COORDINAMENTO NAZIONALE SINDACATI DI BASE SETTORE AUTOFERROTRANVIERI
 CONVEGNO NAZIONALE del SETTORE TRASPORTI

PER LA DIFESA DEL DIRITTO DI SCIOPERO, RILANCIARE LA DEMOCRAZIA SINDACALE, per SOSTENERE i 57 LAVORATORI della TTS SpA DI TRIESTE


 Sabato 1 MARZO 2003, dalle ore 10 alle 17

Presso la Sala Teatro - Circolo Giuseppe Tozza ATC Via San Felice, 11 – Bologna (si arriva con gli autobus 21, 25, 30, 36, 38)

Il diritto di sciopero è ancora nuovamente al centro dell'attenzione politica e sindacale.

Ogni qualvolta i lavoratori dei servizi incrociano le braccia per rivendicare il rispetto del contratto, per respingere attacchi ai propri diritti o per contrastare il peggioramento della qualità del servizio, ecco ripartire la solita litania dei diritti degli utenti calpestati dall'arroganza di minoranze incoscienti, privilegiate, corporative.

Il 2003 si sta caratterizzando, segnato da pericolosi segnali di guerra, per l’addensarsi di problematiche sindacali e per l’accentuare della conflittualità; problematiche che occupano la scena sindacale – politica già dall’anno scorso, che vedono coinvolti gli autoferrotranvieri e altre parti importanti del mondo del lavoro, per il confronto sull’art.18 dello Statuto dei Lavoratori, che sfocerà in un referendum, per la crisi del settore automobilistico, le mobilitazioni sul futuro della scuola pubblica, i rinnovi contrattuali.

In questo scenario il copione si ripete, si riaffacciano la richiesta di ulteriore restringimento delle libertà sindacali, di consentire solo alle organizzazioni firmatarie di contratto la facoltà di proclamare gli scioperi; si riparla di sciopero virtuale, si invoca il referendum tra i lavoratori prima dell'indizione degli scioperi e via su questa strada.

In questo quadro, quella dell’ulteriore regolamentazione e limitazione del diritto di sciopero diventa inevitabilmente una delle questioni più “urgenti e pesanti” che i lavoratori ed il sindacalismo di base si trovano a dover affrontare.

Gli Industriali, consapevoli della conflittualità che tale quadro politico sindacale può determinare, hanno promosso un convegno (l’11 febbraio a Roma) avente per argomento proprio la  “Regolamentazione dello sciopero e dei diritti dei lavoratori”.

L'obbiettivo che si palesa non è quello di garantire gli utenti, ma impedire al conflitto di esprimersi, avere mano libera nella profonda trasformazione in societàà private che sta attraversando i servizi pubblici, per utilizzare la vicenda degli scioperi per irreggimentare ancora di più la societàà e rendere silente ogni opposizione sociale.

Il sindacalismo di base, e il sindacalismo sinceramente autonomo, stanno pagando tributi salati al mantenimento di margini di democrazia nei luoghi di lavoro. Lo stanno facendo non rinunciando a difendere gli interessi dei lavoratori e degli utenti in questa fase di privatizzazioni selvagge utilizzando anche l'arma dello sciopero, l'unica rimasta dopo che lo sciagurato referendum sull'articolo 19 della legge 300/70 ha cancellato importanti diritti sindacali per chi non è firmatario di contratto.

Oggi si tenta di criminalizzare
queste lotte ed iniziative, emblematico è il processo che il 7 marzo si terrà nei confronti di 57 lavoratori della TTS SpA di Trieste  che hanno l’unica colpa di credere nei principi fondamentali della costituzione e di voler difendere il loro diritto al lavoro, la loro dignità sociale di poter effettivamente partecipare all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Questa criminalizzazione
delle lotte dei lavoratori del trasporto pubblico locale di Trieste non è un caso isolato, infatti si sta cercando di mettere sotto processo le lotte dell'anno scorso dei lavoratori degli appalti delle pulizie nelle FS, 10 lavoratori della GEOFOR di Pisa sono stati sospesi dal lavoro per le loro iniziative di lotta, probabilmente, nei prossimi mesi, i lavoratori della FIAT potranno vedersi presentare il conto per le loro lotte, nel mondo della scuola gli studenti stessi vengono incriminati (64 studenti a Venezia) per le loro iniziative di protesta contro la riforma Moratti , l’elenco potrebbe continuare.  

E' la cultura del conflitto, inteso come strumento democratico di regolazione degli interessi, che si vuole rimuovere.

IL SINDACALISMO DI BASE intende continuare ad utilizzare lo strumento dello sciopero, ogni qual volta i lavoratori ritengano sia messo in discussione un proprio diritto.

IL SINDACALISMO DI BASE
convinto, per questi motivi, dell’urgenza e necessità di riaprire una forte campagna di mobilitazione, attorno alla questione della libertà di sciopero e del diritto e dovere di manifestare e prendere posizione in difesa e per l’allargamento di valori in cui si crede, e che è emblematicamente fondamentale essere a fianco dei lavoratori dell’azienda di trasporto pubblico TTS di  Trieste, ha ritenuto opportuno organizzare.

Sono invitati tutti,
forze sindacali, politiche e sociali, RSU, singoli democratici, intellettuali, giornalisti a confrontarsi con la pesante e pericolosa deriva che le libertà nei luoghi di lavoro e più in generale stanno subendo.

Sperando vivamente
che possiate essere presenti ai lavori, comunicate la vostra partecipazione ai seguenti riferimenti telefonici. Tel.041/5312250/ fax 041/5314446

CNL-TRASPORTI     Tel/Fax 06/486409

SIN-COBAS             Tel/Fax 081/4971038

FLTU-CUB              Tel/Fax 010/2541228

SLAI-COBAS           Tel 02/58104017        Fax 02/48032023

RdB- CUB e CUB Trasporti

BOLOGNA febbraio 2003
 

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