Giovedì 4 giugno 2020 le Poste si fermano per uno sciopero di dei sindacati di base che:

- sul fronte della sicurezza nei posti di lavoro rivendicano
l'attuazione di tutte le misure necessarie alla tutela della sicurezza e della
salute dei lavoratori, in caso contrario pretendono la chiusura di tutte le attività di settore.
l'Azienda si è mossa in netto ritardo nell’attuazione degli strumenti di sicurezza e nella fornitura dei dispositivi individuali, contrastando con scarsa efficacia la diffusione del Coronavirus che ha visto anche in questa categoria sia contagiati che deceduti.
Non ha effettuato, né effettua, le pulizie igienizzanti quotidiane richieste, utilizzando tra l’altro lo stesso quantitativo di personale e di ore antecedente alla pandemia (e già insufficienti); Non ha effettuato, né effettua, le sanificazioni con la dovuta periodicità, sia nei grandi centri di smistamento, nel recapito che negli UP, quest’ultimi frequentati da migliaia di persone al giorno a cui non viene neppure misurata la temperatura corporea.
Rivendicano inoltre, tra le misure necessarie, l'analisi del tampone, dei test sierologici, di quella strumentazione che rilevi, mappi e separi i lavoratori illesi da quelli contagiati, sia per spezzare la catena del contagio, che per concentrarsi e curare celermente i
soggetti che hanno contratto il virus e impedire l'aggravio della malattia.

- sul fronte delle politiche aziendali rivendicano:
• La stabilizzazione di tutti i CTD, l'abolizione dei “contratti” precari, l'eliminazione dei “lavoretti mensili” che non danno alcuna prospettiva di vita che non sia mero sfruttamento nel senso più stretto della parola;
• Il diritto vero al trasferimento per tutti i lavoratori che devono ricongiungersi alla propria famiglia, a cominciare da subito da chi “vanta” un'anzianità di separazione di 3 anni.
• L'abolizione del “recapito a giorni alterni”
• Un piano di assunzioni stabili e di massa per rinvigorire il Servizio che le varie cure “riformatrici” dei tagli all'occupazione hanno progressivamente smantellato;
• Che i dividendi di Borsa siano bloccati e indirizzati al reinvestimento in azienda per mettere in sicurezza i lavoratori, rilanciare il servizio pubblico, rompere con la politica della speculazione finanziaria.

16 maggio 2020

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