L'università di Bergamo torna sui suoi passi. Il Consiglio di Amministrazione stava per approvare il 5 febbraio un Codice di comportamento che nelle premesse si presentava come un vero e proprio "Codice-bavaglio".

Dipendenti e professori rischiavano di non poter pi esprimere alcun tipo di affermazione, commento, dubbio, che rischiasse di mettere in "cattiva luce" l'università stessa.

 

Non solo in pubblico, ma nemmeno in privato con amici e parenti, n tanto meno su facebook o twitter. Nel mirino anche l'appartenenza ad associazioni se in odore di "conflitto di interessi" con l'Ateneo.

L'art. 10 comma 2 della bozza di Codice "Comportamenti nei rapporti privati" infatti citava: "In tutte le proprie attivit private, ivi inclusa la partecipazione a siti web e social network, il lavoratore pone particolare cura al fine di non recare danno all'immagine dell'Ateneo".
Si aprivano scenari inquietanti sulle possibili conseguenze di una simile clausola, se interpretata alla lettera. Scenari degni di un film come "Le vite degli altri" 
Ora grazie alla denuncia pubblica portata avanti dalle RSU dell'università di Bergamo con il supporto della CUB Scuola università Ricerca il Codice-bavaglio stato approvato senza la clausola liberticida.

Il codice di comportamento che a Bergamo stava per passare con le clausole-bavaglio stato pensato e voluto dai vertici del sistema universitario (CODAU) come testo unico per le università italiane. Lo spunto era stato offerto dall'obbligo di declinare il testo nazionale del "Codice di comportamento dei dipendenti pubblici" alle varie singole realt delle migliaia di Pubbliche amministrazioni del Paese. È un obbligo che l'Autorit Nazionale Anticorruzione ha affidato alle varie Pubbliche amministrazioni per regolare i comportamenti dei dipendenti pubblici per la lotta alla corruzione.

Di corruzione nel testo dell'università di Bergamo si parla in realt ben poco. Come spesso succede, qualcuno pensava di sfruttare un adempimento di legge per sconfinare e penalizzare comportamenti del pubblico dipendente che nulla hanno a che fare con trasgressioni riguardanti la corruzione.

Ora il caso di Bergamo e la battaglia vinta grazie all'impegno della CUB Scuola università Ricerca costituisce senza dubbio un precedente di cui possono farsi forti altri delegati e lavoratori delle università di tutta Italia.

Bergamo, 14 febbraio 2014

CUB-SUR Bergamo

Tel./fax. 035/211443 mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per contatti: Davide Cremaschi 349/8675022

http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/niente-commenti-su-facebook-luniversita-mette-paletti-ai-dipendenti_1044300_11/?attach_m

http://bergamo.corriere.it/bergamo/notizie/cronaca/14_febbraio_04/universita-stop-commenti-fb-codice-bavaglio-9a07db36-8d75-11e3-9737-22dadb171b02.shtml

http://bgreport.org/codice-bavaglio-per-i-lavoratori-delluniversita.html

 


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