Poste. Festa per la famiglia? No, per i politici. 
A Peschiera Borromeo,
la festa nel centro di smistamento si è trasformata in comizio elettorale 


Che la festa non fosse realmente e sinceramente per i lavoratori lo si sapeva. E, infatti, il Cobas pt Cub ha sempre contestato l’annuale manifestazione postale, definendola una propaganda delle Poste per rendere all’esterno una falsa sensazione di amorevole trattamento verso i lavoratori, che, invece, vengono discriminati, perseguitati e licenziati. Ma che, come è accaduto oggi, la festa fosse tutto un pretesto per permettere interventi oratori a favore di politici nessuno se lo sarebbe aspettato.
E, infatti, nella “festa della vergogna 2004”, oltre alla solita assenza dei lavoratori interni del centro di smistamento di Peschiera Borromeo, stavolta si è avuta la novittà del permesso di accesso di centinaia di cittadini peschieresi che, inaspettatamente, hanno avuto l’occasione di sentire un bell’intervento oratorio del sindaco di Peschiera, che ha elogiato i successi di Ombretta Colli, presidente della provincia, anche lei “casualmente” presente alla festa.
Tutta questa successione di “casi”, quindi, ha stravolto la natura della manifestazione che, da festa di regime, interna, disertata dai dipendenti che non ne possono più delle feste di “fantozzi”, si è trasformata in festa di paese a tutto vantaggio dei politici. Complimenti alle Poste per avere speso bene i soldi dell’apparato di animazione da luna park, con musica, scivoli gonfiabili giganti per i bambini, corse di auto, equitazione e mangiate e bevute alla grande. Se i dirigenti fossero tanto bravi ad organizzare il servizio postale come lo sono nella preparazione delle feste, le Poste sarebbero un esempio invidiabile di efficienza.
I rappresentanti del Cobas pt Cub, comunque, hanno tenuto un presidio esterno, per informare la cittadinanza dei motivi di dissenso della festa, attraverso musica e annunci e esponendo lungo la ringhiera oltre duecento articoli di stampa con tutti i disatri postali degli anni della privatizzazione, motivo per cui ci sarebbe ben poco da festeggiare. Con un potente impianto di amplificazione, poi, seppur posizionato in strada, più volte hanno coperto quello interno delle Poste, spiegando che sono stati licenziati molti lavoratori per rappresaglia sindacale e che, addirittura, un dipendente invalido e malato grave, dopo essere stato licenziato a settembre, si è purtroppo suicidato il 24 maggio scorso.
Molti, sconcertati, hanno lasciato la festa. La festa della famiglia, come la definiscono le Poste, o la “festa della vergogna”, come la chiamano i Cobas pt Cub, resta comunque un momento di evidente contrasto tra il buon senso, che direbbe di spendere i soldi per migliorare il lavoro, e l’arroganza, di chi spende i soldi derivanti dagli aumenti dei francobolli in manifestazioni inutili.
Milano 3 giugno 04            
                                                    Cobas pt CUB

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