Summit Ue, la grande paura per le banche. Seri pericoli di contagio nell' eurozona. La «svolta a 180 gradi» della Merkel. Mentre Obama... <rassgna stampa> (2 luglio 2012)

 

Offshore - (2 luglio 2012) - Corriere Economia
Summit Ue, la grande paura per le banche
Seri pericoli di contagio nell' eurozona. La «svolta a 180 gradi» della Merkel. Mentre Obama...

I Consigli dei 27 capi di Stato e di governo dell' Ue producono conclusioni ufficiali. Ma spesso diventano significative anche le indiscrezioni e i retroscena. La settimana scorsa, nel summit a Bruxelles, ne sono trapelate perfino quando l' attenzione di molti partecipanti era deviata dalle tv con la semifinale degli Europei di calcio, Italia-Germania, decisa dalla doppietta di Mario Balotelli. L' indiscrezione più intrigante dava una spiegazione inquietante sul perché la rigida cancelliera tedesca, Angela Merkel, avesse approvato a sorpresa l' uso del fondo salva Stati per ricapitalizzare direttamente le banche spagnole in difficoltà. In Germania l' opposizione l' ha definita una «svolta a 180 gradi» del governo di Berlino. Non si tratterebbe solo di consentire alla Spagna di salvare dal crac vari istituti di credito nazionali, senza doversi indebitare ulteriormente sui mercati agli attuali tassi altissimi. Avrebbe pesato l' interconnessione con banche tedesche e di altri Paesi dell' eurozona, che subirebbero un pericoloso contagio in caso di tracolli in Spagna. Ci sarebbero rischi di trasferimenti delle perdite a catena perfino dall' altra parte dell' Atlantico. Lo dimostrerebbero le allarmate e continue pressioni per interventi di salvataggio dell' Ue più incisivi, attuate dal presidente Usa Barack Obama, dal suo responsabile del Tesoro Timothy Geithner e dal presidente della banca centrale di Washington (Fed), Ben Bernanke Nella notte di giovedì scorso, quando l' accesa riunione riservata ai 17 capi di Stato e di governo dell' Eurogruppo era in pieno svolgimento, da alcune delegazioni sono fuoriusciti timori che nel settore bancario possa scoppiare una crisi più profonda di quella caratterizzata dal crollo della Lehman negli Stati Uniti. Le perdite sarebbero sempre più difficilmente controllabili, non tanto per l' accumulazione di titoli degli Stati a rischio di insolvenza, che nei tempi lunghi potrebbero comunque onorare i debiti. A preoccupare sarebbe soprattutto la «zona d' ombra» del cosiddetto shadow banking, dove una massa enorme di spericolate speculazioni sui derivati sarebbe occultata dietro il segreto dei paradisi fiscali e delle normative offshore. Nessuno sembra in grado di quantificare quanto sia estesa la voragine delle perdite bancarie non note. Gli stessi banchieri da tempo diffidano l' uno dell' altro e hanno ridotto i prestiti reciproci nell' interbancario. A margine del summit a Bruxelles si è sentito ipotizzare riservatamente che alcuni grandi buchi nelle banche, sulle due sponde dell' Atlantico, potrebbero diventare addirittura incolmabili. Una soluzione è però emersa. Partirebbe dal progetto di Unione bancaria Ue, che garantirebbe i depositanti europei fino a 100 mila euro per conto. La separazione tra le attività bancarie commerciali e speculative, sul modello del Glass Steagal Act degli Stati Uniti, consentirebbe poi di mantenere i canali di finanziamento alle imprese e alle famiglie. A fallire a catena sarebbero, quindi, principalmente le banche speculative. Ma una soluzione del genere rivoluzionerebbe l' attuale struttura del potere economico-finanziario a livello globale. E trova forti resistenze.

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Caizzi Ivo

 

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