Compagni, lavoratori, colleghi!


Le parole stanno a zero. I piani di ristrutturazione delle Poste sono evidenti, svelati: essi mirano a tagliare l'occupazione, mantenere bassi i salari, estendere la precarietà, illimitare la flessibilità. In una parola sotto attacco sono le nostre condizioni di vita e di lavoro.
E' forzando questo aspetto che l'Azienda guida i processi di riorganizzazione interna. L'obiettivo è di ridurre l'occupazione della metà dei lavoratori attualmente occupati. L'obiettivo è di fare dell'azienda un precarificio permanente, di avere una forza lavoro schiava, ricattabile in perenne precarietà. L'obiettivo è di estendere il comando aziendale e spremere all'estremo la prestazione di lavoro, intensificandola, accumulandola, sovraccaricandola, in pratica con un giro di sfruttamento che non si era mai visto, almeno nella nostra azienda.
Dai lavoratori portalettere ai lavoratori della sportelleria, dalla logistica ai lavoratori dei cmp, dagli amministrativi alla pietra tombale stesa sui trasferimenti, le riduzioni dell'occupazione vanno di pari passo con un inasprimento delle condizioni di lavoro.

Gli orari sono un elastico allungabile; la sicurezza un pezzo di carta; la prevenzione un'aspirazione.
Lavoratori, colleghi!
Questo stato di cose non può essere battuto che dalla lotta. Non è demandabile a qualche politico di turno, né possiamo aspettarci dei ripensamenti aziendali: essi hanno già deciso, hanno già imboccato questa strada che per loro significa aumento dei profitti, dividendi agli azionisti, benefits ai gruppi dirigenti...

Ma sappiamo anche che lottare è difficile, che è duro. E che non nasce spontaneamente - che ha bisogno di organizzazione. Pesa su di noi la maledizione di un sindacato che ha venduto “l'anima al diavolo”, che si è schierato apertamente sugli interessi aziendali, curando tuttalpiù le ricadute più odiose sui lavoratori ma lasciando inalterato il terreno di “crescita” dell'azienda, accompagnandone i processi di riorganizzazione e spegnendo sul nascere la necessità del conflitto.

Ma la nostra condizione di lavoro necessita di una risposta che metta in luce e in chiaro che noi non ci stiamo. Che non reggiamo questi ritmi intensificati, queste paghe che faticano ad arrivare a fine mese. E lo diciamo con lo sciopero. Ci esprimiamo con lo sciopero, a segnare una distanza che più inconciliabile non c'è.

COSTRUIAMO CON TUTTI I SINDACATI DI BASE LO SCIOPERO NAZIONALE

13 aprile 2019 

Sede Nazionale: V.le Lombardia 20, 20131 Milano -

Tel 0270631804 - Fax 1782282030 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. cubposte.altervista.org

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