<RASSEGNA STAMPA> ALCOA - Stampa Locale del 07.06.12 - «Gli accordi sull'Alcoa rispettati a metà»<RASSEGNA STAMPA> ALCOA - Stampa Locale del 07.06.12  - «Gli accordi sull'Alcoa rispettati a metà»  - Portovesme, i sindacati lamentano ritardi della Regione rispetto agli impegni assunti a Roma
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GIOVEDÌ, 07 GIUGNO 2012 - La Nuova Sardegna



Pagina 28 - Ed_Cagliari

«Gli accordi sull'Alcoa rispettati a metà»

Portovesme, i sindacati lamentano ritardi della Regione rispetto agli
impegni assunti a Roma


PORTOVESME Gli accordi sulla vertenza Alcoa sono stati parzialmente
rispettati. A lamentare ritardi da parte della Regione sugli impegni
assunti a Roma il 27 marzo scorso sono i delegati della Rsu di fabbrica
che denunciano il pesante silenzio della giunta regionale guidata da Ugo
Cappellacci e dei soggetti che hanno sottoscritto l'accordo.
«Tra i vari punti disattesi _ denunciano Stefano Lai (Cub) e Massimo Cara (Cisl)
c'erano i progetti per la diversificazione dell'economia industriale.
Tutto era stato garantito che la Regione sarda e gli altri enti
interessati con la consulenza di Invitalia ( societàà indicata dallo stesso
Mise), struttura specializzata nella realizzazione di progetti di
sviluppo, avrebbero dovuto presentare entro il 31 maggio scorso, alle
parti interessate. Si doveva intervenire con la preparazione di progetti
per lo sviluppo e diversificazione produttiva del territorio, In presenza
di tali progetti entro il mese di settembre sarebbe stato presentato lo
strumento di programmazione territoriale più idoneo per la realizzazione
del piano. Per la realizzazione dei progetti si sarebbe dovuto ricorrere
ai fondi Fas e ai Fondi regionali e territoriali ». Ora il sindacato
comincia a manifestare preoccupazione per le conseguenze che potrebbero
derivare dai ritardi che la Regione sta proponendo. «Si tratta di
intervenire immediatamente_ insistono i delegati sindacali di Alcoa _
perché si rischia di perdere oltre 5 mila posti di lavoro. Ancora una
volta i politici si distraggono litigando tra loro per questioni di potere
personale dimenticando i drammi di miglia di famiglie ». Sulla vertenza
Alcoa si registra la coerenza dell'azienda che al termine di un incontro,
con i rappresentanti dei lavoratori, ha confermato che manterrà in
esercizio 300 celle elettrolitiche. Poiché il numero dei forni, per la
produzione di alluminio primario, attualmente in marcia è leggermente
inferiore, è facile pensare che nei prossimi giorni verranno attivate
altre tre celle. Inutile dire che ora le organizzazioni sindacali si
aspettano che la Regione recuperi il tempo perduto. (e.a.)

Provincia Sulcis (Pagina 23 - Edizione PC)  L'Unione Sarda - 07/06/12


PORTOVESME. Filmati e fotografie sui disordini scoppiati durante la
manifestazione del 27 marzo


Alcoa: scontri a Roma, 20 denunce
Resistenza, operai e delegati sindacali convocati a Cagliari in questura
<http://abbonati.unionesarda.it/controlli/ThumbFromWs.ashx?testata=UNSAR&edizione=PC&nomepag=SUL01&data=20120607&articolo=2728230&ordine=1&w=350>
Avranno uno strascico giudiziario i tafferugli scoppiati davanti al
ministero dello Sviluppo economico lo scorso 27 marzo, tra gli operai
Alcoa e le forze dell'ordine, in occasione del vertice decisivo per la
fabbrica di Portovesme. Una ventina di denunce per resistenza a pubblico
ufficiale stanno per essere notificate a lavoratori dell'Alcoa e delle
imprese che hanno partecipato al corteo.

LE IMMAGINI In questi mesi gli agenti della Digos hanno visionato video e
foto che immortalavano i momenti salienti degli scontri, arrivando poi a
identificare una ventina di persone che sono state denunciate. C'è chi è
già stato convocato in Questura, a Cagliari, per la notifica e la scelta
del difensore. «Non sono andato a Roma per cercare scontri con la polizia
o creare chissà quali disordini - commenta Manolo Mureddu, operaio di
un'impresa degli appalti e delegato Cisal, uno dei denunciati - ma
semplicemente per manifestare in tutela del diritto al lavoro e arrivando
da una terra, il Sulcis, praticamente alla fame. Non so se ci saranno
conseguenze penali ma se la fabbrica dovesse chiudere sono pronto a
tornare in piazza per garantire un futuro a mio figlio e difendere un mio
diritto sancito dalla Costituzione».

I TAFFERUGLI Il 27 marzo a Roma erano presenti circa 300 lavoratori:
una
giornata ad altissima tensione, iniziata con un corteo caratterizzato da
slogan e striscioni contro l'Alcoa. Durante la manifestazione qualcuno
bruciò le schede elettorali, anche il Tricolore finì in fiamme. Nel primo
pomeriggio, con la delegazione politico-sindacale da ore in riunione al
Ministero e Alcoa che sembrava irremovibile nel rilanciare la chiusura
immediata della fabbrica, gli operai cercarono di forzare il cordone di
agenti in tenuta anti-sommossa schierati davanti all'ingresso del
dicastero: proprio lì sono avvenuti gli scontri da cui sono scaturite le
denunce per resistenza a pubblico ufficiale. Solo in tarda serata arrivò
la svolta con Alcoa che ritirò la procedura di mobilità e diede la
disponibilità a mantenere in marcia gli impianti fino a dicembre 2012, in
presenza di manifestazioni di interesse per l'acquisto della fabbrica. La
vertenza non è ancora giunta a una soluzione definitiva, e intanto gli
operai denunciati dovranno fare i conti con l' inatteso sviluppo
giudiziario della trasferta romana.

Antonella Pani
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