MULTE SALATE AI LAVORATORI CHE HANNO SCIOPERATO

Prosciolti i capi della SEA

Poco più di un anno
fa un giovane collega di Malpensa è morto fulminato mentre cambiava una lampadina. (come si legge sul Giornale secondo la magistratura il “killer” sarebbe il trasformatore che ha fatto un “salto” improvviso).

Oggi, mentre le condizioni di lavoro negli aeroporti non hanno visto alcun effettivo miglioramento, per assurdo a pagare sono i lavoratori, quelli che hanno scioperato per ricordare il collega deceduto e per chiedere maggiore sicurezza, mentre per quanto riguarda i Responsabili della SEA (quelli che avevano ricevuto gli avvisi di garanzia) l’inchiesta della Magistratura di Busto si è chiusa imputato la morte ad una “tragica fatalità” sollevandoli quindi da ogni colpa o mancanza.

Come tutti ricorderanno il sindacato di base della CUB (ex SULTA Lombardia) avena all’epoca già programmato uno sciopero con la motivazione principale della sicurezza degli aeroporti milanesi.

Questo sciopero, indetto con il necessario preavviso e dopo aver esperito le sempre più complicate procedure preliminari richieste, veniva però dichiarato non regolare dalla Commissione di Garanzia che addiceva il fatto che la settimana precedente c’era uno sciopero dei controllori di volo.

Dopo la tragica morte del collega il sindacato di base decideva comunque di confermare con giusta ragione lo sciopero: La legge prevede che a fronte di eventi estremamente gravi e lesivi dell’incolumità e la sicurezza dei lavoratori non vi è l’obbligo di rispettare alcun vincolo e quindi evidentemente neppure quello della “rarefazione oggettiva”.

Malgrado ciò, dopo
un incontro in Prefettura, durante il quale abbiamo illustrato le nostre sacrosante ragioni ed espresso la volontà dei lavoratori di dimostrare la propria indignazione per una morte così assurda e la propria preoccupazione per le condizioni di lavoro (ricordiamo che pochi giorni dopo la tragedia a Malpensa un collega ha rischiato la vita per una sciarpa che si è incastrata in un nastro bagagli non a norma), il Prefetto emetteva un’ordinanza di precettazione ( prevista dalla legge quando sussiste il fondato motivo di un pregiudizio grave e imminente ai diritti della persona) che giungeva all’ultimo momento e veniva prontamente esposta nei vari reparti della SEA con lo scopo di scoraggiare i lavoratori dal fare sciopero.

Naturalmente la minaccia di pesanti sanzioni ha di fatto boicottato lo sciopero, che era largamente condiviso e che avrebbe sicuramente visto la partecipazione massiccia di tutti i lavoratori degli aeroporti di Linate e Malpensa.

Alcune decine di lavoratori consapevoli e coraggiosi, decidendo di non chinare la testa di fronte a un fatto così grave, effettuava comunque l’azione di protesta ritenendola un gesto doveroso e giustificato.

Oggi, ad un anno di distanza, durante le feste natalizie, questi lavoratori e quelli che in base al turno hanno effettuato una sola ora di sciopero, hanno ricevuto a casa la multa che assomma a 610.000 lire a testa.

Noi ci opporremo a questo ignobile atto anche impugnando per vie legali le multe e invitiamo tutti i lavoratori a riflettere sul clima repressivo che vige ormai nel nostro Paese e che vede del tutto cancellato il diritto di sciopero, strumento essenziale di lotta per salvaguardare i propri diritti, le condizioni di vita e di lavoro, oggi messi sempre pù pesantemente a rischio.

Invitiamo inoltre i lavoratori a partecipare alle iniziative che saranno promosse nei prossimi giorni per denunciare e rendere noto a tutti l’accaduto e di aderire alla sottoscrizione che verrà effettuata per sostenere le spese legali.

Milano 6 Gennaio 2002                                   
                                        CUB Trasporti – aeroportuali 

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