L’unica legge  e’ il desiderio!!!
La Camera dei deputati in data 18.6.2002 ha approvato il disegno di legge n. 147 sulla procreazione medicalmente assistita (PMA) che prossimamente passerà in Senato per l’approvazione definitiva.
Le tecniche di fecondazione assistita permettono ogni anno a circa 10.000 donne di realizzare un desiderio di maternità altrimenti negato, per sterilità femminile, per sterilità maschile o per assenza di un partner maschile.
Con questa legge lo Stato si arroga il diritto di decidere quali sono le donne degne di essere madri e quali no: solo le donne sposate, o per lo meno conviventi, potranno accedere alle tecniche di riproduzione assistita.
Si getta un’ombra su tutte le donne che allevano i figli da sole, per scelta o per necessità, si stabilisce una maternità di serie A e una di serie B.
In questo modo, in Italia, una legge dello stato discrimina le donne lesbiche che, senza un partner maschile, non possono accedere alla PMA per diventare madri.
Anche per le donne eterosessuali che vivono in coppia questa legge prevede limiti e procedure che renderanno più difficile, più dolorosa e più costosa la loro maternità:  
1) potranno essere prodotti solo i tre embrioni che verranno impiantati e non potranno esserne congelati altri. In questo modo, se il primo tentativo di gravidanza fallisce, la donna dovrà sottoporsi nuovamente a bombardamenti ormonali e all’intervento per prelevare nuovi ovuli da fecondare, perché non avrà (come invece succede ora) altri embrioni congelati di riserva.
2) è vietata la fecondazione eterologa, ossia l’utilizzo di ovuli o spermatozoi esterni alla coppia, con il pretesto di garantire al nascituro una precisa identità genetica. Si torna così al vecchio concetto di genitorialità biologica, togliendo valore a realtà sempre più diffuse come l’adozione e le nuove famiglie, dove l’amore e l’attenzione per i figli si esprimono anche in assenza di legami di sangue.
3) non è prevista l’assistenza sanitaria gratuita se non attraverso un fondo speciale irrisorio, discriminando tra chi ha i soldi e chi non li ha.
Del resto, tutti i divieti imposti dalla legge spingeranno pochi ricchi al turismo procreativo, verso quegli stati dove la legge sulla fecondazione assistita è meno restrittiva.
Non vogliamo uno stato che decida in merito alle scelte individuali delle donne.
Sarebbero sufficienti regolamenti che assicurino la trasparenza, la sicurezza e la qualità sanitaria delle strutture che praticano la fecondazione assistita.
La legge 147 rappresenta, inoltre, un attacco contro la legge 194 nella parte che regolamenta l’interruzione di gravidanza.
Infatti l’art. 1 della 147 “assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito”.
Il “diritto alla vita dell’embrione” diventerebbe uguale e contrario al diritto della donna, persona a tutti gli effetti ed in grado di autodeterminarsi, che decida di interrompere la gravidanza.
Pericolosissimo è contrapporre i diritti del concepito a quelli della madre.
Si metterebbe in crisi quel delicato e prezioso equilibrio tra libertà e responsabilità à che sta alla base di una maternità felice perché frutto di una libera scelta.
In questa legge si sente fortemente l’ingerenza del Vaticano, deciso ad imporre a tutti i cittadini dello stato il suo modello di famiglia, la maternità come unico destino per la donna, la visione dell’embrione come  persona e la condanna di una sessualità separata dalla procreazione e di una procreazione separata dalla sessualità.
Noi ci opponiamo a qualsiasi ingerenza nella scelta delle donne di essere o non essere madri, a questo attacco alla legge sull’aborto e rifiutiamo una concezione peccaminosa della sessualità.  
Rivendichiamo invece:
bullet    la laicità dello stato contro lo stato etico
bullet    l’autodeterminazione delle donne, sia quando rifiutano la maternità, sia quando la cercano, anche attraverso le tecniche di riproduzione assistita.
bullet    una sessualità libera e separata dalla riproduzione (migliori anticoncezionali, sia femminili che maschili e migliori consultori per diffonderli)
bullet    l’introduzione dell’aborto chimico (RU 486, la pillola diffusa in quasi tutto il mondo che risolverebbe il problema dell’obiezione di coscienza, spesso usata per boicottare la legge) che renderebbe meno traumatica l’interruzione di gravidanza, in applicazione dell’art. 15 della 194.
Donne Fuori, Aprile ,Arci lesbica, Armonie, Associazione Orlando, Cantiere degli indisciplinati storici, Casa delle Donne per non subire violenza, Circolo culturale Arci Iqbal Masih, Cobas scuola Bologna, Coordinamento donne DS, Coordinamento donne per l’autodeterminazione, Donne CGIL – E.R., Donne in nero- Bologna, Forum delle donne di Rifondazione Comunista di Bologna, Fuoricampo lesbian group, I.D.A., La Tavola delle Donne, Le Ninfe, Lista Reno per il rilancio dello stato sociale, S.O.S Donne contro la violenza, Sexy shock, Scholè futuro E.R., Sindacato di base CUB/ Flmu-Rdb Bologna-Emilia Romagna , Sinistra DS, Tavola delle Donne contro la violenza, Trama di Terre – Imola, U.D.I. – Bologna, Verdi- federazione comunale di Bologna  
 Venerdì 4 LUGLIO 2003 giornata di mobilitazione contro la legge 147 sulla procreazione assistita
Manifestazione itinerante:  ore 10,00 Piazzola
                                    ore 18,00 Ipercoop Borgo Panigale
 Ore 21,00 tutte e tutti in piazza S.Francesco

Bologna 1 luglio 2003

 
 

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