SENTENZA CONTRO L’ENTE TABACCHI: SONO CAUSE PROMOSSE DALL’ASSOCIAZIONE CONSUMATORI UTENTI



In merito
alle notizie diffuse ieri a proposito della sentenza di condanna dell’(ex) Ente Tabacchi Italiano ora diventato, dopo la privatizzazione, British-American Tobacco Bat Italia spa, l’ACU Associazione Consumatori Utenti fa presente che quel giudizio fa parte di un pacchetto di cause-pilota che l’ACU segue, in collaborazione con un gruppo di giuristi e medici, da oltre un decennio. 

Pertanto, a fronte dell’interrogativo posto ripetutamente in queste ore: “potranno avviarsi altre cause di risarcimento?” l’ACU intende comunicare che essa ha già in corso altri giudizi, analoghi a quello appena reso di pubblico dominio, sia contro l’ex ETI che contro produttori esteri come la Philip Morris.

 In particolare è in corso di svolgimento un importante giudizio, introdotto nel 2001, che vedrà celebrata la prossima udienza presso la 2^ sezione civile del Tribunale di Roma, il prossimo 14 giugno 2005. In questa causa promossa da sei consumatori italiani, assistiti dall’ACU -pure direttamente intervenuto in giudizio- viene chiesto un risarcimento pari a 50 milioni di euro per un decesso e varie patologie, alcune totalmente invalidanti (morbo di Burger, ipertensione arteriosa, carcinoma duttale, neoplasia polmonare, enfisema polmonare, carcinoma papillare, eccetera), che, secondo la documentazione medica esibita dall’ACU, hanno nel fumo di sigarette un determinante fattore eziopatogenetico (cioè il fumo di sigarette è la causa scatenante della malattia). 

Le accuse che nella sede
giudiziaria l’Associazione Consumatori Utenti sta muovendo contro l’ex ETI e la Philip Morris riguardano non solo la mancanza di informazione sul rischio fumo, ma anche una informazione mendace e in violazione di legge (il DM 31 luglio 1990), sull’indicazione della reale presenza di nicotina e catrame, che viene dichiarata dai produttori in misura di gran lunga inferiore a quella accertata attraverso gli studi eseguiti dalla facoltà di Chimica organica dell’Università della Calabria cui l’ACU si è rivolta. Infine si chiede la condanna dei produttori di sigarette anche in ragione del “fattore dipendenza” cagionato non solo dalla nicotina o dal tabacco ma anche da elementi estranei volontariamente introdotti dai produttori per ingenerare un meccanismo di consumo dal quale è difficile uscire.

L’ACU è rappresentata
in giudizio dal prof. avv. Giuseppe d’Ippolito, componente della propria presidenza nazionale, membro del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti e noto anche per essere l’avvocato di Beppe Grillo. Al prof. d’Ippolito (0928 27721- 3391300388) potranno essere richieste ulteriori informazioni sui giudizi in corso mentre i cittadini potranno rivolgersi direttamente a tutte le nostre sedi sul territorio nazionale. 

Milano 12 marzo 05

                        ACU-Associazione Consumatori Utenti Onlus

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