scioperoLAVAZZA: SCIOPERO il 3 marzo CONTRO LA RIORGANIZZAZIONE DEL LAVORO ALLO STABILIMENTO DI SETTIMO TORINESE

 

Nonostante il malcontento sempre più esplicito di lavoratrici e lavoratori della Lavazza nei confronti di un progetto di riorganizzazione giustamente ritenuto dannoso, l’azienda ha confermato l’intenzione di andare avanti con la proposta UPI senza porsi il problema dell’assoluta mancanza di consenso che essa riscuote in fabbrica.
Il modo arrogante con cui la Lavazza e la sua direzione stanno trattando le giuste lagnanze dei lavoratori e delle lavoratrici dello stabilimento di Strada Settimo è un atteggiamento inaccettabile, soprattutto perché viene messo in atto da parte di un’azienda i cui utili sono in continuo aumento e che ormai può permettersi di aggredire i mercati internazionali acquisendo aziende di paesi come il Brasile.
Siamo proprio sicuri che il nostro lavoro non contribuisca all’arricchimento dell’azienda per la quale lavoriamo?
Siamo proprio sicuri di non dovere essere consultati sulle decisioni che riguardano il nostro lavoro?
La Lavazza ritiene di no, e le nostre stesse RSU le danno implicitamente ragione, delegando alle segreterie provinciali di CGIL, CISL e UIL le trattative sulla riorganizzazione.

Noi crediamo, invece, che siano lavoratrici e lavoratori dell’azienda a dover avere l’ultima parola
sull’organizzazione del lavoro all’interno dello stabilimento. Questo per noi è un preciso obiettivo da raggiungere. Nessun obiettivo però si raggiunge senza lotta, per cui abbiamo deciso di dichiarare:

1    - il blocco dello straordinario a partire da lunedì 11 febbraio

2    - uno sciopero di quattro ore, venerdì 15 febbraio, con uscita anticipata per tutti i turni

3    - uno sciopero dell’intera giornata lavorativa, lunedì 3 marzo, giornata di entrata in vigore della nuova organizzazione del lavoro, con presidio davanti allo stabilimento, comizi e musica a partire dalle ore 10 del mattino.

Abbiamo saputo che qualcuno, evidentemente poco informato, ha messo in giro la voce che la CUB non possa proclamare sciopero in quanto non rappresentata all’interno delle RSU aziendali.
Invitiamo queste persone ad informarsi (e ad informare) correttamente i propri colleghi e le proprie colleghe sui diritti sindacali e, soprattutto, a smetterla con l'insopportabile storiella sulle “coperture” sindacali.
Lo sciopero è un diritto dei lavoratori e delle lavoratrici, non dei sindacati. Qualsiasi gruppo di lavoratori associati può proclamare uno sciopero, figurarsi una Confederazione nazionale presente in tutti i comparti e in tutte le regioni come la CUB!

FLAICA UNITI – CUB
FEDERAZIONE LAVORATORI AGRO-INDUSTRIA COMMERCIO E AFFINI UNITI

Corso Marconi 34, 10125 Torino
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www.cubpiemonte.org

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