Riuscito oltre le aspettative lo sciopero del gruppo Intesa Sanpaolo, Cariparma e Friuladria: a Torino oltre il 50% delle filiali chiuse (area Sanpaolo) e alla sede storica di piazza San Carlo hanno dovuto ricorrere agli apprendisti e ai capi per farla funzionare con disagi per i clienti. In altre città punte significative a Napoli, a Genova e Como con diverse filiali chiuse.


COMUNICATO STAMPA

Riuscito oltre le aspettative lo sciopero del gruppo Intesa Sanpaolo, Cariparma e Friuladria: a Torino oltre il 50% delle filiali chiuse (area Sanpaolo) e alla sede storica di piazza San Carlo hanno dovuto ricorrere agli apprendisti e ai capi per farla funzionare con disagi per i clienti. In altre città punte significative a Napoli, a Genova e Como con diverse filiali chiuse. In altre città punte significative a Napoli, a Genova e Como con diverse filiali chiuse.
l presidio davanti alla sede centrale dell’ufficio personale di Piazza P. Ferrari a Milano delegazioni dalla Lombardia, Piemonte, Liguria e Veneto.
La direzione nazionale del gruppo e le direzioni locali hanno ostacolato la riuscita dello sciopero evitando di avvisare la clientela e facendo orecchie da mercante ai reiterati richiami del sindacato. La preparazione dello sciopero ha trovato molti riscontri con telefonate di simpatia, di denuncia dello ostruzionismo della direzione e delle altre sigle sindacali e dichiarazioni di adesioni allo sciopero. La ristrutturazione e la rimessa in discussione dei posti di lavoro ha colpito non solo i 15.000 coinvolti da esodi, possibili espulsione forzata e cessioni ed esternalizzazioni.
Questa situazione pesa sul personale restante che si ritrova sottoposto a incertezza del futuro perché con la scusa degli accentramenti regionali sono costretti a subire trasferimenti e/o trasferte pesanti (es. andata e ritorno in giornata dal Piemonte alla Lombardia e viceversa). Altrochè politiche di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro!! E tutto ciò senza rimborsi adeguati.
Mentre il gruppo Intesa Sanpaolo incassa milioni di euro dalla cessione di Cariparma i lavoratori protestano contro la cessione senza garanzie. I lavoratori del Sanpaolo non sembrano disposti a subire dal 1° gennaio prossimo la perdita del contratto aziendale e delle condizioni di miglior favore. La riuscita dello sciopero rompe il silenzio a cui i sindacati confederali cgil, cisl e uil e le altre sigle (sedute più che trattanti) volevano condannare i lavoratori. Il sindacato SALLCA-CUB invita i lavoratori a continuare attivamente a segnalare ingiustizie, sorprusi e storture della gestione della direzione e a rafforzare la Possibilità à di risposte collettive e sindacali.
Il sindacato di base ha chiamato i lavoratori alla mobilitazione per:
-    ottenere un accordo di fusione in Intesa Sanpaolo che unifichi al livello più alto le attuali condizioni lavorative;
-    superare gli accordi già firmati dagli altri sindacati per le filiali cedute a Friuladria e Cariparma, ottenendo garanzie più elevate e il riconoscimento del diritto di scelta del lavoratore ad accettare o meno la cessione;
-    risolvere i numerosi problemi legati alle condizioni di lavoro nella nuova banca: rischio rapine, pendolarismo, trasferimenti, buste paga sbagliate, gestione degli enti previdenziali.
-    opporsi al tentativo aziendale di procedere a tagli di personale stabiliti a priori a tavolino e creando carenze di organico, ricorrendo al fondo esuberi su base obbligatoria.

lì, 28 giugno 2007                  
Segreteria Nazionale Cub-Sallca

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