Chi vuole cancellare la realtà, i fatti e la verità su quanto accaduto a Genova nel 2001 in occasione del G8?
Comunicato
per prendere posizione e le dovute distanze da chi vuole cancellare la realtà, i fatti e la verità su quanto accaduto a Genova nel 2001 in occasione del G8. Un comunicato semplice per esprimere totale dissenso verso le azioni che uccidono le democrazie e le libertà.
Le dinamiche della comunicazione giocano col potere, ma il gioco è rotto e molte vite anche. Ecco la strategia del potere.

Diverse immagini e contenuti in La Disobbedienza e Pulcinella e sul G8, oltre che per il Genova Social Forum, il Comitato Verità e Giustizia e relativo dvd, sono state illegittimamente usate, inserite e mal composte in una sorta di documentario, un ibrido, dal titolo "ll seme della follia" trasmesso da La7 il 20/07/2007. Questo però è avvenuto senza alcuna comunicazione, prima durante o dopo, all'autore/produttore. Infatti l’indigesta visione è stata del tutto casuale e dolorosa.
Questa discutibile operazione, una ricostruzione falsata, tendenziosa, politicamente deviata, mediatica o propagandistica, va in parallelo allo svolgimento dei processi e alle tragiche novità che ne seguono, o che ne sono causa... e il fatto che sia stata trasmessa in una data molto importante per la societàà e la storia, sembra significare che tra le intenzioni di qualcuno ci sia quella di generare e sviluppare ulteriori conflitti, caos e perdita di memoria e fiducia. Scientemente, senza scrupoli e con calcolo. Un calcolo che continua ad uccidere, e per tutto questo non ci sono alibi o giustificazioni.
Quelle immagini sono state decontestualizzate e neanche supportate da altre argomentazioni e punti di vista, e in più sono state spacciate per immagini inedite... realizzate "in presa diretta"... da pseudo autori che evidentemente tali non sono... tanto che si sente e si vede, tra le altre cose, persino la voce dell'autrice che cerca di difendersi dalle aggressioni di quella giornata, mentre filma e tenta di sfilare anche Pulcinella dalle mani di alcuni aggressori in divisa. Ci vuole un bel coraggio... che a qualcuno manca. Come manca la professionalità, l’etica e persino una “morale”... umana e sociale.
Queste azioni offendono e fanno male. In ogni senso. Ma la cosa più grave è che questo, un falso e sbagliato messaggio, su diversi livelli, danneggia la moltitudine, quella che c'era e no, e offusca ancora una volta la realtà. Quel giorno un ragazzo ha perso la vita per mano del potere mal gestito, e qualcuno con cinismo, ambiguamente cerca di giustificare questo ed altro ancora con subdoli mezzi. Anche questa è arroganza, prepotenza, violenza, abuso di potere, e molto altro... che continua... in varie forme... su fatti molto delicati che richiederebbero maggiore attenzione, delicatezza, buon senso e magari anche buon gusto. Non è così difficile. Ma quel che manca è il rispetto per la vita... E' quindi impossibile non esprimersi e non prendere secche distanze e una posizione diversa e precisa da quella farsa e non solo chiamata come il film di Carpenter. Nemmeno il titolo è originale. Quel prodotto anticulturale e transgenico è sintomo ed effetto di una mala societàà basata su potere & business che continua ad auto distruggersi nonostante le belle idee e i bei propositi. Si continuano a macinare morti, e tutto questo mentre si parla di democrazia e libertà da tutti i fronti di guerra, anche da quelli che usano gli escamotage del progresso e la parola Pace, civiltà o sicurezza... di chi? Anche l’ipocrisia globale uccide, a destra e a sinistra dal sud al nord del mondo, senza diritti o pace.
Quella operazione è un'offesa a Carlo, a tutti, alla memoria e alla verità. Ma soprattutto al futuro. Il Nostro.
Alcune osservazioni sul comunicato che accompagna quell’ibrido di cui sopra.
In quel comunicato trovato sul web (in parte incollato sotto)… non viene mai usata la parola Disobbedienza in senso pieno… anche se si parla di quel contesto, di quel corteo attaccato ingiustamente… eppure, in compenso, vengono citati i black block diverse volte che nulla avevano a che fare con i disobbedienti e le tute bianche…  Sembra si voglia creare un’ambigua connessione tra i due colori e allo stesso tempo un conflitto tra buoni o cattivi, strategico… come i loro interventi di piazza…
Intanto il titolo: “I carabinieri attaccano il corteo autorizzato” e poi il testo attacca con “I Black…”… eppure stiamo parlando del corteo autorizzato della disobbedienza…  perché dar tanto importanza ai black quando stiamo rivendicando giustizia per le violenze che tutti, tutti, tranne i black block, hanno subito?
Si legge… “All'uscita dal carlini le tute bianche si mischiano alla moltitudine dei ventimila che assaliranno i potenti della terra.” … I potenti della terra hanno assalito la moltitudine, ferendola e uccidendola! E, le tute bianche disobbedienti non si sono mischiate alla moltitudine, bensì ne hanno sempre fatto parte, siamo nel movimento, è il movimento. Ancor prima del Carlini.
E per quel G8 nessuno aveva una tuta bianca addosso, per scelta. Non mi risulta ci siano immagini di tute bianche in quella occasione.. a parte quella di Pulcinella. E i disobbedienti non sono né “di Casarini” né  di altri… Sono.
Si legge ancora: “chi finisce oltre il cordone dei carabinieri viene massacrato di botte. Nel frattempo però i disobbedienti si sono organizzati, e hanno reagito alle cariche. Si è scatenata la guerriglia urbana.” Falso!
Nessuno dei manifestanti è finito oltre i cordoni dei carabinieri… ma caso mai .. i cordoni delle forze dell’ordine, avanzando minacciosamente e armati, hanno rotto le fila dei manifestanti e sono finiti oltre i cordoni dei manifestanti quando eravamo, tra l’altro, in zona “autorizzata”! E comunque quel che è stato fatto non sarebbe in ogni caso giusto.
I disobbedienti e tutti i manifestanti non si sono potuti organizzare, dal momento che erano tutti “dispersi”, con le ossa rotte o sanguinanti… accecati dai lacrimogeni, dal sangue, dalla paura e dal dolore. Hanno reagito spontaneamente per legittima difesa, non organizzati, con ciò che si trovava lì al momento… o fuggendo in luoghi “sicuri”… impossibile.
I disobbedienti e gli altri manifestanti pacifici, non avevano strumenti di offesa ma solo di difesa… per scelta. E questi dettagli, le scelte e gli intenti, che fanno la differenza sono stati dichiarati prima di quel G8. La guerriglia urbana di cui si parla, non si è scatenata così… è stata provocata da chi ha attaccato ingiustamente e violentemente con armi mortali, una regia studiata a tavolino. Voluta. Ma non evoluta.
E dire guerriglia urbana è sbagliato… ciò che è successo è guerra alla libertà di manifestare ed esprimersi, è guerra alla libertà di essere liberi in Italia “paese” cosiddetto civile e democratico ma che nei fatti molto spesso dimostra d’essere il contrario. Contrario ai bisogni e ai desideri della pluralità, della societàà. Contrario alle leggi umane e ai diritti. L’Italia ha bisogno di crescere nel mondo globale.
E la frase finale, di chiusura testo… “Il settimo nucleo del Primo Reparto Mobile di Roma è davvero - come sostiene la magistratura - responsabile di quel massacro?...” Bene. Cioè Male. Cosa vorrebbe dire questa frase così ambigua, troppo ambigua, a cosa mira? Cosa vuole insinuare? Perché lascia la porta aperta alla sbagliata interpretazione che ne potrebbe derivare… ? Chi vuole difendere e chi vuole attaccare? E’ comunicazione questa? O pretesto?
In tutto questo la comunicazione fa “gioco”… e diventa mero strumento politico e non culturale. I media, i mass media, e gli autori che dichiarano di fare informazione o documentari hanno il dovere di dare giuste e corrette informazioni, altrimenti si parla d’altro, e dichiararlo sarebbe il minimo. Anche se è vero che ciò che si è visto… ad esempio al G8, sembrava fantasia e non realtà… Insomma, se di sceneggiatura si parla noi abbiamo la nostra, vera e originale. Diversa.
Abbiamo i nostri film, quelli veri, non solo fantasia. E in tutto questo caos nutriamo ancora dei sogni, nonostante tutto, nonostante l’involuzione della nostra societàà e la decadenza che talvolta esprime e la libertà non è solo un sogno ma anche un obiettivo, seppur relativo, reale. Da raggiungere. Anche attraverso la protesta e la disobbedienza se necessario.
Il movimento ha dichiarato intenzioni pacifiche alternative e costruttive nonostante le omissioni…

