Il governo ha deciso che, a ottobre 2015, venderà il 40% della società Poste Italiane, per trovare i 4miliardi di euro necessari a compensare l'eliminazione dell'Imu (per il solo 2016).

 

 

Le Poste e l'Italia sull'orlo del baratro. Ma, una moderna forza di governo dovrebbe sapere che lo Stato è l'unione organizzata di tutti i cittadini, per il loro benessere e per la loro tutela, mentre questa vendita è solo un irresponsabile gioco elettorale, senza una visione strategica, profonda e competente, sulle conseguenze, e porterà le Poste e l'Italia nel baratro della disgrazia sociale ed economica.

Quello che i partiti e i sindacati di regime non dicono sulla vendita di Poste Italiane.

Nel solo 2014, le Poste hanno guadagnato ben 212 milioni di euro di utili netti, cioè oltre 400 miliardi delle vecchie lire, che sono stati incassati direttamente dallo Stato. Dunque, vendendo il 40% delle Poste, lo Stato perderà automaticamente il 40% di una montagna di soldi, per tutti gli anni futuri, e ciò sarà una perdita economica gigantesca. Poi, per ripianare questo enorme buco, il governo taglierà ancora di più le spese sociali (come sanità e pensioni) e aumenterà le tasse (dirette e indirette) e il debito pubblico. E tutto ciò, per la pazzia di vendere il 40% di un'azienda che rende, perdendo i suoi soldi sicuri. Qualsiasi buon amministratore si terrebbe ben stretta un'azienda che guadagna così tanto, ma il governo sembra impazzito e perduto, sulla strada del “gioco” elettorale. Così, in molte città d'Italia sono già stati chiusi oltre mille uffici postali e ridotto anche il servizio di recapito ai cittadini, per mostrare, ai potenziali acquirenti, che le Poste, con meno strutture aperte al pubblico, meno servizio e meno personale, sono più “facili” da gestire e si possono comprare.

Lo Stato è di tutti e non si deve privatizzare.

Per non cadere in questo baratro politico, che porterebbe al massacro sociale e finanziario delle famiglie, degli anziani, delle piccole aziende e dei lavoratori, invitiamo i cittadini a prendere posizione civile contro questa follia della vendita delle Poste, che non è un'azione per il benessere e la tutela del popolo ma solo uno svuotamento del patrimonio nazionale.
Perciò, SLG-CUB chiede ai cittadini italiani di essere protagonisti attivi e manifestare democraticamente la propria OPPOSIZIONE alla vendita delle Poste, comunicandola ai sindaci dei propri Comuni, ai mezzi di informazione giornalistica e al Governo italiano, inviando una cartolina a Palazzo Chigi -Piazza Colonna, 370 -00187 Roma oppure con una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (riceve anche da casella non certificata), scrivendo chiaramente:

“COMUNICO LA MIA OPPOSIZIONE ALLA VENDITA DELLE POSTE PERCHÈ È CONTRARIA AL BENESSERE DEL POPOLO ITALIANO”

Spediamo subito questo messaggio, perché il destino dell'Italia e del suo popolo è legato a quello delle Poste. Gli italiani hanno già subìto il dramma dei danni economici e sociali delle privatizzazioni precedenti (di Enel, Eni, Telecom, Autostrade, Banche e di altri settori), con i tagli politici alla spesa sociale e un debito pubblico enorme, proprio perché lo Stato non riceve più le entrate economiche delle aziende redditizie che sono state privatizzate.

Settembre 2015

SLG-CUB Sindacato Lavoro e Giustizia della Base dei lavoratori di Poste Italiane


web: www.slgposte.it
e.mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
tel. 366.45.24.874



FaceBook