Mappare tutti i dipendenti, avere il quadro reale della diffusione del coronavirus, in modo da isolare i positivi, curarli al meglio, impedire il propagarsi della trasmissione, contribuire così a contenere l'epidemia è la misura necessaria, prioritaria, che rivendichiamo debba fare l'azienda ai propri dipendenti. A tutti.

I tamponi ci sono: è la logica del mercato che li sottrae alla popolazione, infatti i tamponi, come i vaccini antinfluenzali, si trovano ma...a pagamento! E' il volto della sanità di classe.
L'Azienda che vanta bilanci in attivo, dividendi ad azionisti e benefits ai mega dirigenti deve trovare i soldi anche per la salute dei lavoratori alle proprie dipendenze, deve fare la sua parte, mettere in atto tutte le misure necessarie a salvaguardare le vite umane, non una va esclusa.
Troppi casi di contagio ci sono in azienda. Secondo i dati ufficiali, i contagiati sono più di 2000, un’enormità!
Hanno pensato alla “ripresa”; al primo posto hanno messo le attività economiche, ancora una volta!, e oggi il risultato di tanta lungimiranza ci ha portato ad avere un quadro delle infezioni oramai fuori controllo. E’ chiaro a tutti che gli interessi aziendali contrastano con la salute e la sicurezza dei lavoratori. Noi continuiamo a dire che la salute, e non la merce, va posta in primo piano.
E’ in quest’ottica che rivendichiamo per tutto il personale di Poste il tampone, come misura necessaria immediata per avere un quadro reale della diffusione, prevenirla e stopparla.
Non ci hanno dato ascolto nella prima fase quando rivendicavamo la chiusura delle attività non strettamente indispensabili, tutti intenti a mettere il plexiglas e inventare le misure di protezione ai propri affari anziché predisporre le misure di prevenzione permanente, di contrasto e contenimento del contagio. Non è solo superficialità, è che sono guidati dalla logica del profitto, incompatibile con la salute
Credono di disarmarci, una volta zittiti vergognosamente i sindacati di Stato, per impedirci la difesa degli interessi dei lavoratori, sia per la loro salute come per le loro condizioni economiche e normative nei posti di lavoro. Ma eliminare noi significherebbe aver eliminato le profonde ingiustizie che il sistema Poste incorpora e genera e su cui si regge buona parte del suo potere “dissuasore”: dalle carenze occupazionali ai bassi salari; dal precariato “usa e getta” alla flessibilità estrema e senza limite, ai mancati trasferimenti; dal mancato rinnovo contrattuale alla dittatura del welfare aziendale in sostituzione di quello pubblico e universale.
Abbiamo davanti una strada non facile, una lotta cioè. Il padrone non ci regala niente. Molto dipende da noi, dalla forza che riusciamo a mettere in campo, dalle forze che riusciamo a scuotere e mobilitare per dirigere l'azione verso la soluzione delle cose più urgenti.
Noi proponiamo che in tutti i luoghi di lavoro, si nominino dei rappresentanti temporanei con lo scopo di “mappare la diffusone dl virus” e di controllare il rispetto delle condizioni di sicurezza, dai dpi alle sanificazioni, ai termoscanner all’utilizzo del medico competente alla richiesta del tampone. Farne una campagna: raccolta firme, petizioni, lettere all'azienda ecc. con la richiesta del tampone per tutti: un obiettivo giusto, utile soprattutto per metterci in sicurezza.
1 dicembre 2020


CUB Poste
COBAS Poste
SICOBAS Poste
SLG-CUB Poste

      tamponi-per-tutti.pdf

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FUORI I PRIVATI DAI SERVIZI PUBBLICI
Noi non siamo solo lavoratori di Poste ma cittadini nel senso pieno della parola. Cioè soggetti interessati e partecipi della vita sociale. Le questioni della società, come essa è organizzata, diretta, gestita non è “cosa di altri”, non ci è estranea. Abbiamo sempre combattuto come frutto velenoso delle “classi dominanti” questo tenerci alla larga dalla “cosa pubblica”. Il virus, che scoperchia le diseguaglianze, ci ripiomba in pieno.
1) Dei guasti dell’ingresso dei privati nei servizi pubblici, le privatizzazioni, il caso della sanità è il più evidente. La sanità d’eccellenza, pagata con i soldi di tutti e dunque anche dai nostri salari, è stata concepita solo per offrire ai ricchi un riparo sicuro specialmente nelle situazioni di emergenza; per offrire una cura all’altezza delle loro tasche; evitare le lista d’attesa; dotarli di tampone e vaccini immediati; visitarli nelle loro case; ospedalizzarli in spazi e ambienti sicuri e non sovraffollati; utilizzare le strutture pubbliche come ambulatori privati; è questo che intendiamo per sanità di classe: i ricchi possono curarsi, tutti gli altri…sperare!
Noi paghiamo due volte il “servizio” sanitario: in busta paga con le tasse e poi con la trattenuta per il welfare aziendale. Abbiamo una sanità doppia? No, abbiamo solo un taglio di salario per prestazioni che neppure nell’emergenza pandemica servono: è solo un affare per le compagnie d’assicurazione.
Una ragione in più per abolire la truffa di questo cosiddetto welfare aziendale.
2) Anche su un’altra questione ci preme dire qualcosa: l’acquisizione di Nexive. Abbiamo letto l’orgoglio dei sindacati gialli, ipnotizzati dai listini di Borsa, davanti a questa operazione di concentrazione tipica della fase imperialista. Noi non brindiamo alle operazioni finanziarie e commerciali dei nostri padroni; restiamo ancorati nella rivendicazione degli interessi dei lavoratori a cominciare dalla stabilizzazione dei lavoratori precari, alla sua definitiva abolizione, e al trasferimento di quelle centinaia di lavoratori che attendono da anni il ricongiungimento alle proprie terre e famiglie.
Ma crollano altri castelli: quello del mercato omniregolatore, che livella le diseguaglianze, che non vuole vincoli, che rivendicata le “mani libere”; un armamentario ideologico che serve solo a nascondere l’attacco ai livelli occupazionali e ai nostri redditi. Cade la favola del “nemico” esterno, l’immigrato, il povero, il vecchio, il “garantito” che toglie casa, lavoro e risorse…
La pandemia ha solo scoperchiato le diseguaglianze di classe, non inventate: è il sistema capitalista che non è più in grado di sfamare i suoi schiavi.

Novembre 2020
Collettivi Unitari Di Base dei Lavoratori delle Poste - C.U.B POSTE
Sede Nazionale: V.le Lombardia 20, 20131 Milano
- Tel 0270631804 - Fax 1782282030
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