Il Piano di distruzione del recapito varato dal “nuovo” AD Matteo Del Fante, con il consenso dei sindacati di regime, che punta alla finanziarizzaione dell'azienda dismettendo progressivamente il servizo di recapito, si sta estendendo al resto degli uffici coinvolgendo altre migliaia di nostri colleghi

che avranno la vita stravolta da turnazioni e nuovi orari, da prestazioni che non conoscono pause, “tempi morti”, sempre di corsa, basate sulla quantità anziché sulla qualità, sempre più ingolfati da volumi di corripondenza impossibile da recapitare nei tempi e nei modi consueti se non a discapito della sicurezza, se non sostenuti da prolungamenti di orario, da assunzioni “usa e getta”, da ore di straordinario.
Senza questi “accorgimenti” il Piano sarebbe
un fallimento, ed è per questo che sono corsi in aiuto i sindacati sottoscrivendo l'accordo sui “giorni alterni” e da allora complici diretti del peggioramento della nostra condizione.
Ma una volta stabilite le “ragioni” e le cause dobbiamo ora concentraci su come possiamo reagire, perchè reagire è possibile; impiantare una lotta che abbia ben chiaro che l'obiettivo non è solo di resistenza ma di respingere i “giorni alterni“ è la sola risposta che abbia un senso, una logica, una razionalità per difendere la nostra condizione altrimenti esposta alla dittatura
aziendale che non nasconde i suoi propositi di riduzione drastica dei livelli occupazionali, di voler imitare il modello Amazon.
Non è tempo di petizioni né di speranze in ripensamenti aziendali o interventi governativi: come lavoratori dobbiamo fare da soli, ma da soli tutti insieme: tutti i centri di recapito, tutti gli uffici postali, i cmp, la logistica: una massa enorme di lavoratori che si ferma in una giornata di sciopero nazionale e blocca le Poste in tutta Italia, gli UP, la corrispondenza, i pacchi, i furgoni...
Sì, o le cose cambierebbero, le possibilità si aprirebbero, una nuova fase che mandi in soffitta il recapito a giorni alterni sarebbe allora possibile.
Ma non basta dirlo, dobbiamo arrivarci. E questo riguarda tutti noi, a cominciare dai sindacati di base che fanno della lotta ai giorni alterni la battaglia regina, che contrastano giorno per giorno nei posti di lavoro, anche con lo sciopero degli straordinari rinnovati ogni mese; che hanno già organizzato una prima giornata di lotta con lo sciopero nazionale del 25 maggio 2018, a cui hanno partecipato centinaia di lavoratori manifestando in decine di città, e che ancora oggi chiamano i lavoratori ad un secondo sciopero nazionale che deve stavolta coinvolgere migliaia, decine di migliaia di nostri colleghi, per bloccare Piani aziendali che hanno il suo cuore sì nei “giorni alterni” ma i cui tentacoli si allungano in tutta l'azienda, coinvolgendo tutti, poiché la controriforma non riguarda una parte dell'azienda ma tutta, ridescrivendola in chiave finanziaria, dove il metro di “giudizio” è lo scostamento più o meno largo dai parametri del massimo profitto, dalle cedole da dividere, dai “guadagni” di Borsa in una corsa alla speculazione che divorerà quel poco di servizio residuo.

VIA IL RECAPIO A GIORNI ALTERNI
FUORI I PRIVATI DAI SERVIZI PUBBLICI
agosto 2018

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