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Lo strumento dello sciopero degli straordinari che mettiamo in campo mensilmente non è per nulla uguale a quello di cgil-cisl-uil e soci minori che proclamano ipocritamente a valenza territoriale per confermare la loro esistenza e per ingannare la buona fede di migliaia di lavoratori soffocati dalle politiche aziendali che egli stessi sottoscrivono.


Nei centri di recapito, nella sportelleria, nei cmp e nella logistica, il nuovo corso aziendale prevede ancora aumenti dei ritmi, riduzione dei diritti, annullamento delle professionalità, magri salari. Così si mantiene la nostra azienda: “moderna” verso il cliente finanziario e la platea appiattita dai mass media, reazionaria all'interno verso le condizioni di   lavoro.

Questo è il prezzo per “stare nel mercato”?  Ridicolo. Queste sono scelte precise che rispondono ai soli interessi economici. Non è un caso che crescono le diseguaglianze. Lo sciopero serve certamente a porre un limite allo strapotere aziendale,
ad arginare la richiesta continua lavoro protratto. Ma con questa forma di diniego, dichiariamo anche la nostra assoluta contrarietà ad un sistema che pretende più fatica, che chiama lavoro il contratto part time a singhiozzo, che continua a chiudere uffici postali, che usa il ricatto del part time in cambio del trasferimento, che considera le ferie un premio e non un diritto, che riduce la sicurezza, che non rinnova apparecchi obsoleti, che riduce personale, che aumenta la flessibilità, che mantiene
costante i salari, che usa lo strumento delle contestazioni disciplinari come non avviene in nessun altro ambito lavorativo.

SCIOPERO DEGLI STRAORDINARI E DELLE PRESTAZIONI AGGIUNTIVE dal 30 GENNAIO al 29 FEBBRAIO

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