RENZO Canavesi, segretario lombardo Cub Trasporti, come giudica il gesto dei dirigenti di ridursi lo stipendio?

"È un segnale importante, un passo in avanti che non possiamo che giudicare positivamente. Adesso possiamo rimetterci al tavolo e ripartire dall'accordo bocciato, per migliorarlo. È un gesto che sblocca il brutto clima che si è creato. Ora, però, andiamo avanti".


Così si recuperano delle risorse, ma dove andrebbero destinate?

"Bisogna prima capire di quale cifra stiamo parlando. Credo comunque che possano tamponare la perdita del 10 per cento del salario dei lavoratori, una volta assorbiti nella nuova società. Oltre a quei 1.200 euro di premio di produttività all'anno che sono saltati con l'accordo: serve una garanzia scritta per reintrodurlo quando le cose andranno meglio, tra un paio d'anni".

I lavoratori saranno contenti?

"Direi di sì, è un gesto che si aspettava da tempo. Però non basta, bisogna cambiare alcune parti dell'intesa, la cornice può restare ma l'accordo va migliorato, e c'è margine perché succeda. Ripartiamo con la trattativa per migliorare alcuni punti".

Per esempio?

"Ci sono cose da modificare a costo zero, come le ferie estive e la distribuzione degli straordinari. E poi non è possibile che la nuova società parta col 65 per cento di part time: vuol dire un salario minimo di 1.100 euro, è molto dura. Inoltre i sindacati devono fare la loro parte riducendosi i permessi: 62mila ore in un anno sono troppe, significa che ci sono trenta persone che non lavorano mai".

Cosa succederà ora?

"Ragioniamo per mettere insieme tutti i cocci, non si deve andare per forza alla guerra. Troviamo un compromesso, in cui si dica che nessuno ha vinto, se non i lavoratori".

Se si troverà l'intesa, servirà un altro referendum?

"Una nuova bozza condivisa deve avere un passaggio democratico, su questo mi pare ci siano pochi dubbi. O passando da un'assemblea generale dove tutti possano votare, o tramite un nuovo referendum".

 

 

http://milano.repubblica.it/cronaca/2014/06/25/news/canavesi_bene_ora_possiamo_ripartire_ma_serve_un_nuovo_referendum-90006226/

da “Repubblica.it” 25 06 2014

 

 

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