ovvero gli effetti collaterali del il TFR versato dai lavoratori tramite l'azienda al fondo di categoria. Verr esaminato il prossimo 14 febbraio, dal Tribunale fallimentare di Venezia, lo stato passivo della "Record Cucine", società storica dell'arredamento dichiarata fallita nel settembre scorso.

"Record Cucine" ha toccato il picco di notoriet quando negli anni 70 80 sponsorizz 
diverse
manifestazioni sportive e fu sponsor principale di una nota squadra di
calcio, poi fallita a sua volta.
Rispettando il dramma dei lavoratori (oramai un triste classico dei giorni
d'oggi) e tralasciando su tutta una serie di vessazioni che nell'ultimo
periodo, ovvero dopo che la famiglia SETTEN lasci la guida
dell'azienda, colpivano i lavoratori superstiti con carichi di lavoro
bestiali, turni di 12/13 ore di lavoro ecc) a proposito di RECORD CUCINE  ci
vogliamo soffermare analizzando un fatto collaterale: ovvero il TFR versato
dai lavoratori tramite l'azienda al fondo di categoria .

Il tfr versato ai fondi negoziali di categoria purtroppo non sarebbe stato
riconosciuto dal Tribunale e quindi  si sarebbero volatilizzati nelle
tasche della ditta fallita. IL fatto sarebbe gravissimo perch  se ci
prendiamo la briga di vedere lo statuto dei fondi complementari, in questo
caso ad esempio di  ARCO, ma  lo potremmo fare con qualsiasi altro
fondo, recita al punto F: "in caso di omissioni o insufficiente versamento da parte
dell'Azienda (accertata insolvenza a seguito di fallimento o altre
procedure concorsuali),  il lavoratore aderente ad ARCO pu avvalersi del
Fondo di garanzia INPS che versa al Fondo il TFR e i contributi trattenuti
e non versati sulla posizione previdenziale del lavoratore dall'Azienda".
Non ci fa piacere dire che AVEVAMO RAGIONE, che  dubbi  e contrariet  a
questi fondi , il sindacato di base, unica voce fuori dal coro di regime,
l'aveva espresso a suo tempo, beccando l'accusa di fare TERRORISMO
PSICOLOGICO, di ESSER FUORI DAL TEMPO MODERNO, DI AVERE UNA
VISIONE ANTICAPITALISTA, con il sottoscritto che era stato addirittura
 minacciato di venir denunciato per aver espresso contrariet.

I sopracitati Fondi, i quali non sono altro chela fotocopia di una
invenzione statunitense in salsa liberista , hanno gi nella loro madre patria
creato lacrime e sangue per tutti quei lavoratori che hanno
semplicemente sbagliato ad aderire ad un fondo gestito male, o pi
semplicemente ad un fondo che assomiglia molto tristemente ad una scommessa
di INVESTIMENTO FINANZIARIO.

Non ci dimentichiamo che il TFR non altro che
una parte del salario differito , ovvero monetizzabile quando si esce
dall'azienda oppure quando si raggiunge l'agognata pensione (ora con la
RIFORMA FORNERO sempre pi irraggiungibile, Il salario differito
non dovrebbe esser trattato alla stregua di un comune prodotto di
investimento finanziario, una scommessa borsistica ecc..ma purtroppo lo .
Questi dubbi , i sindacati di base li hanno espressi fin dal loro nascere,
 ma complice l'euforia delle varie bolle di mercato e la massiccia
 sponsorizzati dai sindacati concertativi che si sono spartiti una fetta
delle cariche nei vari consigli di amministrazione, hanno ammaliato una
buona dose di lavoratori delle medio e grandi industrie. Se si dovesse
realmente verificare il non riconoscimento del TFR versato al fondo di
categoria allora si aprirebbero scenari tristi per tutti e ribadiamo ancora
una volta di pi, URGE CHE SI POSSA POTER USCIRE DA QUESTA  SCELTA
 LIBERAMENTE , COSA CHE ATTUALMENTE NON LO IN QUANTO LO SI PUO'
SOLO IN PRESENZA  di licenziamento (fatto o subito) o di morte.
 Cosa si vuol aspettare per consentire chi in buona fede, ingenuamente o
 mal consigliato di poter uscire da questi fondi, CHE SI CREII UN NUOVO
 CASO "RECORD CUCINE"  CON IL TFR EVAPORATO???
Non si pu sempre mostrare i dati positivi dei FONDI (come fanno sindacati
 concertativi, le compagnie assicurative e le banche che gestiscono il patrimonio
dei lavoratori aderenti), quando si sa storicamente che nei casi, svariati per
altro, in senso  negativo, si piange e si raccoglie desolazione e fallimento,
questo profondamente scorretto.
Che siano responsabili chi di dovere:  sindacati concertativi (cgil cisl uil
ugl ecc) in primis e chi amministra i vari fondi, che lascino spazio per la
libera uscita di chi non ci crede pi in questa legge spietata del mercato,
in fin dei conti l'EPOCA delle catene  ai piedi son finite da  un pezzo,
oppure stanno di nuovo rimettendocele di nascosto, col sorrisino, con le
frasi ricattatorie false che ce lo chiede l'EUROPA ,il mercato, la concorrenza ecc????
Record cucine, prima o poi il cerchio si chiude e si lascia il posto a lacrime,
ferite  e rimpianti.

Venezia 11 2 2014

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