appropriata soluzione del caso;
• chiede alle forze politiche Italiane, le associazioni umanitarie, le organizzazioni del lavoro e al popolo italiano ad unirsi alla nostra voce di denuncia ed intraprendere azioni urgenti in difesa dei rifugiati eritrei.
Associazione di Solidarieta per la Giustizia e la Democrazia in Eritrea (A.S.G.D.E.)

Milano, 03 giugno 2010

Via F. Casati, 7/9 - 20123 Milano, Italia
- Indirizzo email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Associazione di Solidarietà per la Giustizia e la Democrazia in Eritrea
Solidarity Association for Justice and Democracy in Eritrea

 

 

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