Per Carlo Giuliani la Moltitudine le pluralità in Movimento la societàà delle azioni in movimento.
Buon futuro.
Samantha La Ferla
www.finquituttobene.org
www.sofarsogod.org

Il testo riguardante quel collage di immagini non inedite….
I carabinieri attaccano il corteo autorizzato


I Black bloc sconvolgono la sceneggiatura del G8: il Viminale si era preparato a fronteggiare un assalto, più simbolico che reale, alla zona rossa. I cortei si sarebbero fermati davanti al muro di ferro, avrebbero tentato qualche sortita, sarebbero comparsi gli idranti, forse qualche manifestante avrebbe varcato la zona proibita con una bandiera, e tutto sarebbe finito lì. Questi erano gli accordi.
Ma nessuno aveva fatto i conti con i black bloc. Il gruppo,si dirige verso il carcere di Marassi; sulla strada distrugge tutto ciò che incontra, un piccolo supermercato viene saccheggiato, all'arrivo dei neri a Marassi i contingenti che proteggono il carcere si allontanano. I pacifico corteo partito dal Carlini - ventimila persone con in testa i disobbedienti di casarini - scende da via Tolemaide. Per motivi mai chiariti, il capitano dei carabinieri Picozzi, decide di caricare il corteo autorizzato, dando inizio agli scontri che porteranno alla morte di Carlo Giuliani.
All'uscita dal carlini le tute bianche si mischiano alla moltitudine dei ventimila che assaliranno i potenti della terra. Casarini racconta lo stato di tensione positiva, la sensazione di vivere una giornata importante. Poi l'arrivo quasi all'incrocio con corso Torino, i lacrimogeni, l'inattesa carica dei carabinieri, mentre il commissaro Gaggiano grida inutilmente di togliersi da lì, di lasciarli passare,bardature e scudi si rivelano inutili, le prime file dei manifestanti vengono travolte, chi finisce oltre il cordone dei carabinieri viene massacrato di botte.
Nel frattempo però i disobbedienti si sono organizzati, e hanno reagito alle cariche. Si è scatenata la guerriglia urbana.
FaceBook