Se c'è una cosa su cui concordano l'Azienda e i sei sindacatoni di categoria è che le Poste sono estranee a quello che accade negli altri posti di lavoro; che siamo un'isola a se stante; che quanto succede agli altri lavoratori, su di noi non ha influenza alcuna. Niente di più falso.


Le politiche sul lavoro, dal precariato alle pensioni all'art.18, non sono un'invenzione di Poste ma risultato di una linea politica, varata dai vari governi e sostenuta dai sindacati compiacenti, volta definire la cornice della nostra condizione lavorativa, i “limiti da non superare”, i “rigori delle compatibilità” ecc. al fine di ripristinare una vecchia concezione del lavoro, dove chi comanda è il padrone (o l'Azienda); una concezione che si concretizza poi nei posti di lavoro con l'asservimento dei lavoratori, spremendoci quanto più, pagandoci meno, con diritti e tutele continuamente decrescenti.
E' proprio questo il primo stadio da superare: non farci dividere dagli altri lavoratori che hanno i nostri stessi interessi e problemi in termini di salario, occupazione, precarietà, pensioni.

Questa divisione può far comodo solo a chi comanda, ai padroni; mentre noi, divisi, non riusciamo a difendere i nostri interessi. Questi possono essere salvaguardati solo da un fronte di lotta molto più ampio di una singola categoria, un fronte che abbraccia tutto il mondo del lavoro sfruttato.
Le pensioni sono andate a farsi friggere senza neppure un'ora di sciopero! Così è pure per il precariato introdotto a man bassa ovunque, in ogni posto di lavoro, sia pubblico che privato. Davvero possono le singole categorie sconfiggere questi pilastri?

L'esperienza di questi decenni, ormai, ci dice che la strada battuta di “ognuno faccia da solo e per sè” è stata una bufala, ci ha fatto solo del male, non abbiamo fatto alcun miglioramento. Solo con l'unione con gli altri lavoratori abbiamo, e aumentiamo, le possibilità di sconfiggere chi vuole continuare ad asservire il lavoro e i lavoratori.
Poi è vero che ogni categoria ha le sue specificità, e che queste vanno inserite nella lotta generale: da noi una per tutte è l'abolizione del recapito a giorni alterni, che oltre essere un danno per il servizio colpisce a fondo i nostri livelli occupazionali, una barriera che una volta infranta fa' precipitare.
Serve una stagione di lotte, non c'è altra strada. Una ripresa delle lotte, le più varie a base popolare, aiuta tutte le categorie anche per le loro specifiche battaglie.

SCIOPERIAMO COMPATTI IL 23 OTTOBRE!
 
Collettivi Unitari Di Base dei Lavoratori delle Poste
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