La sede è in fase di ristrutturazione e Poste Italiane ha provveduto con una scelta quanto meno discutibile.

Lizzano, 12 Ottobre 2019


https://www.corriereditaranto.it/2019/10/12/a-lizzano-lufficio-postale-trasferito-in-un-furgone/

Questa davvero è del tutto nuova, almeno dalle nostre parti e a memoria d’uomo: un furgone come ufficio postale!
E accade a Lizzano, un paese della nostra provincia di circa 10mila abitanti: possiamo tutti immaginare i disagi degli utenti e, non va dimenticato, degli operatori. In termini di difficoltà lavorative e soprattutto di sicurezza, personale e collettiva.

No, non siamo su ‘Scherzi a parte’. Poste Italiane ha dato il via alla ristrutturazione dei locali di via Pasubio e per questo ha assunto la decisione di trasferire i servizi in un furgone, con tutti i rischi del caso. Sinceramente, seppur temporanea appare una decisione quanto meno discutibile e che lasciamo a voi commentare…

La vicenda è stata subito denunciata dal sindacato SLG CUB Poste, che l’ha segnalata al nostro giornale: “L’ufficio postale di questo comune, di diecimila persone, è stato chiuso, per ristrutturazione. Così la cittadinanza è servita solo da un ‘ufficio postale mobile’, situato in uno spazio attiguo di Poste Italiane, ma all’aperto, e gli utenti sono costretti a far la fila fuori e con qualsiasi clima. Inoltre, i lavoratori (tre persone al mattino e tre al pomeriggio), trasferiti all’interno del mezzo, tremano al solo pensiero di stare a lavorare all’esterno dell’ufficio postale blindato, con la sensazione di trovarsi all’interno di una diligenza ferma, in permanente attesa di un assalto, esposti alle possibili azioni criminali di qualsiasi malintenzionato. E solo dopo le rimostranze, è arrivato un ‘vigilante’ armato, di protezione. Eppure, chi dirige l’azienda dovrebbe sapere che le rapine ai danni degli uffici postali sono all’ordine del giorno.

Perciò, come si sia potuto pensare di lasciare esposto, con tutto il personale e senza nessuna tutela, proprio un furgoncino, che ricorda più quello dei panini che un mezzo blindato, proprio non si capisce. Ma non è finita. Il luogo di stazionamento del furgoncino non è nemmeno ben illuminato, e già nel tardo pomeriggio l’oscurità lo avvolge (come si vede nella foto). Non è stata proprio una buona scelta.

Oltretutto, con le aperture esterne, ogni colpo di vento è buono a far volare via tutto, mentre la direttrice di questo ufficio postale mobile non ha nemmeno un posto in cui presiedere e può restare fuori, se il tempo è buono, oppure seduta al posto di guida, magari per una pronta fuga, in caso di ‘assalti’ indesiderati. Per non parlare dei servizi igienici: c’è appena un micro-wc interno al furgoncino, certamente non adatto alle ‘taglie forti’.

Per Slg-Cub Poste, troppe cose non vanno, in questa situazione, che sembra essere stata del tutto improvvisata, senza tenere in debito conto la dignità e la sicurezza dei dipendenti e degli utenti. Infatti, un’azienda che ha realizzato un miliardo e 400mila euro di utili, nel 2018, dovendo ristrutturare lo stabile, dovrebbe almeno affittare un locale adatto, per garantire dignità, decoro e sicurezza, sia per i lavoratori e sia per i cittadini. Davanti a tutto ciò, Slg-Cub Poste chiederà un intervento formale, a chi di competenza”.
Insomma, ogni commento da parte nostra è superfluo…

 

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